Le Borse europee provano a reagire dopo una settimana segnata dalla risalita dei rendimenti. A un'ora e mezza dall'avvio degli scambi, il DAX guadagna circa lo 0,2% mentre il FTSE Mib segna un +0,54%. Anche i future su Wall Street indicano un recupero nell'ordine dello 0,3%-0,4%.
Il sollievo resta fragile. Il Brent si mantiene in quota 105 dollari dopo aver sfiorato, ieri, quota 110 e il Treasury decennale viaggia appena sotto il 5%, livelli che stanno riportando il costo del denaro al centro delle scelte di portafoglio. La BCE ieri ha alzato il tasso sui depositi al 2,5% e oggi il mercato attende l'inflazione USA di agosto, ultimo dato pesante prima della riunione della Fed del 15-16 settembre.
Il risiko italiano cambia scala
Dal 2024 il settore bancario italiano è stato attraversato da offerte e controfferte, favorite da bilanci più robusti e capitale in eccesso. Il salto di qualità è arrivato con MPS: prima l'acquisizione di Mediobanca, poi il peso conquistato in Generali e infine la risposta all'assalto di Intesa Sanpaolo attraverso le offerte su Banco BPM e Banca Generali.
La partita oggi coinvolge quasi tutti i principali snodi della finanza italiana. Sullo sfondo resta anche UniCredit, forte del 9% di Generali e reduce dalla scalata a Commerzbank. Secondo i banker citati da Reuters, Banco BPM e Banca Generali potrebbero rappresentare le opzioni italiane più naturali per Andrea Orcel qualora decidesse di tornare a muoversi sul mercato domestico.
Intesa Sanpaolo incassa il via libera dei soci
Il passaggio era atteso, ma toglie un ostacolo importante dal percorso. L'assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo ha autorizzato l'aumento di capitale destinato all'Opas su MPS: favorevole il 96,96% delle azioni rappresentate, con una partecipazione pari a quasi il 64% del capitale. La delega consente l'emissione di un massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni.
L'offerta mette sul tavolo 16 azioni Intesa ogni 10 titoli MPS più 1 euro in contanti per ciascuna azione conferita. La logica industriale ruota attorno a scala e redditività: Intesa stima 2,9 miliardi di sinergie annue ante imposte a regime, con il nuovo gruppo sopra 27 milioni di clienti, circa 2.000 miliardi di attività finanziarie della clientela e oltre 16 miliardi di utile netto nel 2029. Le distribuzioni agli azionisti previste tra 2025 e 2029 raggiungono circa 61 miliardi.
Carlo Messina considera l'integrazione un acceleratore della strategia del gruppo. Sul piano industriale il CEO ha ribadito l'intenzione di preservare il marchio MPS e la sede di Rocca Salimbeni. Diversa la lettura su Generali: l'eventuale quota ereditata attraverso Mediobanca avrebbe, nelle intenzioni di Intesa, natura esclusivamente finanziaria.
Intesa-MPS: il nodo vero arriva il 29 ottobre
Il voto di Intesa Sanpaolo, però, non chiude nulla. Il prossimo snodo è l'assemblea MPS del 29 ottobre, chiamata a pronunciarsi sulle offerte per Banco BPM e Banca Generali. Proprio queste due mosse hanno complicato il progetto di Intesa: se approvate, aumenterebbero dimensione e perimetro del gruppo senese prima dell'avvio dell'Opas. Gli investitori, per ora, restano prudenti e i due titoli target quotano sotto i valori impliciti delle proposte MPS.
Intesa conta di completare l'offerta entro fine dicembre, cercando quindi di anticipare l'esecuzione delle operazioni lanciate da Siena. Gli stessi azionisti MPS potrebbero approvare le acquisizioni e successivamente consegnare comunque i propri titoli all'offerta di Intesa Sanpaolo. Il Tesoro, ancora titolare di circa il 4,9% di MPS, mantiene per ora una posizione neutrale.
Per gli investitori il dossier Intesa Sanpaolo-MPS ha ormai superato i confini di una semplice acquisizione bancaria: sul tavolo ci sono scala, wealth management, Mediobanca, Generali e capacità di remunerare il capitale.
Va anche considerato il fatto che, con i rendimenti governativi ai massimi da anni, il mercato rischia di diventare molto meno indulgente sui prezzi pagati nelle acquisizioni e più severo sulla reale capacità di estrarre sinergie. Il sostegno dei soci Intesa Sanpaolo è arrivato. Da qui in avanti sarà il rapporto tra numeri, tempi e contromosse a decidere chi avrà davvero il controllo della partita.