Il piano di rilancio dell'azienda e la forte domanda alimentata dallo sviluppo dell'intelligenza artificiale hanno portato le azioni Intel a quasi triplicare il loro valore quest'anno. Ora il colosso statunitense dei chip è atteso da un banco di prova importante: domani pubblicherà i dati del secondo trimestre 2026. Gli investitori valuteranno con attenzione se dai numeri emergeranno segnali tali da giustificare il grande rally del titolo in Borsa oppure se il quadro generale dovrà essere rivisto.
Dal massimo storico del 22 giugno, a 142,35 dollari, il titolo ha perso oltre un quarto del suo valore, soprattutto per effetto del sell-off generalizzato che ha colpito l'intero settore dei semiconduttori. Il mercato ha iniziato a temere che le ingenti spese delle Big Tech per l'intelligenza artificiale, che hanno fatto da traino al rally dei chip, possano ridimensionarsi, facendo così diminuire la domanda di semiconduttori.
Intel risente anche del fatto che il mercato dei personal computer, sua principale area di business, è ancora debole, mentre i margini di profitto restano al di sotto dei livelli storici.
La trimestrale di Intel potrà dire molto sulla capacità dell'azienda di proseguire nel proprio rilancio, relegando a una parentesi quanto accaduto in Borsa nelle ultime settimane.
Trimestrale Intel: cosa aspettarsi dai conti
La ripresa della domanda di CPU, sempre più utilizzate per alimentare gli agenti di intelligenza artificiale, dovrebbe portare alla crescita trimestrale dei ricavi più rapida degli ultimi sei anni, secondo le previsioni degli analisti. Qualsiasi dato che confermi questa stima rappresenterebbe un segnale molto indicativo della forza relativa dell'azienda in questa fase.
Il mercato si aspetta anche aggiornamenti riguardo al business della fonderia, ovvero all'attività di produzione di Intel per conto terzi. L'azienda ha già annunciato una partnership con Tesla, ma in ballo c'è un possibile accordo per produrre processori per conto di Apple.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva parlato ad aprile di un'intesa con Cupertino, ma le aziende coinvolte non hanno mai confermato ufficialmente il sodalizio. Il business della fonderia di Intel otterrebbe un impulso molto importante da questo accordo, aumentando il prestigio dell'azienda come produttore per conto terzi.
Nel complesso, il consensus si aspetta ricavi del secondo trimestre 2026 pari a 14,42 miliardi di dollari, con una crescita del 12,1% su base annua. In tale ambito, il fatturato della divisione Data Center e AI dovrebbe aumentare del 36,4%, raggiungendo i 5,37 miliardi di dollari. L'utile per azione rettificato è atteso a 21 centesimi, mentre il margine lordo rettificato è stimato al 38,8%.
Gli analisti di TD Cowen ritengono che il margine "continua a essere penalizzato dagli ingenti investimenti nella divisione foundry e dai costi necessari per portare a regime i nuovi processi produttivi". Secondo gli analisti di Bernstein, il mercato risulta più ottimista rispetto a qualche tempo fa, ma "i fondamentali dell'azienda rimangono ancora in parte impegnativi".