Le azioni Eli Lilly sono in forte rialzo nelle contrattazioni pre-market di Wall Street, dopo che il colosso farmaceutico statunitense ha presentato una trimestrale nettamente migliore delle aspettative. L’azienda ha inoltre alzato le prospettive di vendita per il 2026, grazie all’aumento della domanda dei suoi farmaci di punta, Zepbound e Mounjaro, utilizzati per il trattamento dell’obesità e del diabete. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante, poiché questi prodotti sono stati colpiti da prezzi più bassi negli Stati Uniti in seguito all’accordo della società con il presidente USA Donald Trump.
“Il 2026 è iniziato con grande slancio: abbiamo registrato una crescita dei ricavi del 56% nel primo trimestre e abbiamo aumentato la nostra previsione di ricavi annuali di 2 miliardi di dollari”, ha dichiarato David A. Ricks, Presidente e Amministratore delegato di Lilly. Il top manager ha indicato come “tappa chiave” l’approvazione da parte della Food and Drug Administration di Founday, la pillola GLP-1 che, ad oggi, è l’unica a poter essere assunta in qualsiasi momento della giornata, senza restrizioni su cibo e acqua. “Founday amplierà in modo significativo il numero di persone che possono beneficiare dei GLP-1”, ha aggiunto.
Ricks ha inoltre affermato che Eli Lilly ha realizzato progressi nella pipeline in tutte e quattro le aree terapeutiche in cui opera e ha continuato a investire nella crescita futura attraverso quattro acquisizioni.
Azioni Eli Lilly in rally: i numeri della trimestrale
Nel primo trimestre 2026, i ricavi di Eli Lilly sono ammontati a 19,80 miliardi di dollari, segnando un aumento del 55,54% rispetto ai 12,73 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2025. Gli analisti avevano stimato entrate per 17,62 miliardi di dollari. Il boom dei ricavi è dipeso soprattutto dalla crescita eccezionale, a 13,4 miliardi di dollari, dei prodotti chiave, guidati da Zepbound e Mounjaro.
Per quanto riguarda le aree terapeutiche di immunologia, oncologia e neuroscienze, si è registrato un incremento del 160% su base annua. La gran parte dei ricavi è concentrata negli Stati Uniti, dove si è registrato un aumento del 43%, a 12,1 miliardi di dollari. Al di fuori degli USA, il fatturato è balzato dell’81%, raggiungendo i 7,7 miliardi di dollari.
L’azienda ha realizzato un margine lordo di 16,22 miliardi di dollari, in aumento del 54,33% rispetto ai 10,51 miliardi di dollari del primo trimestre dell’anno precedente. Il margine operativo, pari a 8,92 miliardi di dollari, è cresciuto di circa il 141% su base annua.
Eli Lilly ha riportato un utile netto di 7,40 miliardi di dollari, in aumento del 168% rispetto ai 2,76 miliardi di dollari di un anno prima. Gli utili per azione adjusted (EPS) pari a 8,55 dollari hanno superato ampiamente le stime del consensus, ferme a 6,66 dollari.
Outlook migliorato
Gli investitori sono stati colpiti positivamente non solo dai risultati trimestrali superiori alle attese, ma anche dal miglioramento della guidance per l’intero 2026. Ora la società prevede ricavi compresi tra 82 e 85 miliardi di dollari, rispetto alla precedente stima di 80-83 miliardi. Per quanto riguarda gli utili per azione, Eli Lilly indica un intervallo compreso tra 35,5 e 37 dollari, contro la precedente fascia di 33,5-35 dollari.
Secondo gli analisti, tuttavia, molto dipenderà dal successo di Founday. Permangono alcuni dubbi sul fatto che possa raggiungere lo stesso slancio di Wegovy, la pillola del rivale Novo Nordisk, che ha beneficiato di un vantaggio temporale di tre mesi negli Stati Uniti. “I primi dati sulle prescrizioni suggeriscono che il suo slancio è stato modesto”, ha osservato David Risinger, analista di Leerink Partners. Tuttavia, è ancora presto per valutare pienamente l’efficacia della pillola di Lilly.