Come investire i propri soldi

Hai a disposizione una certa somma di denaro e vorresti farla fruttare… Bene!

Questa è la guida che fa per te.

La prima regola da ricordare quando si investe è che se c’è un rendimento, significa che è presente anche un rischio…SEMPRE! Se qualcuno vi propone un investimento con alti tassi di interesse e a basso rischio (se non addirittura nullo), probabilmente sta cercando di truffarvi!

Il mondo degli investimenti risulta essere, a prima vista, un po’ complicato, dato che, nell’ ultimo decennio, sono nati tutti una serie di “prodotti” che hanno portato l’offerta ad essere un po’ confusa.

La seconda cosa da sapere quando ci sia approccia al mondo degli investimenti finanziari, è che i tipi di investimento tra i quali possiamo scegliere sono, di fatto, due:

  • Investimento azionario
  • Investimento obbligazionario

Qualsiasi altro investimento in prodotti finanziari è un DERIVATO da una di queste due categorie. Anche i prodotti piu’ complessi, hanno come sottostante queste due “asset class”, ovvero “classi di prodotto”.
Diverso è il discorso che riguarda il Trading online, ovvero una particolare categoria di investimento particolarmente “aggressiva”, riservata a chi ha una alta propensione al rischio.
Puoi imparare tutto del Trading online nella sezione ACADEMY di questo sito.

Cosa sono le azioni

Le azioni sono piccoli pezzetti di aziende. Possedere anche una sola azione di una determinata azienda, ci rende “azionisti” o "soci" a tutti gli effetti, dandoci diritto di partecipare alla assemblea degli azionisti, riunione che, generalmente, avviene una volta l’anno. Le azioni delle aziende quotate in borsa vengono scambiate tutti i giorni in borsa appunto, dove il loro prezzo cambia in base alla domanda e all’ offerta.
Se tutti vogliono comprare una certa azione (il motivo per cui si compra una azione è sempre e solo uno, ovvero la volontà di guadagnare denaro), il prezzo di quest’ultima salirà, facendo guadagnare gli azionisti, appunto.
Oltre ad un eventuale aumento nel valore dell’azione, possedere azioni dà diritto a ricevere il dividendo, ovvero quella parte di utili generati dall’ azienda che viene distribuita agli azionisti.

Come spiegato nel libro “L’ arte di vincere in borsa” di Luca Discacciati, una azione, nel medio lungo termine, sale se i risultati aziendali sono positivi, al contrario scenderà; Le fasi di euforia in borsa, dove le performance delle azioni sono completamente slegate dai risulti aziendali, sono destinate a finire con un bagno di sangue (vedi per esempio la bolla dei titoli internet degli anni 2000).

Le azioni possono essere di diverso tipo, le piu’ comuni, che possiamo trovare in borsa sono:

  • Azioni ordinarie: sono il tipo di azione “standard”, danno diritto al voto in assemblea e agli utili;
  • Azioni privilegiate: a fronte di un rendimento piu’ alto, in termini di dividendo, non danno diritto di voto in assemblea.

Quale è il rischio a cui va incontro chi investe in azioni? Il rischio principale è rappresentato dal potenziale andamento negativo del business che, inevitabilmente, si ripercuoterebbe sul prezzo dell’azione in borsa. Un continuo peggioramento della situazione puo’ portare fino al fallimento della azienda, con conseguente perdita dell’investimento da parte dell’investitore.

Cosa sono le obbligazioni

Le obbligazioni sono delle emissioni con le quali una azienda (ma anche uno stato o una istituzione) prendono soldi in prestito da un’altra entità.
A fronte di questo prestito l’azienda (lo stato o l’istituzione) pagherà un determinato tasso di interesse.
Piu’ la credibilità e la solidità di chi emette l’obbligazione è alta, minore sarà il tasso di interesse a cui verrà remunerato l’investimento.
Il famoso “spread BTP-BUND” di cui tanto abbiamo sentito parlare negli anni scorsi, non è che la differenza di tasso di interesse tra le obbligazioni governative tedesche e quelle italiane. Al fine di raccogliere denaro sui mercati, l’Italia ha dovuto incrementare il tasso di interesse delle proprie obbligazioni, aumentando lo spread (differenza) tra il proprio rendimento e quello delle obbligazioni tedesche. Questo perché la solidità e la credibilità della Germania era maggiore rispetto a quella italiana.

Quale è il principale rischio per chi investe in obbligazioni? Il principale rischio è che, in caso di fallimento, l’azienda non pagherà piu' interessi, né restituirà il capitale investito all’investitore.

Come si calcola il rischio di una obbligazione?

Diverse obbligazioni hanno, chiaramente, diversi rendimenti e quindi diversi rischi. Il metodo piu’ veloce per capire che tipo di obbligazione abbiamo di fronte è vederne il “rating”, ovvero una speciale sigla che collega l’obbligazione al rischio della stessa.
Ecco una tabella con tutti i vari ratings e i relativi livelli di rischio:

obbligazioni e ratings

Piu’ sarà basso il rating, piu’ sarà alto il rischio e, di conseguenza, il premio (ovvero il rendimento).

Quanto investire in azioni e quanto in obbligazioni

Su questo argomento si potrebbe scrivere un intero libro, e comunque non basterebbe per rispondere in maniera completa a questa domanda. Tuttavia possiamo basare le nostre decisioni seguendo delle semplici regole.

Partiamo dai seguenti presupposti:

1) l‘investimento in azioni è considerato piu’ rischioso rispetto all’ investimento in obbligazioni (chiaramente tralasciando le obbligazioni con rating molto bassi, obbligazioni dette anche “junk bonds”, ovvero obbligazioni spazzatura)

2) la nostra propensione al rischio (quanto siamo disposti a rischiare) cala con l’aumentare della nostra età.

Un metodo per avere una prima idea di come allocare le azioni e le obbligazioni nel nostro portfolio è il metodo basato sulla nostra età, ideato da Luca Discacciati; Facendo finta di avere una aspettativa di vita di 100 anni, la nostra età attuale sarà pari alla percentuale di obbligazioni da avere in portfolio, la restante parte sarà da allocare in investimenti azionari.

Se prendiamo l’esempio di Andrea, giovane e brillante imprenditore di 35 anni, che al momento non ha né figli, né situazioni particolari a cui fare fronte (malattie sue o di suoi cari etc), questa regola si applica perfettamente! Il suo portfolio potrà essere investito per il 35% in obbligazioni non rischiose (anche dette “investment grade”, ovvero con rating superiore alla tripla B) e per il 65% in investimenti azionari.

Piu’ la situazione personale si complica, piu’ la propensione al rischio diminuisce.
Se la stessa persona avesse due figli, una compagna che non lavora e dei genitori che necessitano di sostegno economico, ecco che la sua propensione al rischio calerebbe sensibilmente, facendo calare, di conseguenza, la quota azionario del suo portfolio.

La diversificazione del portfolio

Ora che sappiamo quante azioni e quante obbligazioni comprare, possiamo scendere maggiormente nel dettaglio, al fine di cominciare a capire come effettivamente strutturare un portfolio.
Non è mai consigliabile concentrare tutto il proprio denaro su una singola azione o obbligazione in quanto, qualora andasse male, avremmo perso tutto il nostro capitale.
Partiamo dalle azioni, per scegliere le migliori azioni su cui investire possiamo:

  • Fare da soli, imparando una strategia come quella proposta nel libro “L’ arte di vincere in borsa
  • Scegliere uno strumento finanziario che abbia come sottostante il comprato azionario, per esempio:

1) Un fondo di investimento: i fondi sono detti anche organismi d'investimento collettivo del risparmio, che utilizzano strumenti finanziari detti "quote di fondi d'investimento" raccogliendo il denaro di risparmiatori, i quali affidano la gestione dei propri risparmi a società di gestione del risparmio (SGR), con personalità giuridica e capitale distinte da quelli del fondo, allo scopo d'investire i capitali sul mercato mobiliare diversificando l'investimento e riducendo il rischio rispetto all'investimento diretto in azioni di una singola società in un singolo settore. Per questo lavoro i gestori del fondo si fanno pagare una commissione di gestione (management fee) che varia da prodotto a prodotto e, in genere una commissione di performance (performance fee) che, anche in questo caso, varia da prodotto a prodotto.

2) Un ETF: Gli ETF (Exchange Traded Funds) sono un paniere di titoli che replica la performance e quindi il rendimento di un segmento ampio o specifico di mercato (indice benchmark). Al contrario dei fondi, dove è un gestore a scegliere le azioni facenti parte, un ETF replica passivamente un particolare indice (per esempio l’indice della borsa italiana, piuttosto che la borsa americana) cosa che permette a questo tipo di strumenti di avere ei costi molto piu’ bassi rispetto ai fondi comuni di investimento tradizionali.

3) Un certificato: I certificati sono degli strumenti finanziari strutturati, per la maggior parte strutturati su strumenti finanziari derivati ed in particolare opzioni.

A loro volta, questi tipi di investimenti possono essere diversificati per settore, per area geografica o dimensione dei sottostanti. Chiaramente piu’ ingente sarà il patrimonio a disposizione, maggiore saranno le possibilità di diversificazione. Se abbiamo a disposizione cifre contenute, diciamo patrimoni inferiori ai 100.000 euro, una vasta diversificazione sarebbe addirittura controproducente, in quanto i costi di negoziazione (le commissioni) ed i costi di mantenimento graverebbero in maniera consistenze sull’ investimento, rendendolo poco efficente.


Per scegliere le obbligazioni potremo:

  • Fare da soli, anche se il mercato delle obbligazioni è un po’ piu’ complicato rispetto al mercato azionario e, spesso, l’accesso a determinate obbligazioni è riservato a tagli di investimento superiori ai 100.000 euro
  • Scegliere uno strumento finanziario che abbia come sottostante il comparto obbligazionario come:

1) Un fondo di investimento
2) Un ETF

In entrambi i casi questi veicoli permettono l’accesso al mercato delle obbligazioni anche con importi bassi, cosa che non sarebbe possibile andando sul mercato delle obbligazioni direttamente.
Come visto prima, per il fondo di investimento tradizionale è un gestore a scegliere su quali obbligazione investire, al contrario dell’ETF dove viene replicato passivamente un indice di riferimento.

Quali fondi, ETF e certificati di investimento scegliere

Come abbiamo visto, è possibile fare da soli, oppure affidarsi ai fondi di investimento, agli ETF e ai certificati. Ma come facciamo a scegliere lo strumento (o gli strumenti) che fanno per noi?
Bisogna informarsi, informarsi e ancora informarsi, fino a che si trova lo strumento che ci piace e fa per noi.

Qui su investire.biz puoi seguire la sezione "Idee di Investimento" per essere sempre aggiornato sulle nostre ricerche e gli strumenti che riteniamo validi ai fini dell’investimento.

Quando e come investire

Ora che sappiamo come suddividere il nostro portfolio e su quali strumenti investire, vediamo quali sono le migliori modalità di investimento.
Se avete a disposizione una somma da investire, dovrete capire se, per esempio, il momento è piu’ propizio per un investimento azionario o per un investimento in obbligazioni. Investire alla cieca potrebbe farvi entrare sul mercato in un momento in cui i prezzi sono particolarmente elevati, cosa che vi causerebbe delle perdite di denaro da li’ a poco, che impieghereste molto tempo a recuperare.

Per evitare questo, si puo’ procedere per due strade:

  • Imparare ad analizzare i mercati finanziari, cosa che potete cominciare a fare attraverso la sezione "Academy" del nostro sito;
  • Investire attraverso un PAC, ovvero un piano di accumulo.

Il piano di accumulo consiste nell’ investimento della stessa cifra, sugli stessi strumenti finanziari, a scaglioni regolari di tempo, per un tempo indefinito.

In altre parole, una volta scelta la struttura del nostro portfolio, dovremo investire una certa cifra una volta al mese (o anche una volta ogni tre mesi) al fine di diversificare a livello temporale il rischio.
Questo tipo di investimento, che “obbliga” anche ad imporsi un certo risparmio forzato, consente di investire nelle varie fasi del ciclo economico, cosi’ che, un eventuale ribasso dei prezzi, possa essere visto come una opportunità di investimento a prezzi piu’ bassi, e non come una sventura capitata a causa di inesperienza.
Un’ ottima strategie è quella di destinare una parte del proprio stipendio a questo tipo di investimento.

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