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GAAP e IFRS: ecco tutte le differenze

03 apr 2025 - 17:15

I GAAP e gli IFRS sono i principali principi contabili adottati a livello internazionale. Vediamo le loro caratteristiche e quali sono la più importanti differenze

Le società di tutto il mondo devono attenersi a determinati principi contabili nell'elaborazione dei propri conti economici, finanziari e patrimoniali. In particolar modo le aziende quotate in Borsa che devono rendere pubblici i bilanci. I principi contabili seguiti sono essenzialmente i Generally Accepted Accounting Principles (GAAP) e gli International Financial Reporting Standards (IFRS). Ma come è possibile distinguerli? In questa guida vedremo tutti le principali differenze, dopo una descrizione delle due metodologie.
 

GAAP: cosa sono e come funzionano

I GAAP sono principi contabili generalmente accettati negli Stati Uniti per la redazione dei bilanci e la gestione della contabilità aziendale. Essi consistono in una serie di regole, procedure e linee guida per la valutazione e presentazione dei dati contabili, al fine di garantire la trasparenza e la comparabilità delle informazioni.
 
Stabiliti dalle autorità federali, dalla Securities and Exchange Commission, dal Financial Accounting Standards Board e dall'American Institute of Certified Public Accountants, i GAAP sono applicati a tutte le società quotate in Borsa negli USA, sebbene siano generalmente accettati in altri Paesi. Per quanto riguarda invece le società non quotate, non vi sono obblighi al riguardo.
 
I GAAP si attengono a una serie di criteri fondamentali, quali:
  • criterio di regolarità, nel senso che devono attenersi a regole prestabilite;
  • criterio di coerenza, ossia che gli standard utilizzati devono essere gli stessi nell'ambito della presentazione dei numeri contabili;
  • criterio di sincerità, che implica l'accuratezza e l'imparzialità dei principi;
  • criterio di permanenza dei metodi, ovvero l'utilizzo delle stesse procedure nei rapporti finanziari;
  • criterio della non compensazione, relativo al fatto che ogni componente della performance aziendale sia riportato integralmente senza fare sottrazioni o addizioni con altre voci di bilancio;
  • criterio della prudenza, cioè che ogni voce deve essere iscritta sulla base delle informazioni finanziari valutate in modo cauto;
  • criterio di continuità, ossia che le attività vengono valutate sul presupposto che l'azienda continui la sua attività;
  • criterio di periodicità, ovvero che i dati di bilancio siano riportati periodicamente (trimestralmente, semestralmente e annualmente);
  • criterio di rilevanza, nel senso che i dati descrivono la situazione finanziaria dell'azienda nella sua interezza;
  • criterio della massima buona fede, sul presupposto che tutte le persone coinvolte nella redazione del bilancio aziendale agiscano in maniera onesta e trasparente.
 

IFRS: cosa sono e come funzionano

Gli IFRS sono principi contabili adottati per rimuovere le barriere in merito al commercio internazionale attraverso un modello contabile armonizzato per le società che operano all'interno dell'Unione europea. In questo modo, le aziende dovranno rispettare regole comuni nell'ambito della presentazione dei bilanci, al fine di garantire chiarezza e trasparenza agli investitori. 
 
L'obbligo di utilizzare gli IFRS nella formazione del proprio bilancio è obbligatorio per tutte le società quotate in Borsa nell'Unione europea e per le aziende internazionali che agiscono in Europa. A questi si aggiungono le banche e gli intermediari finanziari sottoposti a vigilanza, nonché le società che emettono strumenti finanziari diffusi, le compagnie di assicurazione quotate e quelle non quotate con riferimento però al solo bilancio consolidato. Per gli altri soggetti non esiste un obbligo, ma solo una facoltà.
 
Gli standard IFRS funzionano in modo simile ai GAAP, dal momento che si pongono come obiettivo la completezza, coerenza e comparabilità dei bilanci. Quindi i criteri a cui si attengono sono per lo più simili. Tuttavia, gli standard IFRS descrivono in modo specifico le modalità di tenuta dei registri e delle relazioni sul magazzino e sul reddito. I GAAP sono utilizzati negli Stati Uniti, gli IFRS in Europa, ma anche in oltre 100 Paesi a livello mondiale.
 
 

GAAP e IFRS: 10 differenze

Una volta delineate le caratteristiche principali di GAAP e IFRS, ora è il momento di vedere quali sono le differenze tra i due principi contabili. Se ne possono ravvisare 10 in particolare:
  1. I GAAP si basano su regole, mentre gli IFRS su principi. Questo ha una certa rilevanza, dal momento che le regole lasciano meno spazio all'interpretazione e quindi sono meno flessibili dei principi.
  2. Nei GAAP sono consentiti diversi metodi di valutazione del magazzino, mentre negli IFRS solo uno. Più precisamente, per i GAAP è possibile adottare il costo medio ponderato di magazzino, il LIFO (Last in First Out) e il FIFO (Fist In, First Out). Il LIFO, prevede che gli ultimi prodotti acquistati siano i primi a essere venduti. Il FIFO implica che i prodotti che entrano per primi in magazzino siano anche i primi a uscire. Negli IFRS si può usare solo il metodo LIFO.
  3. Le attività e le passività più liquide sono elencate per prime nello stato patrimoniale con i GAAP; mentre riguardo gli IFRS, per prime sono esposte le attività meno liquide. Inoltre, i GAAP elencano prima le attività più correnti, mentre gli IFRS mettono in testa le attività non correnti.
  4. I GAAP considerano la rivalutazione delle attività solo per i titoli negoziabili come investimenti e azioni; gli IFRS invece estendono tale rivalutazione a una gamma più ampia, come impianti, immobili, attrezzature e attività immateriali.
  5. Le perdite di valore sono trattate in maniera diversa. Nei GAAP si segue prima una svalutazione se il valore contabile di un'attività supera i suoi flussi di cassa futuri non attualizzati e poi si fa la differenza tra valore contabile e fair value. Riguardo gli IFRS, si rileva la perdita se il valore contabile di un'attività supera il suo valore recuperabile, ossia il maggiore tra il fair value meno i costi di vendita e il valore d'uso dell'attività. È importante notare che, mentre i GAAP vietano di stornare le perdite per riduzione di valore, gli IFRS consentono di stornarle a determinate condizioni.
  6. I GAAP contabilizzano gli investimenti immobiliari al costo storico al netto dell'ammortamento; gli IFRS consentono di valutare gli investimenti immobiliari sia al costo che al valore equo, con le variazioni rilevate nel conto economico.
  7. I ricavi con i GAAP sono rilevati nel momento in cui vengono realizzati oppure sono realizzabili. Con gli IFRS sono contabilizzati anche quando i rischi e i benefici della proprietà sono stati trasferiti e l'acquirente ha il controllo dei beni. Ovviamente, l'importo dei ricavi deve poter essere misurato in maniera affidabile.
  8. Le passività con i GAAP sono considerate correnti se l'estinzione è prevista entro un anno. Gli IFRS consentono la classificazione "non corrente" di una passività la cui scadenza è prevista entro 12 mesi se la società può esercitare il diritto incondizionato di rinviare l'estinzione per almeno altri 12 mesi.
  9. I GAAP classificano gli interessi e i dividendi ricevuti solo come attività operative nel rendiconto finanziario; gli IFRS li indicano in maniera più flessibile come attività operative o di investimento.
  10. La contabilità del leasing diverge. Mentre i GAAP classificano i leasing come strumentali o operative, sulla base di alcuni criteri; gli IFRS considerano tutti i leasing come finanziari e quindi non fanno una classificazione. Inoltre, gli IFRS includono anche i leasing per alcuni beni immateriali, cosa del tutto esclusa nei GAAP.

 

 

 

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