Nel 2024 le banche europee hanno registrato profitti eccezionali. I 20 maggiori istituti europei quotati hanno realizzato cumulativamente utili per 110 miliardi di euro, in aumento del 7,1% rispetto al già straordinario 2023 (dati Bloomberg). Il motivo è che, nonostante le Banche centrali in Europa avevano già iniziato a tagliare i tassi di interesse, ancora questi erano a livelli molto più alti rispetto al periodo pandemico.
Gli istituti di credito traggono vantaggio dai tassi alti perché vedono aumentare la redditività netta da interessi, ossia la differenza tra i tassi che applicano sui prestiti alle imprese e sui mutui alle famiglie e i tassi che riconoscono ai depositi dei risparmiatori.
Solitamente, allorché la Banca centrale aumenta i tassi di interesse, le banche sono molto più celeri ad adeguare i tassi attivi rispetto a quanto facciano con quelli passivi. La stessa celerità non si vede nel momento in cui le autorità monetarie tagliano il costo del denaro. Alla fine questi guadagni delle banche europee si sono tradotti in parte in aumento delle remunerazioni dei loro amministratori delegati.
Banche europee: gli AD più pagati
Ma chi sono i CEO con i più alti guadagni tra gli istituti di credito del Vecchio Continente? Secondo i dati elaborati da Bloomberg, il più pagato in assoluto è Sergio Ermotti, a.d. di UBS. Lo scorso anno, il top manager ha ricevuto un compenso totale di 14,9 milioni di franchi, pari a 15,6 milioni di euro.
C'è da dire che la retribuzione di Ermotti si colloca al di sotto di quanto consentito dalle regole interne di UBS, la quale è sotto pressione dalle autorità di controllo della Svizzera sulla remunerazione dei banchieri dopo quanto accaduto nel 2023 con il default di Credit Suisse.
Il secondo manager più pagato è il CEO di Unicredit,
Andrea Orcel, con un compenso di 13,2 milioni di euro. Il 61 enne romano è colui che ha ricevuto l'aumento maggiore (+32% su base annua) rispetto ai colleghi.
Sia Ermotti che Orcel hanno ricevuto critiche in merito alla loro retribuzione. UBS e Unicredit, però, hanno giustificato i lauti compensi mettendo in rilievo le prestazioni delle aziende, i confronti eccellenti con i benchmark e la forte competitività delle banche sotto la gestione dei due amministratori.
Dal suo sito web, Unicredit ha parlato di questo tema descrivendo l'aggiustamento come "necessario per promuovere l'impegno a lungo termine di un CEO di alto livello in un mercato competitivo". Grazie alla guida di Orcel, la seconda banca italiana ha registrato "una crescita eccezionale degli utili", ha sottolineato l'istituto di credito.
Del resto, la politica di retribuzione è stata approvata tranquillamente dagli azionisti di Unicredit, soddisfatti degli ottimi dividendi percepiti negli ultimi anni.
Ad ogni modo, è importante precisare che la maggior parte della retribuzione di Ermotti e Orcel è legata a piani di incentivazione di lungo termine. Questo comporta che i dirigenti non riceveranno subito i compensi. Il valore finale dell'emolumento potrebbe subire variazioni importanti, a seconda dell'andamento delle azioni in Borsa delle banche.
Il terzo CEO più pagato è Christian Sewing di Deutsche Bank, avendo percepito 9,8 milioni di euro. La più grande banca tedesca si è distinta lo scorso anno per uno dei maggiori aumenti del totale dei bonus assegnati, registrando un balzo del 26% anno su anno.
Di seguito vediamo qual è la classifica dei 10 amministratori delegati più pagati in Europa, con accanto la banca che gestiscono e l'importo che hanno incassato nel 2024.
- Sergio Ermotti - UBS, 15,6 milioni di euro
- Andrea Orcel - Unicredit, 13,2 milioni di euro
- Christian Sewing - Deutsche Bank, 9,8 milioni di euro
- Hector Grisi - Banco Santander, 8,3 milioni di euro
- Onur Genc - BBVA, 7,3 milioni di euro
- Carlo Messina - Intesa Sanpaolo, 7,3 milioni di euro
- Slawomir Krupa - Société Générale, 5 milioni di euro
- Jean-Laurent Bonnafe - BNP Paribas, 4,2 milioni di euro
- Steven van Rijswijk - ING Bank, 2,7 milioni di euro
- Philippe Brassac - Crédit Agricole, 2,6 milioni di euro
È curioso evidenziare che i CEO di ING e Crédit Agricole in fondo alla lista fanno parte di società che hanno una dipendenza relativamente bassa con il business dell'investment banking.
Questa attività è stata tra quelle più in crescita lo scorso anno e in cui si è assegnata la maggiore quantità di bonus. Inoltre, ING è anche assoggettata alla legge olandese che prevede un rigoroso tetto massimo ai bonus. Stando alle affermazioni della banca, ciò la rende poco competitiva nell'attrarre i migliori talenti, soprattutto sul fronte tecnologico.