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Inflazione: i titoli dove investire per trarne beneficio

La minaccia dell'inflazione si fa sempre più persistente sui mercati azionari, che ultimamente sono bersagliati dalle vendite. Esiste un modo per approfittarne? Vediamolo

Da qualche giorno i mercati azionari sono entrati nel panico. Ad alimentare la paura, la possibilità che un ritorno dell'inflazione sia più imminente e duraturo di quanto non si pensi. Recentemente i dati della Federal Reserve di St. Louis hanno rilevato che gli investitori si aspettano una crescita dei prezzi superiore al 2% per i prossimi 10 anni.

La ragione di questa previsione sta principalmente nel fatto che gli stimoli fiscali e monetari aumenteranno in maniera considerevole la quantità di denaro in circolazione, facendo lievitare il costo dei beni.

In aggiunta a questo la ripresa dell'economia, conseguente alla campagna di vaccinazione, sosterrà la domanda e quindi innalzerà la traiettoria dei prezzi. Di fronte a queste aspettative i rendimenti dei titoli di Stato americani a 10 anni sono cresciuti e le azioni sono crollate.

 

Inflazione: quali settori vincono, quali perdono

Ad essere particolarmente bersagliati a Wall Street sono stati i titoli tecnologici, perché un aumento dell'inflazione tenderebbe di norma a punire maggiormente i settori ad alta crescita che quelli a crescita più contenuta. Questo dipende dal funzionamento dei tassi di attualizzazione dei flussi di cassa futuri. Ad esempio un titolo come Tesla si presume avrà maggiori flussi in futuro rispetto al presente, il che vuol dire che il ritorno futuro oggi vale di meno con tassi in aumento per via dell'inflazione.

I titoli ciclici viceversa sarebbero più avvantaggiati, soprattutto nei settori finanziari, energetici e industriali. Questo perché se l'inflazione riflette l'espansione economica, essi sono più sensibili al nuovo ciclo in corso e quindi ne traggono beneficio.

Nello specifico: le banche approfittano dell'aumento dei tassi per incrementare il margine di intermediazione; gli energetici vedono crescere la domanda di petrolio nei periodi di espansione; gli industriali aumentano la produzione con la risalita della domanda di imprese e consumatori.

Durante i periodi di inflazione non reagiscono allo stesso modo le imprese legate alle utility e ai beni di consumo. Per quanto riguarda le aziende di pubblica utilità, in genere i loro modelli di business prevedono la remunerazione dei propri investimenti su una base fissa, chiamata RAB.

A parità di remunerazione ottenuta degli Stati per i servizi di pubblica utilità prestati, che vanno a sommarsi ai soldi incassati dai clienti, un incremento del costo della vita andrebbe a impattare negativamente sulla marginalità e sull'appeal d'investimento rispetto ad altre soluzioni. Va poi tenuto conto che storicamente le utility rappresentano una tipologia di aziende che fa elevati investimenti, spesso accompagnata da posizioni debitorie elevate. Un incremento dei tassi di interesse sul mercato ha ricadute negative sul costo di rifinanziamento del debito.

Per quanto riguarda invece il settore dei beni di consumo, l'inflazione è un'arma a doppio taglio. Se evidentemente i produttori hanno la possibilità di riversare sul cliente finale l'incremento dei costi produttivi registrati, dall'altro un rialzo dei prezzi può portare a un calo del fatturato per il venir meno degli acquisti di una parte di consumatori. Non alzare i prezzi invece avrebbe ricadute immediate sui margini. La politica di prezzo in questo caso diventa una leva strategica ancora più importante e i mercati tendono ad allontanarsi da situazioni che non riesco a decifrare appieno. 

 

Inflazione: dove investire per trarne vantaggio

Per trarre vantaggio dalle aspettative crescenti d'inflazione vi sono delle idee d'investimento che potrebbero essere considerate. Una di queste riguarda l'ETF SPDR S&P Bank, che è cresciuto del 71% dalla penultima settimana di settembre 2020, a fronte di un guadagno dell'S&P 500 del 21%. Da quel momento infatti l'indice rappresentativo degli istituti finanziari si muove più in alto rispetto alle attese sui prezzi.

Un'altra possibilità è data dall'ETF Energy Select Sector SPDR e dall'ETF Industrial Select Sector SPDR che sono cresciuti nello stesso periodo di più del 50%. Riguardo l'ETF industriale, c'è da dire che la forte presenza di titoli difensivi come Honeywell, Raytheon Technologies, Lockheed Martin e 3M potrebbe pesare sulla performance del fondo.

Però vi è un ruolo estremamente importante esercitato da un titolo altamente ciclico come Boeing, che da allora ha sovraperformato l'indice S&P 500 di quasi il doppio del valore. Il punto di forza di tutti gli assets che costituiscono i panieri citati sta nelle aspettative sugli utili molto alti da qui al 2022. E questo può fare la differenza nelle scelte degli investitori.

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