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Europa non ancora in bear market

L'Europa non è ancora entrata in bear market. A differenza di Wall Street, l'indice Stoxx 600 ha evitato questa formale capitolazione, come investire?

Non tutti i mercati azionari sono entrati in bear market e un po' a sorpresa tra questi compare l'Europa. L’indice più famoso del Vecchio Continente, lo Stoxx 600 Europe, ha infatti solo sfiorato la linea di confine che lo separava dal famoso -20% che definisce tecnicamente questa situazione. Una linea per esempio l'S&P 500 ha già abbondantemente superato.

Lo Stoxx 600 è arrivato ad un passo dai 389 punti che segnavano il -20% dai massimi 2021. Un livello tecnicamente importantissimo dove troviamo i top che hanno caratterizzato tutto il ventunesimo secolo: da quelli del 2000 al 2007, fino al 2015. Livelli dove gli investitori hanno subito importanti penalizzazioni dopo una corsa rialzista.

Una resistenza che dopo essere stata superata è diventata un supporto cruciale. Potremmo essere infatti di fronte ad una opportunità di acquisto “secolare”, oppure sul crinale di un burrone che se superato proietterebbe molto più in basso l’indice del Vecchio Continente, che presenta comunque dei fondamentali solidi.

 

Indice Stoxx 600: come investire con gli ETF

iShares offre un ETF che replica proprio questo indice e sul suo sito possiamo verificare in tempo reale i multipli di mercato. Lo Stoxx 600 oggi prezza meno di due volte il valore di patrimonio delle azioni sottostanti. Soprattutto, questo listino ha un rapporto tra prezzo e utili di 12. In 12 anni secondo il mercato gli utili ripagherebbero il prezzo delle azioni e, stando all’earnings yield, il rendimento potenziale viaggia attorno al 9%, oltre 700 punti base in più di un Bund tedesco.

Stoxx 600 che rappresenta quindi un tassello interessante per chi vuole aumentare la componente value e di dividendo potenziale del portafoglio di investimento. Acquistando l’ETF id iShares le cui masse sono imponenti (quasi 6 miliardi di euro), si entra su un mercato che per un quarto è rappresentato da azioni inglesi, per il 15% svizzere e tutto il resto azioni dell'Eurozona. A livello settoriale il fattore value è evidenziato dal quasi 50% di esposizione a farmaceutici, industriali e finanziari.

Osservando il grafico dell’ETF arriviamo alla conclusione che qualche modesto sacrificio è ancora concesso (idealmente fino a 38 euro per quota). Scendere oltre aprirebbe scenari inquietanti che farebbero entrare l’orso in Europa.

 

 

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