Il destino del real brasiliano tra Lula e Bolsonaro | Investire.biz

Il destino del real brasiliano tra Lula e Bolsonaro

22 ott 2026 - 10:30

22 ott 2026 - 11:21

Il real arriva al ballottaggio del 25 ottobre dopo il rialzo del primo turno, con i sondaggi in bilico: per ING i due esiti pesano in modo diverso

Il real brasiliano arriva al ballottaggio presidenziale di domenica 25 ottobre con una scommessa già fatta: dopo il primo turno gli investitori hanno comprato la valuta e la Borsa di San Paolo puntando su Flávio Bolsonaro, senatore di destra e figlio dell’ex presidente Jair, visto come più rigoroso di Lula sui conti pubblici. Il cambio USD/BRL, cioè quanti real servono per comprare un dollaro, era in area 5,02 mercoledì 21 ottobre. Ma i sondaggi dell’ultima settimana danno i due candidati molto vicini, e per chi tiene real per il rendimento i due esiti non pesano allo stesso modo: secondo ING, una vittoria di Lula non è nei prezzi.

 

Elezioni Brasile: chi è favorito al ballottaggio tra Lula e Bolsonaro?

Al ballottaggio di domenica 25 ottobre Bolsonaro parte leggermente avanti, ma quasi tutti i sondaggi lo danno entro il margine di errore. Al primo turno del 4 ottobre Flávio Bolsonaro, 45 anni, ha preso il 47,03% dei voti validi contro il 45,16% del presidente Luiz Inácio Lula da Silva, 80 anni, che cerca la rielezione per un quarto mandato: circa 2,2 milioni di voti di differenza, un risultato migliore di quanto indicassero i sondaggi.

Da allora la distanza si è ridotta. L’istituto Datafolha dava a metà ottobre il 47% a Bolsonaro e il 45% a Lula, contro il 49% di Bolsonaro di una settimana prima. Il 16 ottobre un sondaggio PoderData/Aya ha messo i due candidati al 50% ciascuno sui voti validi, ma la rilevazione successiva dello stesso istituto, pubblicata il 19 ottobre, ha riportato Bolsonaro avanti 52% a 48%; nell’ultimo sondaggio Quaest Bolsonaro è al 46% e Lula al 44%, entro il margine di errore.

Secondo ING, il recupero di Lula riflette le modifiche dell’ultimo momento alle leggi sul lavoro, compresa la riduzione della settimana lavorativa massima da 44 a 40 ore approvata dal Senato. L’ultimo dibattito televisivo tra i due è in programma venerdì 23 ottobre.

 

Cosa ha già fatto il real brasiliano dopo il primo turno?

Il real brasiliano si è rafforzato, perché il mercato ha letto il primo turno come la vittoria del candidato più disposto a tagliare il deficit. Il Brasile spende molto più di quanto incassa: nei dodici mesi fino a giugno il disavanzo pubblico complessivo era vicino al 10% del Prodotto Interno Lordo, secondo Reuters. Un governo che promette di ridurlo fa scendere il premio che gli investitori chiedono per tenere titoli e valuta brasiliani, e i capitali entrano.

Lunedì 5 ottobre, primo giorno di scambi dopo il voto, l’indice Bovespa della Borsa di San Paolo ha chiuso in rialzo di circa l’8% e l’ETF iShares MSCI Brazil quotato a New York di circa il 12%. Il cambio USD/BRL ha chiuso quel giorno in area 4,99, in calo di circa il 4% in una sola seduta: il real si è apprezzato di colpo. Da allora ha restituito pochissimo: dopo una risalita fino all’area 5,10 il 15 ottobre, il cambio è sceso per quattro sedute di fila ed è tornato in area 5,02.

Il Market Mood Meter di Forecaster.biz, che misura su una scala da -100 a +100 quanto un cambio è ipercomprato o ipervenduto, segnava -43 su USD/BRL il 21 ottobre, in area di ipervenduto: il dollaro ha già perso molto terreno contro il real. Secondo l’AI Agent di Forecaster.biz, proprio perché il cambio ha già percorso gran parte del movimento successivo al primo turno, un esito sfavorevole al ballottaggio o un segnale di bilancio meno rigoroso potrebbe invertirlo rapidamente.

 

Quale esito del ballottaggio muoverebbe di più il real?

Secondo ING, a muovere di più il real sarebbe una vittoria di Lula, perché è il risultato che il cambio non sconta. Una valuta si muove quando cambiano le attese, non quando arriva un risultato già previsto: chi ha comprato real dopo il 4 ottobre lo ha fatto pensando a Bolsonaro presidente.

In una nota del 20 ottobre, Chris Turner, responsabile globale dei mercati della banca olandese, scrive che una vittoria di Bolsonaro potrebbe portare il cambio verso 4,85-4,90 lunedì 26 ottobre, ma che il movimento più ampio sarebbe in senso opposto, con un real più debole, se a vincere fosse Lula.

Il precedente del 2022 mostra quanto il voto possa muovere il cambio. Dopo un primo turno in cui Jair Bolsonaro andò meglio delle attese, il real guadagnò il 4,2% nei tre giorni successivi, fino a 5,19 per dollaro, secondo Reuters. Al ballottaggio del 30 ottobre 2022 vinse Lula con il 50,9% contro il 49,1%, e il giorno dopo il dollaro, aperto a 5,40 real, chiuse in calo di circa il 2,5% a 5,17.

 

 

Quanto rende tenere real brasiliani, e quanto si può perdere?

Il real rende molto, ma il rendimento copre poco un movimento elettorale del cambio. Il Banco Central do Brasil, guidato da Gabriel Galípolo, ha tagliato il tasso di riferimento Selic al 13,75% nella riunione del 15 e 16 settembre, mentre la Federal Reserve lo stesso 16 settembre ha alzato i tassi al 3,75-4%. La differenza, circa 9,75 punti percentuali l’anno, è il motivo per cui il real è una delle valute preferite dal carry trade.

Il carry trade consiste nel prendere in prestito una valuta che rende poco, come il dollaro, per investire in una che rende di più, come il real, e incassare la differenza. Funziona finché il cambio sta fermo. Il movimento del 5 ottobre, circa il 4% in una seduta, se si ripetesse in senso contrario cancellerebbe più di 5 mesi di differenziale di tassi (calcolo della redazione).

È il conto che fa chi tiene real in portafoglio prima di domenica: pochi giorni di voto possono valere quasi mezzo anno di rendimento. La prossima riunione del Copom, il comitato di politica monetaria della Banca centrale, è il 3 e 4 novembre, poco più di una settimana dopo il ballottaggio.

 

Quali azioni di Piazza Affari sono esposte al Brasile?

Tra le società di Piazza Affari legate al Brasile ci sono TIM ed Enel, entrambe con una parte dei conti in real. TIM Brasil, la controllata brasiliana del Gruppo TIM, ha prodotto nel 2025 il 46,8% dell’EBITDA consolidato, il margine operativo lordo, secondo i dati della società riportati da Estadão. Il Gruppo TIM è controllato all’85,8% da Poste Italiane, dopo l’offerta chiusa a settembre: le azioni restano quotate a Piazza Affari, e un real più debole riduce il valore in euro dei profitti brasiliani.

Enel gestisce la distribuzione elettrica di San Paolo, un dossier diventato bersaglio della campagna elettorale: a settembre, durante la missione del governo italiano in Brasile, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso la presenza del gruppo, secondo MilanoFinanza.

 

 

Cosa guardare adesso sul real brasiliano?

Il primo appuntamento è il dibattito televisivo di venerdì 23 ottobre, l’ultima occasione per spostare gli indecisi. Poi il voto di domenica 25 ottobre e la reazione del cambio all’apertura di lunedì 26, quando si vedrà quanto del risultato il cambio aveva già scontato.

Il 3 e 4 novembre il Copom deciderà sui tassi conoscendo già il nuovo presidente. Il real ha votato il 5 ottobre. Domenica votano i brasiliani.

 

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