Petrolio: gli USA non rinnovano le deroghe per Iran e Russia | Investire.biz

Petrolio: gli USA non rinnovano le deroghe per Iran e Russia

15 apr 2026 - 11:02

Fine delle esenzioni sul greggio di Teheran e Mosca. Il Tesoro USA stringe la morsa bloccando l'export e avvisando i partner commerciali cinesi

In un contesto geopolitico sempre più frammentato e instabile, l'amministrazione statunitense ha deciso di compiere un passo decisivo nella sua strategia di politica estera e commerciale. Le recenti indiscrezioni riportate da Reuters e confermate da fonti ufficiali a ridosso della metà di aprile 2026, indicano che gli Stati Uniti non rinnoveranno la deroga di 30 giorni alle sanzioni sul petrolio iraniano in transito marittimo.

Questa mossa, unita alla silenziosa scadenza nel fine settimana di un'analoga esenzione per il greggio russo, segna un inasprimento drammatico delle relazioni internazionali che avrà inevitabili ripercussioni sull'intero mercato energetico globale. 

 

 

 

Cosa sono le deroghe alle sanzioni e perché scadono

Per comprendere appieno l'impatto di questa decisione, è essenziale chiarire ai lettori meno tecnici il concetto di "deroga" (o waiver). In ambito macroeconomico e geopolitico, una deroga è un permesso temporaneo concesso da un governo per consentire ad alcuni attori istituzionali o commerciali di continuare ad acquistare beni sanzionati senza incorrere in penalità.

Fino ad oggi, queste esenzioni, emesse il 20 marzo dal Dipartimento del Tesoro USA, avevano permesso a circa 140 milioni di barili di petrolio di fluire nei mercati globali, mitigando l'impennata dei prezzi causata dai conflitti in corso. Con la scadenza fissata per il 19 aprile per l'Iran (e già superata lo scorso sabato per la Russia), questo "cuscinetto" vitale per l'offerta energetica viene ufficialmente rimosso.

 

 

Operazione "Economic Fury" e il blocco strategico di Hormuz

La strategia di Washington, definita da funzionari interni come un'accelerazione della "Economic Fury", viaggia parallelamente all'Operazione Epic Fury, l'attuale campagna militare statunitense contro l'Iran. Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha delineato i contorni di un blocco fisico ed economico che si concentra sullo Stretto di Hormuz, uno dei colli di bottiglia logistici più cruciali al mondo per il transito del greggio (Stretto di Hormuz: ecco come funziona il blocco navale di Trump).

L'obiettivo è strutturale: prosciugare le risorse economiche di Teheran, accusata di finanziare programmi nucleari e reti di milizie mediorientali, interrompendo i flussi logistici e assicurandosi che nessuna nave cinese o di altre nazionalità non autorizzate possa transitare per ritirare il carico.

 

 

L'ultimatum alle banche estere e la rete dei flussi finanziari

Il raggio d'azione del Tesoro USA non si limita al pattugliamento delle rotte marittime, ma colpisce l'infrastruttura finanziaria internazionale attraverso l'uso delle sanzioni secondarie (misure punitive applicate a enti terzi, anche stranieri, che fanno affari con il Paese sanzionato). Sono state inviate lettere formali ai governi e agli istituti di credito di diverse giurisdizioni chiave. I dati finanziari monitorati dall'intelligence statunitense rivelano un quadro complesso:

  • Cina: risulta essere il principale acquirente, assorbendo oltre il 90% dell'export petrolifero iraniano sanzionato, il che costituisce circa l'8% dei suoi acquisti energetici annuali;

  • Volume di transazioni illecite: almeno 9 miliardi di dollari sono stati processati dall'Iran nel corso del 2024 attraverso conti di corrispondenza statunitensi;

  • Hub finanziari coinvolti: le operazioni sono state condotte aggirando i blocchi tramite una fitta rete di società di comodo identificate a Hong Kong, negli Emirati Arabi Uniti (EAU) e in Oman.

 

 

Analisi del prezzo: il greggio alla prova del rischio geopolitico

Dal punto di vista tecnico e operativo, l'annuncio della fine delle deroghe e del blocco effettivo nello Stretto di Hormuz funge da catalizzatore rialzista immediato sulle quotazioni del greggio.

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Fonte: Tradingview

Osservando il grafico giornaliero del Brent (il benchmark di riferimento per il mercato globale) e del WTI americano, si nota come l'azione del prezzo stia incorporando un "premio di rischio geopolitico" sempre più massiccio. I prezzi stanno consolidando nel range 100-90$, dopo l'esplosione rialzista che ha avuto origine dai 70 dollari al barile.

Dal punto di vista dell'analisi tecnica, nel range ogni ritracciamento viene rapidamente assorbito dal mercato. Se i barili sanzionati non verranno compensati da un aumento della produzione dell'OPEC o da nuovi rilasci delle riserve strategiche, è altamente probabile assistere nel breve-medio termine al test di nuove resistenze chiave sui massimi di periodo in area 100$.

Disclaimer: File MadMar.

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