Dopo settimane di aspre tensioni in Medio Oriente, l'annuncio di un cessate il fuoco temporaneo di due settimane tra Stati Uniti, Israele e Iran ha innescato una violenta reazione sui mercati finanziari. Sebbene l'attenzione mediatica si sia concentrata principalmente sul petrolio e sul rialzo degli indici azionari, il movimento strutturale più interessante, depurato dal "rumore di fondo" speculativo, si sta registrando sul Gas Naturale. In questo articolo vedremo esattamente cosa è successo e cosa aspettarci dal Gas Naturale.
Gas Naturale: il crollo vertiginoso del TTF europeo
L'allentamento dei timori legati a un'eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz ha permesso agli operatori di riprezzare immediatamente il premio al rischio geopolitico, riportando il focus sui fondamentali macroeconomici e sulle dinamiche di domanda e offerta.
Il mercato europeo del gas ha risposto alle notizie con una volatilità ribassista impressionante. Il contratto TTF (Title Transfer Facility) scambiato in Olanda ha registrato un vero e proprio crollo, perdendo circa il 36% del suo valore rispetto ai recenti massimi tracciati in area 68 dollari.
Fonte: Tradingview
Questa violenta discesa evidenzia come gli acquisti dettati dal panico e dalla paura di interruzioni alle catene di approvvigionamento si siano rapidamente esauriti. Attualmente, l'Europa si trova in una posizione di relativo vantaggio: la fine della stagione termica invernale e gli stoccaggi ancora a livelli abbastanza rassicuranti permettono al Vecchio Continente di guardare ai prossimi mesi con minore ansia, agevolando la discesa delle quotazioni verso livelli più sostenibili per il tessuto industriale.
Il disaccoppiamento del mercato americano
Mentre l'Europa prezzava il rischio bellico, il mercato statunitense ha dimostrato ancora una volta la sua profonda indipendenza dalle dinamiche Mediorientali. Il Gas Naturale americano (Henry Hub) non è stato minimamente scalfito dagli accordi di cessate il fuoco (se non per pochissimi punti percentuali di ribasso).
Le ragioni di questo disaccoppiamento sono puramente tecniche e fondamentali: il prezzo negli Stati Uniti è attualmente guidato in modo esclusivo dalle condizioni meteorologiche domestiche, dai flussi di esportazione dei terminal GNL (Gas Naturale Liquefatto) e dai livelli di produzione interna. Come investitori, è cruciale comprendere che trattare il TTF europeo e l'Henry Hub americano come lo stesso strumento in momenti di stress geopolitico è un errore tecnico che può costare caro in termini di portafoglio.
Le ultime proiezioni ufficiali dell'EIA
Per comprendere la reale direzione del mercato, è fondamentale affidarsi ai dati concreti. L'Energy Information Administration (EIA) ha recentemente rilasciato il suo Short-Term Energy Outlook, delineando un quadro molto preciso per i prossimi mesi del 2026, dominato da un'offerta abbondante. Di seguito, i dati chiave da monitorare:
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Produzione nazionale: l'EIA stima che la produzione di Gas Naturale secco negli Stati Uniti si manterrà vicina ai massimi storici, con una media prevista di oltre 103 miliardi di piedi cubi al giorno (Bcf/d) per il trimestre in corso;
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Livello degli stoccaggi: le scorte di Gas Naturale negli Stati Uniti stanno terminando la stagione di prelievo invernale con un surplus significativo, posizionandosi quasi il 40% al di sopra del livello più basso della media quinquennale;
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Previsioni di prezzo: a causa dell'eccesso di offerta e delle temperature miti, l'EIA ha rivisto al ribasso le stime per l'Henry Hub, proiettando un prezzo medio spot inferiore ai 3,20 $ per MMBtu per gran parte del secondo e terzo trimestre del 2026.
Analisi tecnica e studio dei prezzi
Spostando l'attenzione sul grafico, l'analisi del prezzo dell'Henry Hub (US NatGas) mostra un quadro tecnico dominato da una chiara pressione ribassista.
Fonte: Tradingview
Dopo aver fallito la rottura della resistenza statica in area 3,00$, i prezzi sono stati respinti con forza verso i supporti di lungo termine. Attualmente, lo strumento sta testando la zona critica di 2,75-2,60$, un livello psicologico e volumetrico di estrema importanza. Una rottura confermata in chiusura giornaliera (e settimanale) al di sotto di questa soglia aprirebbe le porte a un'ulteriore estensione ribassista verso i minimi pluriennali in area 2,20$- 2,10$. Al rialzo, solo un recupero sostenuto dei volumi ed il superamento dei 3$, potrebbe invalidare il trend discendente, offrendo un primo segnale di inversione strutturale.
Disclaimer: File MadMar.