Il mercato delle criptovalute resta sotto forte pressione, con Bitcoin scivolato ai minimi degli ultimi due mesi mentre aumentano le tensioni sugli asset rischiosi a livello globale. La principale criptovaluta è scesa fino in area 81.000 dollari, prima di recuperare, estendendo una fase ribassista che l’ha portata a perdere oltre il 30% rispetto ai massimi storici toccati a ottobre scorso.
Il movimento negativo si inserisce in un contesto di crescente incertezza. Oltre ai deflussi dagli ETF e alle liquidazioni forzate di posizioni rialziste - superiori a 1,5 miliardi di dollari nelle ultime 24 ore - a pesare sul comparto sono le speculazioni sulla futura guida della Federal Reserve.
Warsh alla Fed? Timori di stretta monetaria pesano sulle criptovalute
Secondo indiscrezioni di mercato, l’ex governatore della Fed Kevin Warsh potrebbe essere indicato dal presidente Donald Trump come successore di Jerome Powell (Fed: ecco i 5 candidati alla presidenza per il dopo-Powell). Warsh è noto per le sue posizioni favorevoli a un cambio di regime nella politica monetaria, incluso un ridimensionamento del bilancio della Banca centrale.
Uno scenario di liquidità meno abbondante rappresenta un fattore strutturalmente negativo per asset speculativi come le criptovalute, che negli anni hanno beneficiato dell’espansione monetaria della Fed. Inoltre, il recente rafforzamento del dollaro USA, alimentato dalle attese di una politica monetaria più restrittiva, contribuisce ulteriormente a comprimere le valutazioni.
Criptovalute: la liquidità conta più della regolamentazione
Il recente sell-off delle criptovalute si colloca in una fase apparentemente favorevole sul fronte regolatorio USA, rendendo il movimento dei prezzi in parte contro-intuitivo.
I vertici di SEC e CFTC hanno infatti ribadito che il settore potrebbe trarre beneficio da una cornice normativa più chiara e coerente, con aperture significative anche verso l’inclusione degli asset digitali nei piani pensionistici 401(k), un bacino potenziale da migliaia di miliardi di dollari (Bitcoin verso i massimi storici con l’ordine di Trump sui piani 401).
Nonostante questi segnali positivi, il mercato sembra però attribuire un peso marginale al tema regolatorio nel breve termine. L’attenzione degli investitori è oggi fortemente concentrata sulle condizioni di liquidità globale e sul ciclo macroeconomico, fattori che storicamente hanno avuto un impatto diretto e immediato sugli asset più rischiosi.
In questo quadro, anche una regolamentazione più “crypto-friendly” rischia di non essere sufficiente a sostenere le quotazioni se il supporto monetario viene meno. Il messaggio che arriva dal mercato è chiaro: nel breve termine, la direzione delle cripto dipenderà più dall’evoluzione della politica monetaria e dal sentiment macro che dai progressi normativi.
Criptovalute, bitcoin: cosa dice il Forecaster

Con il ribasso registrato tra ieri e oggi, le quotazioni del Bitcoin hanno quasi raggiunto i minimi segnati a novembre 2025 in area 80.650 dollari. Sebbene il quadro grafico sia impostato al ribasso dai massimi storici segnati a ottobre in area 126.000 dollari, un eventuale recupero sopra i 84.500 dollari potrebbe consentire l’implementazione di strategie long di breve contro il trend sottostante.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase positiva fino alla fine della seconda decade di febbraio, seguita da un possibile storno fino a fine mese, prima di un nuovo allungo.


Il tool “Projection” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a un mese, evidenzia – nello scenario “best match” (linea blu) e “long” (linea verde), un iniziale movimento negativo fino ad area 78.600-77.600 dollari, seguito da un possibile rialzo verso zona 96.700 dollari (scenario “long”) e 92.300 dollari (scenario “best match”). (PREVEDERE I MERCATI CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: la nuova funzionalità di Forecaster Terminal).

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