Societe Generale ha ampliato l’offerta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana con due nuove obbligazioni in euro caratterizzate da cedola mensile e durata massima di 12 anni. Entrambi i titoli, che hanno ISIN XS3257292105 e XS2878537856, prevedono la possibilità di rimborso anticipato a discrezione dell’emittente. Una discrezione su base mensile che si attiva dopo il primo anno di vita del bond.
Con un valore nominale che per entrambe le obbligazioni è pari a 1.000 euro, un valore che strizza l’occhio al pubblico retail, i nuovi prodotti sbarcati a Piazza Affari offrono una cedola lorda mensile non condizionata per il primo anno. Dal tredicesimo mese, il pagamento della cedola diventa condizionato all’andamento del tasso Euribor a 3 mesi. Con un meccanismo di calcolo “daily accrued”, la cedola matura pro rata solo nei giorni in cui il fixing dell’Euribor resta pari o inferiore a un determinato livello, definito Cap.
L’obbligazione con codice ISIN XS3257292105 prevede una cedola lorda mensile del 7,50% lordo annuo e un Cap sul tasso Euribor a 3 mesi del 2,5%, quella con codice ISIN XS2878537856 ha prevede invece una cedola lorda del 6% annuo lordo e un livello cap posto al 3%. La tassazione dei proventi generati da questi strumenti è al 26% per i residenti in Italia.
In assenza di rimborso anticipato, il capitale è rimborsato integralmente alla scadenza naturale, insieme all’ultima cedola eventualmente maturata. L’emittente è SG Issuer, con garanzia di Societe Generale, che presenta rating investment grade (Moody’s A1, S&P A, Fitch A). Andiamo ora ad approfondire il funzionamento di questi titoli facendo un focus specifico sul bond con cedola al 7,5% e cap al 2,5%.
Focus sull’obbligazione XS3257292105: cedola 7,5% con Cap Euribor al 2,5%
La prima obbligazione, identificata dal codice ISIN XS3257292105, prevede una cedola lorda annua del 7,50%, corrisposta su base mensile. Nei primi 12 mesi la cedola è incondizionata e viene quindi pagata integralmente a prescindere dall’andamento dell’Euribor. Dal 13° mese in poi, la cedola resta pari al 7,5% annuo lordo ma viene calcolata pro rata in funzione del numero di giorni in cui il fixing dell’Euribor a 3 mesi risulta inferiore o uguale al Cap del 2,50%.
Il titolo ha data di emissione il 16 gennaio 2026 e scadenza al 16 gennaio 2038, per una durata massima quindi di 12 anni, salvo esercizio della facoltà di rimborso anticipato mensile da parte dell’emittente a partire dal dodicesimo mese. In caso di call, l’investitore riceve il 100% del valore nominale più la cedola del mese di rimborso, se maturata.
Questa obbligazione si rivolge a investitori interessati a flussi cedolari mensili elevati nella fase iniziale e disposti ad assumere un’esposizione indiretta all’andamento dei tassi di mercato nel medio-lungo periodo. Il rendimento effettivo dipenderà infatti dalla dinamica dell’Euribor a 3 mesi rispetto al livello del Cap, pur restando garantita la protezione integrale del capitale alla scadenza o in caso di rimborso anticipato da parte dell’emittente.
Guardando al recente passato, l’Euribor è stato ovviamente influenzato dalle scelte di politica monetaria della BCE. Fatta eccezione per il periodo della grande crisi finanziaria del 2008 quando il tasso interbancario dell’area euro volò significativamente sopra la soglia del 2,5% per la diffidenza del sistema bancario a prestarsi soldi, negli ultimi anni l’Euribor ha superato il cap previsto da questa obbligazione per gran parte del biennio 2023 e 2024, con un picco a novembre 2023 al 3,971%.
L’inverno 2023 e la primavera 2024 furono il culmine del percorso di inaspimento di politica monetaria voluto dalla BCE e la lunga serie di tagli del costo del denaro intrapreso successivamente hanno portato a una costante discesa del tasso Euribor. Da marzo 2025 l’Euribor staziona sotto la soglia del cap del 2,5% e in questo inizio di 2026 veleggia intorno al 2,016%, in ulteriore contrazione rispetto al 2,052% di dicembre 2025.
SG, obbligazioni callable su Euribor a 3 mesi nel contesto attuale
Nel valutare queste nuove emissioni di Societe Generale è quindi inevitabile considerare il contesto di politica monetaria della BCE. Dopo il ciclo restrittivo avviato negli anni precedenti per contrastare l’inflazione, il mercato guarda ora con crescente attenzione alle prossime mosse dell’Eurotower, con aspettative orientate verso una fase di stabilizzazione dei tassi.
In questo scenario, strumenti legati all’Euribor a 3 mesi possono offrire interessanti opportunità: in un contesto di tassi stabili o in discesa aumenterebbero infatti la probabilità di mantenere il fixing al di sotto dei livelli di Cap (2,5% o 3%), favorendo la maturazione dell’importo pieno delle cedole condizionate. Cedole che in termini di rendimento, seppur lordo, appaiono significativamente superiori ad altre soluzioni obbligazionarie, sia corporate che titoli di Stato.
Come ogni alternativa d’investimento è altresì evidente che molto dipende dall’evoluzione del contesto. La durata massima potenziale di 12 anni espone in tal senso l’investitore a più cicli di politica monetaria, sia espansivi che restrittivi, con il rischio di trovarsi a non incassare le cedole condizionate mensili. Va tuttavia evidenziato come storicamente il valore medio mensile dell’Euribor dal 1999 a oggi sia stato dell’1,675%. Valore indubbiamente influenzato dalla fase tra il 2015 e il 2021 in cui il tasso è stato in territorio negativo ma comunque abbondamente sotto il livello di cap previsto da entrambe le obbligazioni di SG.
Si ricorda che entrambe le obbligazioni sono soggetto al rischio di credito dell’emittente/garante delle obbligazioni, e che la garanzia di rimborso del 100% del valore nominale è valida solo a scadenza (o in caso di rimborso anticipato dell’emittente) ma che durante la loro vita le obbligazioni potrebbe quotare, anche significativamente, al di sotto dell’importo di rimborso garantito. Leggete attentamente la documentazione legale prima di assumere qualsiasi decisione di investimento.
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