Ogni settimana negli Stati Uniti vengono pubblicati due importanti report sulle scorte di petrolio greggio: quello dell’American Petroleum Institute (API) e quello della Energy Information Administration (EIA).
Entrambi forniscono indicazioni sull’andamento delle riserve di petrolio, un dato seguito con grande attenzione da trader, analisti e operatori energetici. Le variazioni delle scorte rappresentano infatti un indicatore diretto dell’equilibrio tra domanda e offerta.
Quando le riserve aumentano, spesso significa che la produzione supera i consumi; al contrario, un calo delle scorte può indicare una domanda superiore alla disponibilità di greggio. Poiché il rapporto tra offerta e domanda è uno dei principali fattori che determinano il prezzo del petrolio, la pubblicazione di questi dati può provocare forti oscillazioni sui mercati energetici.
API: il rapporto dell’industria petrolifera americana
L’API è un’associazione commerciale che rappresenta le aziende statunitensi attive nella produzione, raffinazione e distribuzione di petrolio e prodotti petroliferi. Fondata nel 1919, l’organizzazione riunisce oltre 600 società appartenenti a diversi segmenti della filiera energetica.
Oltre alle attività di ricerca e rappresentanza del settore, l’API sviluppa standard tecnici per l’industria petrolifera, che spaziano dalle tecnologie di perforazione fino agli aspetti legati alla sicurezza e alla protezione ambientale.
Dal 1929 pubblica il Weekly Statistical Bulletin, un rapporto che include dati sulle scorte di greggio negli Stati Uniti, sulle operazioni delle raffinerie e sulle riserve dei principali prodotti petroliferi, tra cui benzina, carburante per jet, distillati e olio combustibile.
Come viene raccolto il dato API
Il rapporto dell’API si basa sulle informazioni fornite volontariamente dalle aziende del settore, sia membri dell’associazione sia società esterne. I dati raccolti vengono spesso inviati anche all’EIA attraverso procedure simili, utilizzando gli stessi moduli di rilevazione.
Secondo l’API, entrambe le organizzazioni ricevono informazioni che coprono circa il 90% dell’industria petrolifera, mentre il restante 10% viene stimato attraverso modelli statistici. Il report API viene generalmente considerato un’anticipazione del dato ufficiale EIA, perché viene pubblicato il giorno precedente.
Gli analisti osservano spesso una forte correlazione tra i due rapporti: l’API sostiene che le stime mensili dei due enti risultano entro una differenza dell’1% circa nel 75% dei casi.
EIA: il dato ufficiale del governo USA
L’EIA è un’agenzia indipendente appartenente al sistema statistico federale degli Stati Uniti e fa parte del United States Department of Energy. La sua funzione è raccogliere, analizzare e diffondere informazioni sul settore energetico per favorire decisioni pubbliche, mercati efficienti e una maggiore comprensione delle dinamiche energetiche.
A differenza dell’API, l’EIA non rappresenta gli interessi dell’industria petrolifera e non svolge attività di lobbying per modificare politiche pubbliche. Per questo motivo, il rapporto dell’EIA è generalmente considerato dagli operatori di mercato più autorevole e affidabile rispetto al dato API. Il suo principale documento settimanale è il Weekly Petroleum Status Report, pubblicato ogni mercoledì mattina alle 10:30 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), salvo variazioni dovute alle festività federali.
API vs EIA: differenze nella metodologia di raccolta dei dati
Il principale elemento distintivo tra API ed EIA riguarda il metodo di raccolta delle informazioni. L’EIA utilizza un sistema di rilevazione obbligatorio per le principali compagnie petrolifere americane, che devono fornire dati sulle proprie scorte e attività operative.
L’agenzia richiede alle aziende di compilare specifici questionari e prevede conseguenze in caso di mancata comunicazione o trasmissione di dati inaccurati. Sono previste anche sanzioni civili per chi non rispetta gli obblighi di comunicazione. Questo livello di controllo ha contribuito a rafforzare la percezione degli operatori secondo cui il report EIA rappresenta una fotografia più precisa dello stato del mercato petrolifero statunitense.
API ed EIA: perché i trader seguono entrambi i rapporti
Nonostante la maggiore considerazione attribuita al report EIA, il dato API mantiene un ruolo importante nei mercati energetici. La sua pubblicazione anticipata permette infatti agli operatori di avere un primo segnale sull’andamento delle scorte prima del rapporto ufficiale del governo.
Molti trader utilizzano il dato API come indicazione preliminare per preparare le proprie strategie in vista del report EIA. Se entrambi i rapporti mostrano la stessa direzione, il mercato tende spesso a reagire con maggiore convinzione. Quando invece emergono differenze rilevanti, gli investitori analizzano con maggiore attenzione la qualità delle informazioni e attendono il dato EIA per avere una conferma più solida.
Dati API ed EIA: l’impatto sui prezzi del petrolio
Le pubblicazioni settimanali sulle scorte rappresentano uno degli appuntamenti più importanti per il mercato del greggio. Un aumento delle riserve superiore alle attese degli analisti può essere interpretato come un segnale di domanda debole e provocare pressioni ribassiste sui prezzi.
Al contrario, una riduzione delle scorte maggiore delle previsioni può indicare un mercato più teso, sostenendo il valore del petrolio. Per questo motivo, le quotazioni del greggio possono registrare movimenti significativi nei minuti successivi alla diffusione dei dati.
Sebbene API ed EIA abbiano obiettivi e metodologie differenti, entrambi i report rimangono strumenti essenziali per comprendere lo stato del mercato energetico statunitense e anticipare le possibili evoluzioni dei prezzi.