I prezzi dell’oro hanno esteso il recente rimbalzo, sostenuti da dati macroeconomici USA significativamente più deboli delle attese che hanno rafforzato le scommesse su una Federal Reserve meno aggressiva nei prossimi mesi.
Il movimento è stato accompagnato da un indebolimento del dollaro statunitense, che ha amplificato l’attrattività dei metalli preziosi per gli investitori internazionali, in un contesto di riduzione del rendimento reale atteso sugli asset in dollari.
Oro in rialzo con Payroll USA sotto le attese e Fed più prudente
Il principale driver del movimento è stato il rallentamento del mercato del lavoro USA. A giugno l’economia statunitense ha creato 57.000 nuovi posti di lavoro, un dato nettamente inferiore alle 110.000 unità previste dagli economisti e in calo rispetto alle 129.000 del mese precedente.
Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2% dal 4,3%, ma il miglioramento apparente è stato in parte attribuito a un calo del tasso di partecipazione della forza lavoro, sceso al 61,5%, minimo da marzo 2021. Il quadro complessivo evidenzia quindi un raffreddamento della dinamica occupazionale, rafforzato anche dalle revisioni al ribasso dei mesi precedenti, che hanno ridimensionato la resilienza del mercato del lavoro.
In parallelo, i mercati hanno ridotto le probabilità di un nuovo rialzo del costo del denaro da parte della Banca centrale USA entro fine anno, con il pricing che riflette ora una maggiore cautela in vista del meeting di settembre (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026).
Oro: dollaro più debole e supporto dalle Banche centrali rafforzano il trend
Il rally del metallo giallo è stato ulteriormente sostenuto dalla flessione del dollaro USA, con il Dollar Index in calo in area 100,7, fattore che ha ridotto il costo relativo dei metalli preziosi per gli acquirenti in altre valute.
A questo si è aggiunto il supporto strutturale proveniente dalla domanda ufficiale: secondo il World Gold Council, le Banche centrali sono tornate ad aumentare le riserve, con un incremento netto di 41 tonnellate a maggio, segnalando una continua diversificazione delle riserve valutarie globali in un contesto di elevata incertezza macro e geopolitica.
Materie prime, oro: le indicazioni del Forecaster

Il recente recupero delle quotazioni dell’oro, non ha mutato il quadro di più lungo periodo, che rimane sempre orientato al ribasso, in particolare dai massimi registrati nel marzo scorso. Guardando al breve termine, la difesa del supporto a 4.098 dollari l’oncia potrebbe permettere la valutazione di strategie in acquisto con potenziale target in area 4.380-4.400 dollari, prossima area di resistenza statica.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase rialzista fino a metà mese, seguita da un possibile breve storno e una ripartenza nella terza decade di luglio.


Il tool “Pattern” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a 1 mese, evidenzia scenari “best match” (linea blu) e “long” (linea verde) un possibile storno in area 4.097 dollari (long) o 3.993 dollari (best match) e un potenziale recupero verso zona 4.450-4.410 dollari l’oncia, prima di un eventuale storno. Qui trovi una serie di webinar per scoprire le funzionalità del Forecaster Terminal.

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