Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un movimento decisamente brusco per il metallo giallo, precipitato in poco tempo dai massimi storici di 5.366 dollari per oncia fino a bucare la soglia dei 4300 dollari. Proprio di recente abbiamo assistito a un fisiologico pullback rialzista, un rimbalzo verso l'alto che va a inserirsi in quello che, osservando il grafico, ha tutta l'aria di essere l'inizio di un marcato downtrend.
Questa dinamica solleva un interrogativo cruciale: questo rimbalzo è solo un'illusione all'interno di una discesa da cui è meglio tenersi alla larga, oppure siamo già arrivati a un livello di prezzo in cui è opportuno ricominciare a incrementare le proprie posizioni?
Per rispondere senza farci ingannare dalle apparenze, condurremo un'analisi dettagliata affidandoci agli strumenti di Forecaster, il software che ci permette di unire le dinamiche dei grandi attori, le evidenze matematiche e i flussi stagionali in un'unica visione strategica.
Fonte: Forecaster.biz
Oro: i segreti dei produttori svelati dal COT report
L'approccio più proficuo per analizzare una materia prima consiste nell'osservare le mosse di chi quel mercato lo conosce e lo vive da vicino ogni singolo giorno. Sfruttando una delle funzioni del Forecaster, possiamo esaminare in modo intuitivo il COT report (Commitments Of Traders), il celebre documento pubblicato dalla CFTC americana (Commodity Futures Trading Commission) nato proprio per aiutare il pubblico a decifrare le dinamiche di mercato.
Nello specifico, la nostra attenzione si concentra sui cosiddetti producer, merchant and processor, ovvero i produttori e i commercianti diretti che utilizzano i contratti future per proteggersi dalla volatilità dei prezzi. Il report ufficiale si presenta spesso come una tabella cruda e complessa, limitata ai dati di una singola settimana (come i recenti dati del 9 giugno). Il software del Forecaster interviene raccogliendo questi dati pubblici e tracciandoli su un grafico temporale limpido, mostrando l'evoluzione storica delle posizioni.
Fonte: Forecaster.biz
I produttori sanno esattamente quanto costa estrarre un'oncia d'oro oggi e conoscono alla perfezione i flussi dei loro ordini. Storicamente, questa categoria è posizionata al ribasso (short) proprio per scopi di copertura aziendale. Tuttavia, analizzando le posizioni nette (i contratti rialzisti meno quelli ribassisti), notiamo una dinamica sorprendente: nonostante il recente e marcato calo del prezzo dell'oro, le posizioni nette non sono scese. Si mantengono incredibilmente vicine alla linea dello zero, il che significa che i produttori sono "poco short".
Non stiamo assistendo alla tipica corsa alle coperture per paura di ulteriori collassi; al contrario, questi grandi attori sembrano ottimisti sul futuro, accettando di buon grado gli attuali livelli di prezzo senza coprirsi eccessivamente. Si tratta di un assetto estremo che ricorda i minimi strategici del passato, come avvenne nel 2013, quando addirittura alcuni operatori commerciali provarono a speculare passando a una posizione netta positiva.
Fonte: Forecaster.biz
La matematica dietro il prezzo: analisi overbought e oversold
Abbandonando per un momento l'analisi fondamentale, cambiamo approccio e ci spostiamo sulla sezione Overbought Oversold del Forecaster, per un'indagine squisitamente matematico-statistica dell'oro. Attivando lo studio delle divergenze, emerge una sorpresa clamorosa: per la prima volta dopo lungo tempo, l'asset ha registrato una netta divergenza rialzista.
Il cuore di questa lettura risiede nel Market Mood Meter, un sofisticato indicatore a tachimetro che sintetizza il livello di euforia o panico del mercato raccogliendo i segnali di metriche sottostanti come il Wyckoff (che pesa la forza tra compratori e venditori) e lo Speed. Quest'ultimo è particolarmente affascinante: utilizzando una formula analoga a quella della cinematica di un'auto, calcola la velocità del prezzo. Proprio come i precedenti massimi storici erano stati raggiunti con una velocità in esaurimento, oggi notiamo che i recenti minimi al ribasso sono stati toccati con un'inerzia e una spinta propulsiva nettamente in calo.
Fonte: Forecaster.biz
Recentemente l'oro è crollato, spingendo il Market Mood Meter in una zona di ipervenduto e panico che non si vedeva da ben dieci anni. Subito dopo, i prezzi hanno segnato un nuovo minimo tecnico, ma l'indicatore ha tracciato un minimo più alto (la divergenza vera e propria), per poi risalire e tagliare la linea dello zero mandando il sistema in allerta.
La logica dell'indicatore è chiara: quando l'estremo panico rientra e si crea questa asimmetria tra prezzo e momentum, siamo potenzialmente in una importante zona di svolta. Basti pensare che negli ultimi dieci anni, tutte le volte che si è presentata una divergenza su livelli di ipervenduto così profondi, il segnale ha funzionato egregiamente come rampa di lancio per formidabili e duraturi rialzi.
Fonte: Forecaster.biz
Il peso della stagionalità negli anni di mid-term
Prima di passare all'azione, è vitale calare le evidenze tecniche nel contesto temporale. La sezione dedicata alla stagionalità su Forecaster evidenzia un parallelismo essenziale: l'attuale andamento dell'oro presenta un'incredibile correlazione dell'86% con il comportamento storico tipico degli anni di mid-term (gli anni a metà tra un'elezione presidenziale americana e l'altra, proprio come quello in corso).
Fonte: Forecaster.biz
I dati stagionali ci avvertono che questa fase di debolezza del breve termine potrebbe protrarsi senza troppe sorprese per tutta l'estate, indicativamente fino alla metà di settembre. Analizzando la statistica storica per lo stesso periodo, scopriamo che le probabilità di assistere a una chiusura in positivo o in negativo non si distanziano troppo con un 43% per il long e 57% per lo short.
Tuttavia, la volatilità favorisce leggermente gli orsi: il potenziale ritorno percentuale dei movimenti short storici è del 4,2%, un dato superiore rispetto alle performance dei movimenti long (fermi al 3,1%). Questo suggerisce che potremmo dover sopportare ancora un po' di debolezza estiva prima di un'inversione decisa.
Fonte: Forecaster.biz
Conclusioni operative: il momento dell'accumulo
Mettendo insieme i preziosi tasselli di questa analisi offerta da Forecaster, il quadro operativo diventa estremamente nitido e promettente. Da un lato abbiamo un'impostazione fondamentale solidissima, certificata dai produttori che ritengono i prezzi attuali già abbastanza compressi per giustificare nuove e costose coperture al ribasso. Dall'altro, i freddi dati statistico-matematici confermano che il mercato è reduce da un panico decennale e ha appena stampato una rilevantissima divergenza rialzista.
Alla luce di questi elementi, e tenendo in considerazione la fisiologica sonnolenza stagionale prevista fino a settembre, la strategia di investimento più saggia risulta essere quella dell'accumulo progressivo. L'obiettivo è sfruttare con lucidità le giornate negative e l'attuale debolezza estiva per inserire gradualmente l'oro in portafoglio a prezzi di saldo. L'intento finale di questa pianificazione strategica è chiaro: farsi trovare pronti per scaricare le posizioni aperte in questi mesi di minimi non appena il metallo giallo tornerà, fisiologicamente e ciclicamente, a testare i suoi nuovi massimi storici.
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