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Prezzi Oro: la previsione shock di Wells Fargo

19 apr 2026 - 09:00

Il metallo giallo torna protagonista sui mercati globali. Tra svalutazioni monetarie e tensioni geopolitiche, i prezzi dell'oro potrebbero raggiungere livelli mai visti

Dopo la correzione di marzo, quando i futures sull'oro hanno ceduto quasi l'11% - il peggior mese dal giugno 2013 - il metallo giallo è tornato a macinare rialzi. Sopra quota 4.800 dollari l'oncia, i prezzi dell'oro si trovano oggi a ridosso dei massimi storici, ma secondo Wells Fargo Securities il potenziale di apprezzamento resta considerevole. Lo scenario rialzista della banca d'investimento americana fissa un obiettivo a 8.000 dollari l'oncia entro il 2027, un picco che implicherebbe un rialzo superiore ai 60 punti percentuali rispetto ai livelli attuali.

La tesi poggia su quello che Ohsung Kwon, responsabile della strategia azionaria di Wells Fargo Securities, definisce il "debasement trade": un ciclo di svalutazione sistematica delle valute fiat - a partire dal dollaro statunitense - che spinge le Banche centrali ad accumulare oro come riserva neutrale di valore. "Ci troviamo nel quarto ciclo di svalutazione, iniziato nel 2022", ha scritto Kwon in una nota ai clienti. "Dopo il recente ritracciamento, l'oro si è riportato vicino al fair value del nostro modello, pari a 4.500 dollari, e tutti e tre i fattori chiave del modello suggeriscono un'ulteriore svalutazione da qui in avanti".

Kwon ha identificato il ciclo in corso attraverso il rapporto M2/oro, ottenuto dividendo la massa monetaria M2 (l'aggregato che comprende circolante, i depositi a vista e le attività finanziarie facilmente convertibili) per il prezzo di un'oncia. L'indicatore segnala che la fase attuale è stata innescata dall'invasione russa dell'Ucraina e dal successivo ciclo di rialzo dei tassi della Federal Reserve, due eventi che hanno accelerato gli acquisti di oro da parte delle Banche centrali globali.

Lo strategist sottolinea che i precedenti cicli di svalutazione - dalla Grande Depressione allo shock Nixon degli anni Settanta, dalla guerra al terrorismo alla crisi finanziaria del 2008 - sono durati in media 8,5 anni. Il ciclo corrente, con soli 3,5 anni alle spalle, non ha ancora raggiunto la metà del suo percorso.

Quattro scenari economici su cinque elaborati da Wells Fargo indicano una prosecuzione della dinamica di svalutazione, il che rafforza la probabilità che i prezzi dell'oro continuino a salire. Nello scenario ribassista, l'unico dei cinque a prevedere un'inversione di tendenza, l'oro scenderebbe a 4.000 dollari entro fine 2027: un calo del 17% circa dai livelli correnti, ma pur sempre un livello storicamente elevato.

 

 

L'oro è il nuovo Bitcoin: la tesi di Ed Yardeni

Se Wells Fargo guarda ai fondamentali monetari, Ed Yardeni - veterano dei mercati e fondatore di Yardeni Research - affronta la questione da un'angolazione diversa, ridefinendo il rapporto tra oro e Bitcoin. "L'oro è il nuovo Bitcoin", ha scritto nella sua nota mattutina ai clienti, ribaltando la narrazione consolidata che descriveva la criptovaluta come "oro digitale".

"Bitcoin è stato definito oro digitale, ma noi definiremmo l'oro un Bitcoin fisico", ha osservato l'ex economista della Federal Reserve di New York, laureato a Yale. "Gli investitori avversi al rischio stanno sempre più concludendo che l'oro offre una protezione migliore contro i rischi geopolitici rispetto a Bitcoin. Il primo esiste dall'alba della storia ed è universalmente considerato una copertura contro il rischio; il secondo ha una storia breve e si è comportato per lo più come un veicolo speculativo nelle fasi di propensione al rischio".

Yardeni attribuisce la debolezza di Bitcoin a problemi di liquidità strutturale. Circa 19 miliardi di dollari in posizioni futures e a leva sono stati liquidati. "Alcune piattaforme hanno attivato il deleveraging automatico per gestire il rischio, forzando la chiusura anche di posizioni in profitto o coperte, per proteggere i bilanci complessivi degli exchange", ha spiegato. "Con il rapido calo dei prezzi, i market maker e i grandi operatori si sono ritirati o hanno ridotto la propria attività, ampliando gli spread e rendendo più difficile per i compratori assorbire tutti gli ordini di vendita". 

 

 

Prezzi dell'oro: i target per il 2025 e oltre

Le previsioni sui prezzi dell'oro convergono verso livelli che fino a pochi anni fa sarebbero apparsi irrealistici. Yardeni aveva fissato un target di 4.000 dollari per il 2025 ed ora indica 5.000 dollari per il 2026 e non esclude che l'oro possa raggiungere i 10.000 dollari entro la fine del decennio, o anche prima. Wells Fargo, con il suo scenario base a 4.500 dollari di fair value e quello rialzista a 8.000 dollari entro il 2027, si colloca su una traiettoria coerente.

Il quadro che emerge è quello di un mercato sostenuto da forze strutturali di lungo periodo:

  • la diversificazione delle riserve valutarie delle Banche centrali,
  • l'espansione monetaria globale,
  • le tensioni geopolitiche persistenti e
  • la ricerca di beni rifugio da parte degli investitori istituzionali e retail.

"Gli investitori in cerca di protezione dai crescenti rischi geopolitici si stanno dirigendo verso le colline per estrarre oro, e anche argento", ha sintetizzato Yardeni.

I prezzi dell'oro potrebbero non aver ancora espresso tutto il loro potenziale. Il ciclo di svalutazione monetaria è a metà strada, la domanda delle Banche centrali resta robusta e le alternative tradizionali - dal dollaro ai Treasury, fino alle criptovalute - appaiono meno affidabili di fronte a un'escalation dei rischi globali. Resta naturalmente lo scenario ribassista: una normalizzazione geopolitica, un rallentamento degli acquisti istituzionali o un rafforzamento del dollaro potrebbero riportare i prezzi verso i 4.000 dollari.

Ma anche in quel caso, il livello rappresenterebbe un punto di approdo storicamente elevato, a conferma di un cambiamento strutturale nel ruolo dell'oro all'interno dei portafogli globali.

 

 

 

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