Le quotazioni del petrolio WTI sono in calo, mentre i mercati guardano con crescente ottimismo agli sviluppi geopolitici in Medio Oriente. A pesare sui prezzi sono state le dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui il conflitto tra Stati Uniti e Iran “dovrebbe concludersi presto”, insieme all’annuncio del cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano.
Petrolio in calo con tregua in Medio Oriente e attese di nuovi negoziati
Il movimento ribassista del petrolio riflette un parziale allentamento dei timori legati a possibili interruzioni dell’offerta energetica globale. A sostenere il sentiment è stato soprattutto l’annuncio di un cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano, che potrebbe rappresentare un primo passo verso negoziati più ampi nella regione.
Lo stesso Trump ha indicato la possibilità di ospitare nuovi colloqui tra le parti alla Casa Bianca, alimentando le aspettative di una stabilizzazione del quadro geopolitico. Parallelamente, il mercato guarda anche alla possibilità di una proroga del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e alla ripresa dei negoziati diplomatici.
Petrolio, Stretto di Hormuz: restano i rischi sull’offerta
Tuttavia, non mancano elementi di cautela. Gli analisti di ING sottolineano come il mercato fisico del petrolio resti sotto pressione, in particolare a causa delle persistenti difficoltà nei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo le stime, circa 13 milioni di barili al giorno di offerta risultano ancora compromessi, nonostante il parziale ricorso a rotte alternative e a un incremento dei movimenti via nave.
In questo contesto, il principale rischio rialzista per le quotazioni resta legato a un eventuale fallimento dei negoziati tra Washington e Teheran. Le posizioni delle due parti rimangono distanti e un deterioramento del dialogo potrebbe riaccendere rapidamente le tensioni, con impatti diretti sul mercato energetico globale.
Materie prime, petrolio WTI: cosa dice il Forecaster

Le quotazioni del petrolio WTI stazionano in area 90 dollari al barile, dopo il rimbalzo registrato mercoledì, ma rimangono ancora all’interno della fase ribassista in atto dal 7 aprile. Con la difesa del supporto in area 83 dollari, i quadro di breve resta a favore dei compratori.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase di ribasso fino all’inizio della prossima settimana, seguita da una possibile fase rialzista che potrebbe estendersi fino ai primi giorni di luglio.


Il tool “Pattern” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a 1 mese, evidenzia negli scenari “best match” (linea blu) e “long” (linea verde) un possibile rialzo che porterebbe i prezzi in area 103 dollari al barile, prima di un eventuale storno (guarda come funziona il tool “Pattern” di Forecaster Terminal).

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