L'argento sta rifiatando. Oggi i prezzi sono scesi fino al 7,3%, dopo aver raggiunto ieri un nuovo massimo storico a 93,75 dollari l'oncia. Gli investitori hanno preso profitto in seguito alle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui gli USA negozieranno accordi bilaterali con i partner commerciali per garantire forniture adeguate di minerali critici, pur non escludendo l'imposizione di dazi.
Le affermazioni del capo della Casa Bianca allentano i timori sulle tariffe, che avevano spinto ad accumulare scorte di argento nei magazzini statunitensi contribuendo a restringere l'offerta e a far lievitare i prezzi. I trader seguivano con grande attenzione l'indagine del Dipartimento del Commercio statunitense sulle importazioni del metallo e di altri minerali critici, in relazione a una possibile minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti.
Secondo Daniel Ghali, Senior commodity strategist di TD Securities, il rinvio dell'imposizione dei dazi "suggerisce che l'amministrazione Trump adotterà un approccio più mirato nelle decisioni future". Questo serve ad "alleviare in modo significativo il timore di un approccio generalizzato che avrebbe potuto impattare involontariamente sui lingotti sottostanti che costituiscono la base dei prezzi di riferimento dei metalli", ha aggiunto.
Argento: la correzione è solo una pausa?
L'argento ha iniziato il 2026 a spron battuto, dopo aver guadagnato quasi il 150% lo scorso anno e aver nettamente sovraperformato l'oro, nonostante il rally portentoso del gemello più prezioso. Prima del ritracciamento di oggi, il metallo bianco era aumentato di oltre un quinto del suo valore in quattro delle ultime cinque sedute.
La corsa verso l'argento si può spiegare non solo con i timori legati ai dazi, ma anche con la funzione che il metallo svolge come bene rifugio, insieme all'oro, alla luce delle tensioni geopolitiche: dai venti di guerra in Iran, dove si teme un imminente attacco statunitense, all'incursione militare degli USA in Venezuela che ha portato alla cattura del leader del Paese Nicolás Maduro, fino alle minacce di Trump di voler conquistare con ogni mezzo la Groenlandia e ai recenti attacchi del tycoon alla Federal Reserve.
Tra l'altro, rispetto all'oro, l'argento ha il vantaggio di essere meno costoso e di beneficiare della domanda industriale, visto il suo ampio utilizzo in numerosi settori dell'economia. "La narrativa di medio termine per l’argento rimane decisamente costruttiva, sostenuta da deficit di offerta, consumi industriali e domanda indiretta proveniente dall’oro", ha affermato Christopher Wong, strategist di Oversea-Chinese Banking Group. Tuttavia, "la velocità dei movimenti recenti impone una certa cautela nel breve termine", ha avvertito.
Ole Hansen, responsabile della strategia sulle materie prime di Saxo Bank AS, ha scritto che "gran parte di ciò che i trader vedono sugli schermi riflette flussi forzati, dinamiche di margine, coperture tramite opzioni e ricoperture di posizioni short, piuttosto che una reale scoperta dei prezzi basata su domanda e offerta". In questo contesto, "i livelli tecnici perdono affidabilità, gli stop vengono facilmente attivati e anche visioni macro corrette faticano a sopravvivere al rumore di breve periodo".
Stefan Gleason, Amministratore delegato di Money Metals Exchange, sottolinea come "la forza incessante del momentum sull’argento" sia "davvero insolita". Tutto ciò "ha catalizzato, sul fronte retail, un enorme nuovo afflusso di acquirenti e venditori", ha aggiunto.