L’azionario globale rappresenta il modo più semplice per investire sull’asset class a maggiore redditività che la storia finora ci ha indicato anche come migliore nella capacità di difendere i risparmi dalla perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione.
Ma il mercato azionario presenta ovviamente dei rischi. La volatilità annua è uno degli indicatori di rischio per lo stock market anche globale che, grazie ad una maggiore diversificazione, tendenzialmente ha valori comunque inferiori a molti degli ETF geografici, settoriali, tematici in circolazione.
L’ETF azionario globale ha però un fattore di rischio eliminabile che si chiama rischio cambio.
Essendo l’Area Euro rappresentata in termini percentuali molto modesti, dollaro americano, yen giapponese, sterlina inglese e altre divise offrono un contributo negli anni in cui l’euro perde terreno, oppure sottraggono rendimento in anni come il 2025 in cui la moneta unica europea è stata protagonista.
ETF a cambio coperto: caratteristiche e performance
Per eliminare questo rischio esistono gli ETF globali a cambio coperto. L’ETF più anziano di questa particolare categoria è quello di iShares Msci World Eur Hedged rappresentato nel grafico.

Al costo superiore in termini di commissione di gestione (quasi tre volte il costo del classico Msci World), si sommano i costi di copertura. Non per tutte le valute, ma sicuramente per il dollaro nella maggior parte del tempo. Essendo infatti frutto del differenziale di tasso tra due valute, questo costo permane fin quando i rendimenti americani sono superiori a quelli europei. E negli anni scorsi è arrivato a toccare anche i 3 punti percentuali per anno.
Oggi questo costo si è ridotto della metà (circa 180 pips su 12 mesi, quindi significa che EUR/USD verrebbe “coperto” con un cambio attorno a 1,18), ma è comunque un fattore di cui tenere conto nel bilancio complessivo dell’investimento.
In alcuni casi, come per la Borsa giapponese, la copertura ha portato dei benefici (anche perché venendo il Giappone dall’era dei tassi zero l’investitore incassa un premio coprendo il rischio cambio), ma complessivamente non è andata così per chi ha scommesso sull’ETF azionario globale a cambio coperto.
Nel confronto che parte dal 2010 tra i due ETF di iShares a cambio coperto e scoperto emerge che al quasi +470% del secondo si contrappone il +370% del primo. Tradotto in rendimenti annui composti al +12% annuo dell’ETF a cambio aperto si contrappone il +10,5% di quello a cambio coperto.
La differenza esprime, appunto, il delta tra il costo dei prodotti e il costo di copertura complessivo. Poco o tanto questo spetta all’investitore giudicarlo anche in base alla sua propensione per il rischio.