Mettere insieme dei temi di investimento cosiddetti mega o secolari, confidando che tra questi ce ne sia qualcuno capace di fare il botto nei prossimi anni, è il sogno di chi acquista fondi cosiddetti Megatrend, un’opzione da qualche tempo disponibile anche per gli amanti degli ETF. Nel 2024 avevo puntualmente aggiornato i lettori di investire.biz sul lancio di un nuovo ETF di WisdomTree dal nome inequivocabile “Megatrend” (Arriva anche l'ETF Megatrend).
Passati oltre due anni dal lancio dell’ETF di WisdomTree, possiamo cominciare a fare un primo rendiconto di come sta andando questo prodotto tematico confrontandolo con il mercato. E il risultato almeno per quello che riguarda le performance è incoraggiante.
ETF Megatrend: performance e caratteristiche
Da dicembre 2023 l’ETF Megatrend supera di quasi 6 punti percentuali la performance di un ETF All Country World di SPDR, quello che per tipologia di indice potremmo considerare un affidabile metro di confronto per l’ETF tematico che investe su scala globale.
A fronte di una performance migliore c’è però (e la cosa è prevedibile) una rischiosità misurata con la classica volatilità superiore (22% contro 15%).
Le masse amministrate da questo ETF rimangono ancora modeste e inferiori ai 50 milioni di euro, segno di una certa freddezza da parte degli investitori, forse scottati da qualche performance non esattamente entusiasmante per diversi temi negli ultimi anni.
Giusto ricordare le caratteristiche essenziali di questo ETF. L'indice sottostante si costruisce in quattro fasi principali per massimizzare crescita e diversificazione. Asset Allocation Tematica Strategica selezionando un portafoglio di temi promettenti secondo il gestore e bilanciando la loro diversificazione. Asset Allocation Tematica Tattica usando segnali di momentum per sovrappesare/sottopesare temi in base a vari fattori. Selezione Tematica Azioni con i gestori tematici che identificano le aziende più rilevanti per ciascun tema.
I criteri ESG rimangono un ulteriore fattore di selezione per un portafoglio che a oggi vede l’America con un peso di quasi la metà del portafoglio, seguito a grande distanza da Cina (13%) e Giappone (5%). A livello settoriale la tecnologia domina con un terzo del portafoglio, seguito da industriali (20%), materials ed healt care con il 12%.
I tempi non sono ancora maturi per fare delle valutazioni più nette, su questo prodotto, ma dopo oltre due anni la partita si chiude con una vittoria per il tematico lato performance ma a un costo di volatilità più sostanzioso.
Sarà interessante capire nei prossimi periodi se fenomeni di maggiore tensione sui mercati finanziari permetteranno a questo ETF di mantenere un vantaggio sul benchmark tradizionale globale in versione market cap. Oppure di subire la volatilità peggiorando un profilo che finora ha goduto di mercati relativamente tranquilli.