Un nuovo ETF lanciato da WisdomTree si inserisce nella famiglia degli strumenti passivi che replicano indici costruiti con approcci non tradizionali rispetto alla sola capitalizzazione di mercato.
L’ETF è collegato al WisdomTree True Emerging Markets UCITS Index, che seleziona i paesi attraverso una metodologia basata su una combinazione di indicatori macroeconomici e di sviluppo, tra cui classificazioni del World Economic Outlook del FMI, PIL pro capite, Indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite, rating sovrano, momentum della crescita economica e criteri legati all’accessibilità dei mercati azionari locali.
Filtri ESG e criteri di esclusione
L’indice incorpora anche criteri di esclusione riconducibili a principi SRI (Socially Responsible Investing). In particolare, vengono esclusi dall’universo investibile emittenti coinvolti in determinate categorie di armamenti considerate controverse, come mine antiuomo, munizioni a grappolo, armi chimiche e biologiche, armi con uranio impoverito e armi al fosforo bianco.
Sono inoltre escluse società che risultano coinvolte in programmi statali legati allo sviluppo di armi nucleari al di fuori dei vincoli del Trattato di non proliferazione nucleare.
Struttura del portafoglio e caratteristiche del prodotto
L’ETF presenta un costo annuo indicato dello 0,25% e si distingue dagli indici emergenti tradizionali per la metodologia di costruzione e per la composizione geografica. Rispetto agli indici basati esclusivamente sulla capitalizzazione di mercato, l’approccio adottato tende a produrre una diversa distribuzione dei pesi tra Paesi e settori, con una maggiore enfasi sugli indicatori macroeconomici utilizzati nel processo di selezione.
Composizione geografica e differenze rispetto agli indici tradizionali
Una delle principali differenze rispetto ai benchmark emergenti più diffusi riguarda la presenza e il peso dei singoli paesi. In questo indice non è inclusa la Cina, che nei principali indici emergenti tradizionali rappresenta generalmente una quota significativa.
Il peso viene invece distribuito tra altri mercati, con India e Brasile tra le principali componenti, seguite da Sud Africa e Arabia Saudita. Completano l’elenco Messico, Polonia, Emirati Arabi Uniti, Thailandia, Indonesia e Malesia. Rispetto a indici più convenzionali, risultano inoltre assenti mercati come Taiwan e Corea del Sud, che spesso hanno un ruolo rilevante nei benchmark emergenti.
Esposizione settoriale e concentrazione
Dal punto di vista settoriale, la composizione appare diversificata, con una presenza significativa di finanziari e materiali, seguiti da consumi discrezionali ed energia.
La struttura del paniere risulta relativamente distribuita anche a livello di singole società, con un peso contenuto delle prime dieci posizioni rispetto al totale del portafoglio. Tra le principali componenti risultano presenti società appartenenti a diversi mercati emergenti, con esposizione a settori come energia, materie prime e servizi finanziari.
Considerazioni sul posizionamento dell’indice
L’impostazione dell’indice riflette un approccio alternativo alla definizione di “mercati emergenti”, basato su criteri macroeconomici e strutturali piuttosto che esclusivamente sulla capitalizzazione o sulla classificazione geografica tradizionale. Questo porta a una composizione che differisce sensibilmente dai principali benchmark globali del segmento.