Nel corso del 2023, L&G ha lanciato un ETF che ha l’obiettivo dichiarato nella sua stessa descrizione di investire nelle società che rappresentano i brand di maggior valore a livello mondiale.
L&G Global Brands scommette sulla forza dei marchi per cercare di offrire all’investitore una crescita superiore al mercato azionario globale nel suo complesso nel lungo periodo. L'indice replicato dall’ETF è il Solactive Brand Finance Global Brands e ha oggi ha masse gestite poco sotto i 50 milioni di euro.
L&G Global Brands: performance e composizione
Dal lancio nel 2023, l’ETF ha realizzato una performance superiore al 65%. Rispetto ad un classico ETF che replica l’indice Msci World sta facendo meglio di circa 3 punti percentuali e questo nonostante costi superiori (le spese corrente dell’ETF di L&G sono di 0,39%). Ultimo appunto, ma non irrilevante, l’ETF Global Brands ha filtri di sostenibilità ESG nella selezione dei titoli che però come vedremo nel dettaglio dei titoli non sembra essere così distorsivo rispetto ad un indice generalista.
Entriamo dunque nel dettaglio di questo strumento che fa indubbiamente della solidità dei marchi aziendali il suo punto di forza quanto a tema di investimento. Al suo interno troveremo infatti nomi di società molto conosciute che ispirano fiducia all’investitore perché offrono quel senso di familiarità che spesso si traduce in una sorta di senso di controllo su chi sta facendo lavorare il denaro in Borsa. Ovviamente questo controllo è solo un’illusione, ma è un sentimento su cui il marketing finanziario fa spesso leva per collocare nuovi prodotti.
All’interno dell’ETF a livello di esposizione geografica l’America fa la parte del leone con il 75% del portafoglio, seguita in modo molto frammentato da Taiwan, Corea e Germania. Le aziende europee sono appena l’8% del totale. Tecnologia che occupa il 40% del totale con beni di consumo, finanziari e comunicazione a completare un altro 50% del paniere titoli.
Ma quali sono questi marchi? Probabile che l’investitore europeo rimanga un po' deluso, ma leggendo i nomi si comprende il perché questo ETF ha tenuto nella sua breve storia, anzi ha migliorato, il passo dell’azionario mondiale. Broadcom, Taiwan Semiconductor, Amazon, Alphabet, Apple, Microsoft, Nvidia, Tesla, Meta, Samsung. Sono questi i primi 10 marchi presenti in un ETF che se vogliamo vederla dal lato della diversificazione pecca di eccessiva concentrazione su USA e tecnologia.
Idea comunque apprezzabile e da monitorare nel tempo per comprendere se la forza dei marchi, per ora sostenuti anche da utili importanti e corposi investimenti, sarà persistente nel tempo. Soprattutto è sconsigliato trattarlo come un ETF che può coprire adeguatamente l’universo globale a causa di un eccessivo peso dello stile growth che si potrebbe riflettere in un fattore frenante nel momento in cui il mercato cominciasse a ruotare con più decisione verso il value.