Mi sono occupato in diverse occasioni delle Small Cap, oggi investibili con ETF di varia natura. Geografie e stili differenti permettono agli investitori di andare alla ricerca di valore anche con varianti di strategie attive interessanti come i recenti ETF lanciati da gestori come Avantis confermano. Me ne sono occupato in questo articolo: "Avantis, il gestore attivo di ETF rilancia".
Oggi vorrei fare il punto della situazione sull’ETF di Spdr che replica uno dei decani degli indici americani che investono in Small Cap, il Russell 2000.
Reduce da una correzione - come del resto anche l’indice principale S&P 500 - in seguito alle tensioni geopolitiche nel Golfo, il Russell ha reagito in maniera esemplare graficamente parlando e come vedremo tra poco. Un movimento che potrebbe prospettare una stagione positiva per chi investe in piccole capitalizzazioni, forse anche in termini relativi rispetto agli indici di large cap verso i quali è rimasto attardato.
Russell 2000: valutazioni ancora interessanti
Come si vede dal grafico dell’indice Russell 2000 in USD, i massimi del 2021 hanno fatto da argine anche nel 2024 prima di un definitivo strappo all’insù maturato a fine 2025. Un movimento che successivamente ha visto un pull back per l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, seguito ora ora da una ripartenza che sembra mettere in chiaro le intenzioni di un mercato desideroso di uscire da questa fase di stallo.

L’ETF di Spdr Russell 2000 naturalmente già convertito in euro, a sua volta sta tentando di insidiare i massimi del 2024 dopo aver compiuto il pull back sulle precedenti resistenze ora supporti. ETF questo che sta facendo decisamente meglio dell’indice S&P500 a 1 anno (40% vs 25%), ma che a distanza di 5 anni rimane ancora particolarmente attardato (28% vs 80%).
Anche dal lancio nel 2012, il ritardo accumulato è importante. Le Small Cap hanno ritornato agli investitori italiani un rendimento annuo del 9,7%, mentre l’ETF su S&P500 ha viaggiato ad un ritmo del 14% annuo. Il tutto con profili di volatilità differenti (23% Small Cap vs 18% S&P500).
A oggi le valutazioni delle Small Cap americane sono ancora interessanti. I multipli ci dicono che il rapporto tra prezzo e utile forward 12 mesi è contenuto a 17, mentre il rapporto tra prezzo e valore di libro sta a quota 2. Valutazioni interessanti per chi in chiave prospettica sta cercando un modo di diversificare il portafoglio di investimento riducendo l’ingombrante peso delle Mega Tech americane.
Se la situazione geopolitica dovesse normalizzarsi, il futuro delle Small Cap appare ancora più roseo con consumatori che potrebbero avere qualche beneficio maggiore da un potenziale calo dei prodotti energetici. E fornire quindi quel contributo aggiuntivo di rendimento mancato negli ultimi anni.