Quando c’è la domanda, l’offerta non tarda ad arrivare. Almeno in un mondo come quello finanziario dove non esiste una carenza fisica di materia prima, l’appetito degli investitori può essere facilmente soddisfatto creando contenitori di ogni tipo. Dai fondi tematici ai multiasset.
Se c’è un universo nel quale questo appetito negli ultimi tempi si è fatto particolarmente vorace quello è indubbiamente quello delle criptovalute.
Il successo del Bitcoin, ma anche di criptovalute minori come di recente testimonia il rally di Ripple, ha spinto un emittente sempre molto attivo in quello che riguarda soprattutto il mondo delle commodity e quindi degli ETC, a lanciare in partnership con CoinDesk un nuovo Exchange Traded Product (ETP) sui mercati di Francia, Germania, Olanda e Svizzera.
WisdomTree Physical CoinDesk 20 è infatti il nuovo prodotto ideato dalla casa di investimento americana che permetterà agli investitori di investire, al costo di 0,7% all’anno (che in realtà diventa 0,81% considerando i costi di transazione), in un paniere di criptovalute. Nello specifico saranno 20 escludendo stablecoins e memecoins.
WisdomTree Physical CoinDesk 20: le caratteristiche di questo prodotto
L’indice sottostante sarà un market cap weighted ribilanciato trimestralmente e al momento del lancio le tre cripto più rappresentate sono Bitcoin (32%), Ripple (20%) ed Ethereum (20%). Curiosa come allocazione visto che sul mercato oggi il Bitcoin capitalizza 1,9 trilioni di dollari, oltre il 50% della market cap complessiva. Inoltre Ethereum capitalizza il doppio di Ripple rendendo anche in questo caso curiosa l’allocazione decisa dall’emittente che probabilmente ha preferito dare più equilibrio al prodotto.
Le altre cripto di riferimento che seguono sono Solana con il 12% e Ada Cardano con il 4%. Tutto il resto, a partire da Litecoin e Bitcoin Cash si riduce ad un irrilevante quota inferiore al 1%.
L’emittente assicura la garanzia “fisica” del sottostante che rimane archiviato in una cosiddetta “cold storage”.
Siamo quindi di fronte a quello che lo stesso emittente definisce nella sua pagina del sito come lo S&P 500 delle criptovalute.
Indubbiamente la diversificazione aiuta soprattutto in un campo dove la volatilità regna sovrana e soprattutto dove quella che potrebbe essere una cripto irrilevante (come era Ripple fino a pochi mesi fa) improvvisamente diventa una big garantendo a quel modesto peso di trasformarsi in qualcosa di molto importante.
Va altresì ricordato che questa spiegazione vale in senso opposto. Ovvero una big può perdere quote di market cap molto velocemente per svariati motivi, da gap tecnologici a truffe fino a implicazioni legali. Quindi come sempre quando si tratta di criptovalute, il prodotto va maneggiato con molta cura dandogli un peso adeguato in portafoglio.
Da segnalare nelle ultime settimane il taglio dei costi di diversi ETP quotati che investono sul Bitcoin fisico. WisdomTree, ad esempio, ha ridotto a 0,25% il costo annuo del proprio strumento. La concorrenza fa bene.