Il 2025 si è rivelato un anno in cui la Borsa Italiana è apparsa in grande spolvero. Trascinata soprattutto dal settore bancario forte di un corposo restringimento degli spread tra BTP e altri titoli di stato europei, l'exchange rappresentato dall’indice FTSE Mib ha moltiplicato per 6 la performance dell’azionario globale chiudendo l’anno con un rialzo superiore al 35%.
Ma la Borsa Italiana batte l’azionario globale anche nell’intero periodo post pandemia. A distanza di 5 anni, infatti, l’ETF Amundi FtseMib quasi “doppia” iShares Msci World con una performance del 148% a fronte del +87% dell’azionario mondiale.
A sorpresa anche nell’ultimo decennio la versione total return dell’indice italiano ha battuto l’equity globale di una decina di punti percentuali moltiplicando per 3 il proprio valore.
Piazza Affari: decisivo il contributo dei finanziari
Tornando indietro di 20 anni, quindi al 2005 data in cui troviamo tutti e due gli ETF quotati sul mercato europeo, scopriamo però una faccia diversa della medaglia e che ci fanno capire quanto incredibile sia stata la performance del listino italiano soprattutto negli ultimi 10 anni. Infatti, dal 2005 e misurando il rendimento annuo composto di ciascuno dei due ETF, scopriamo che il FTSE Mib ha restituito all’investitore il 5% lordo ogni anno, il mercato globale l’8,7%. Un ritardo che serviranno ancora parecchi anni per essere colmato e che ridimensione l’eccezionalismo italiano narrato negli ultimi tempi.
Il peso della finanza nel definire questo andamento spettacolare dell’ultimo periodo, come detto, è stato decisivo. All’interno dell’ETF di Amundi i finanziari pesano per il 45% seguiti dalle utility con il 17%. Altrettando decisiva è stata la concentrazione in poche società dell’indice FTSE Mib. Le prime 10 azioni pesano infatti per il 70% dell’indice con Intesa, UniCredit ed Enel che da sole fanno quasi il 40% del totale.
Borsa Italiana: FTSE Mib al test di importanti resistenze
Da sempre ricca di dividendi la Borsa Italiana nella sua analisi grafica ci dimostra che cosa è realmente successo.
Essendo l’ETF di Amundi a distribuzione il grafico immediatamente ci fa capire che solo nel 2025 siamo ritornati agli stessi livelli del 2007. La grande crisi finanziaria del 2008, con il fallimento di Lehman, provocò il collasso delle quotazioni anche di una Borsa Italiana che ha impiegato 18 anni per recuperare il terreno perduto quanto a valutazioni.

Solo i dividendi hanno permesso però all’investitore nell’ETF FTSE Mib di poter aver un bilancio positivo nel 2025. Borsa Italiana che avrà adesso la forza per “rompere” definitivamente le resistenze di lungo periodo nel 2026? Un bel tema da seguire.