Il settore automobilistico globale sta navigando a vista in una tempesta perfetta, un intrico di sfide tecnologiche, geopolitiche e di mercato che sta ridisegnando le gerarchie consolidate e mettendo a dura prova anche i colossi più strutturati. In questo scenario complesso e in rapida evoluzione, Stellantis, il gigante nato dalla fusione di FCA e PSA, si trova in una posizione tanto cruciale quanto delicata. Le decisioni che il gruppo, guidato dal nuovo CEO Antonio Filosa, prenderà nei prossimi mesi non solo determineranno il suo futuro, ma invieranno onde d'urto in tutto l'indotto, con un'eco particolare in Italia e in Europa.
La frenata dell'elettrico e la svolta ibrida
La transizione verso l'elettrico, fino a poco tempo fa presentata come una marcia trionfale e inarrestabile, ha subito una brusca frenata. Dati inferiori alle attese sulla diffusione dei veicoli a batteria (BEV) hanno costretto a una revisione dei piani. Lo stesso Filosa ha ammesso che le previsioni di mercato si sono rivelate errate. Ad esempio, negli Stati Uniti si stimava una quota di mercato per i BEV del 50% entro il 2030, ma la realtà attuale è ferma a meno del 6%.
Di conseguenza, Stellantis ha corretto la rotta, annunciando un nuovo piano strategico entro la metà del 2026 che punterà con decisione sulle motorizzazioni ibride. Questa tecnologia è vista come più adatta all'attuale domanda del mercato, specialmente in Nord America, e rappresenta un tassello fondamentale nella nuova strategia del gruppo.
Oltre ai costi e alle incertezze della transizione, i produttori europei devono fronteggiare anche l’avanzata delle auto “made in China”. Gruppi come BYD, Geely e Chery, forti di economie di scala, filiere integrate e un forte sostegno governativo, stanno guadagnando quote di mercato in Europa. Per fronteggiare questa pressione, Stellantis ha stretto un accordo con la cinese Leapmotor per distribuire i suoi modelli elettrici in Europa attraverso la propria rete.
Dopo una prima parte di 2025 particolarmente difficile, basti pensare che l’Ebit rettificato ha evidenziato un calo del 94% rispetto a 12 mesi prima e che il margine operativo è sceso di 930 punti base anno su anno a un misero 0,7%, Moody's ha modificato l'outlook del gruppo a negativo, pur confermando il rating “Baa2”.
Nell’evidenziare cautela sui tempi di ripresa, l'agenzia ha rilevato miglioramenti nel terzo trimestre, quando consegne e ricavi hanno registrato una crescita annua del 13%. Anche se nella seconda metà del 2025, ha fatto sapere il management, saranno contabilizzati oneri non ricorrenti non monetari (elementi straordinari che impatteranno sull'utile netto ma non sull’Ebit, limitando parzialmente l'effetto sui principali indicatori di performance operativa), tra gli operatori serpeggia un cauto ottimismo.
La view di Kepler Cheuvreux
Secondo gli analisti di Kepler Cheuvreux, Stellantis presenta - nonostante la recente debolezza dei conti - 4 punti di forza che potrebbero favorire il titolo.
In primo luogo troviamo uno stato patrimoniale solido nonostante i risultati poco brillanti. Nonostante i risultati economici degli ultimi esercizi non abbiano sempre raggiunto i livelli attesi, l’azienda può contare su una struttura patrimoniale solida e ben equilibrata.
Attenzione costante al breakeven e alla relativa struttura dei costi. L’azienda ha adottato un approccio proattivo nell’analisi della propria struttura di spesa, identificando aree di inefficienza e implementando misure di ottimizzazione mirate.
Presenza consolidata in Europa e negli Stati Uniti. L’azienda vanta posizioni di mercato ben radicate in due delle aree economiche più importanti al mondo: queste regioni rappresentano non solo mercati maturi e ad alto potere d’acquisto, ma anche contesti in cui l’azienda ha saputo costruire nel tempo relazioni solide con clienti, distributori e partner industriali.
Solide capacità di generazione di FCF grazie a un EBITDA superiore e a una spesa controllata. Uno dei principali punti di forza dell’azienda risiede nella sua capacità di generare Free Cash Flow (FCF) in modo costante e prevedibile, un elemento cruciale per la sostenibilità finanziaria e per la creazione di valore nel tempo.
Tra le opportunità, Kepler Cheuvreux cita i lanci di prodotti Leapmotor in Europa, che contribuiranno a migliorare i parametri sulle emissioni di CO₂. I margini dovrebbero beneficiare delle sinergie in Europa e America Latina mentre i benefici di scala consentiranno un aumento degli investimenti e della spesa in R&S. I marchi di fascia più alta come Alfa Romeo, Jeep, DS o Maserati potrebbero essere valorizzati meglio.
Rendimento sopra il 4% con un Credit Linked Certificate su Stellantis
Il 9 Gennaio sono sbarcati su Borsa Italiana i nuovi Credit Linked Certificate con sottostante Stellantis emessi e garantiti da Natixis. Con codice ISIN XS3138919256 si tratta di prodotti con scadenza il 20 dicembre 2030 e cedola del 4,05% annuo pagata il 20 dicembre 2026 e poi annualmente fino a scadenza (in assenza di Credit Event).
Si tratta di un rendimento decisamente interessante, visto che il cash bond sulle azioni Stellantis paga oggi una cedola del 3,50% circa e che, sulla medesima scadenza, il BTP rende il 2,83%, l’EURIRS a 5 anni garantisce il 2,52% ed il Treasury statunitense il 3,73% (ma il certificato non implica il rischio di cambio).
Il provento che verrà erogato in qualsiasi caso - indipendentemente dall’andamento dell’azione STLA - a meno che non vi siano eventi di credito sul Senior Bond di Stellantis (in questo caso anche il capitale investito può essere a rischio). Il rischio principale non è la volatilità “di mercato” come in molti equity certificates, ma la realizzazione del “credit event”.
Cosa è un evento di credito?
L’evento di credito è un fatto oggettivo e definito contrattualmente che segnala una grave difficoltà del debitore di riferimento. In linea con gli standard ISDA, tra gli eventi di credito indicati troviamo:
- il fallimento: tutte le forme di insolvenza, fallimento, liquidazione dell'Entità di riferimento;
- l’inadempienza di pagamento: si verifica quando l'Entità di riferimento non rispetta, in tutto o in parte, i termini di pagamento previsti dai propri impegni di debito;
- la ristrutturazione: include qualsiasi forma di ristrutturazione dei termini di pagamento del debito dell'Entità di riferimento, ad esempio una riduzione di qualsiasi importo futuro che tale Entità di riferimento dovrà liquidare nell'ambito dei propri impegni.
Se non si verifica alcun evento di credito fino alla scadenza, con questo certificato l’investitore riceve le cedole ed il rimborso integrale del capitale.
Se invece si verifica un evento di credito, il pagamento delle cedole si interrompe ed il capitale può essere ridotto in modo proporzionale alla perdita subita sul debito del soggetto di riferimento.
Perché acquistare questo certificato di investimento
Per chi volesse acquistare questo certificato d'investimento, prestare attenzione sia ai vantaggi che ai profili di rischio legati a questo investimento. Per questo motivo leggere i rischi legati ad un ipotetico evento di credito e tenere a mente che si è esposti anche al rischio di credito dell'emittente di questo certificato.
Si tratta di un prodotto utile a diversificare il portafoglio di investimento - visto che la fonte del rendimento non è la crescita del sottostante, ma l’assenza di eventi di credito – che potrebbe garantire rendimenti più elevati rispetto ai bond, relativamente alle condizioni di mercato. Offre inoltre minore esposizione alla volatilità dei mercati azionari e che presenta un vantaggio fiscale, visto che, rientrando tra i redditi diversi, i Credit Linked possono essere utilizzati per compensare minusvalenze pregresse.
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