ENI in focus dopo rumors acquisizione, investire ora sul titolo? | Investire.biz

ENI in focus dopo rumors acquisizione, investire ora sul titolo?

08 dic 2022 - 16:30

Trader e investitori rimangono focalizzati sul comparto energetico a Piazza Affari, in particolare su ENI. Vediamo come investire sul titolo con i Certificati

ENI è tra i titoli sotto la lente degli investitori a Piazza Affari negli ultimi giorni, in particolare dopo il meeting dell’OPEC+. L’Organizzazione che raggruppa molti dei principali Paesi produttori di petrolio al mondo con l’aggiunta della Russia, ha deciso di attenersi ai suoi obiettivi di produzione. Rimane quindi il taglio della produzione di 2 milioni di barili al giorno già parzialmente implementato e che durerà fino alla fine del 2023.

La decisione è arrivata poco dopo che le nazioni del gruppo del G7 e l’UE hanno deciso un tetto al prezzo del petrolio russo di 60 dollari al barile, con l’intento di ridurre gli introiti di Mosca e le risorse disponibili per finanziare la guerra in Ucraina. La Russia ha già dichiarato di non accettare il tetto. In questo contesto gli operatori dei mercati finanziari monitorano attentamente i movimenti del valore del petrolio e le sue prospettive, considerando il legame con i titoli del settore oil.

La società guidata dall’AD Claudio Descalzi è di recente in focus anche per via della notizia relativa al fatto che la controllata Plenitude ha annunciato di aver acquisito Plt Energia, operatore rinnovabile con 0,4 GW di capacità e una pipeline da 1,2 GW in Italia e Spagna. Notizie di stampa hanno indicato un valore di Plt attorno agli 800 milioni di euro. Prezzo che gli esperti di Equita SIM considerano “ragionevole”. Grazie alla mossa la controllata del gruppo, Plenitude, potrà superare i 2 GW di capacità installata e aggiungere maggiore visibilità al target di 6 GW nel 2025.

La SIM milanese ha una raccomandazione “Buy” sul titolo con prezzo obiettivo a 19 euro. Anche gli esperti di Banca Akros hanno apprezzato la mossa: la raccomandazione è “Buy” con target di prezzo a 18,5 euro. Intesa Sanpaolo (“Buy”) ha invece indicato un prezzo obiettivo inferiore, a 16,6 euro per azione. Oltre a ciò, ENI starebbe trattando l’acquisizione del produttore di gas e petrolio Neptune Energy per circa 5-6 miliardi di dollari. Il colosso energetico italiano dell’energia è al lavoro con un advisor per studiare la fattibilità di un deal, si legge su Bloomberg.

Neptune, sostenuta dai fondi di private equity Carlyle Group e CVC Capital Partners, potrebbe valutare opzioni alternative, inclusa una IPO. Per il gruppo italiano l’acquisizione consentirebbe di espandere il business del gas naturale, un tema fondamentale per i suoi piani di crescita. ENI mira ad incrementare il peso del gas a oltre il 90% della sua produzione di idrocarburi entro il 2050, riducendo invece la quota relativa al petrolio e le emissioni di carbonio.

Circa il 75% della produzione di Neptune proviene da gas naturale nel Mare del Nord, Nord Africa e Asia, in regioni in cui il Cane a sei zampe è già operativo. Guardando ai conti del gruppo, ENI ha terminato i primi nove mesi dell’anno con ricavi della gestione caratteristica pari a 100,99 miliardi di euro (+103% rispetto ai 49,81 a/a). La produzione di idrocarburi era scesa del 3% a 1,61 milioni di boe/giorno. L’utile operativo adjusted era di 16,8 miliari di euro, in significativo aumento rispetto ai 5,86 miliardi ottenuti nello stesso periodo del 2021.

L’utile netto adjusted è stato positivo per 10,81 miliardi di euro (2,63 miliardi registrati nei primi nove mesi dello scorso anno). L’utile netto è stato pari a 13,26 miliardi di euro. Nel solo terzo trimestre del 2022, ENI ha registrato un risultato operativo adjusted positivo per 5,77 miliardi di euro, l’utile netto adjusted è aumentato a 3,73 miliardi, rispetto agli 1,43 miliardi di euro del terzo trimestre del 2021. Nel periodo in esame la produzione di idrocarburi è scesa del 7% a 1,58 milioni di boe/giorno.

ENI ha segnalato che per quest’anno è previsto un cash flow adjusted prima del capitale d’esercizio al costo di rimpiazzo nell’ordine dei 20 miliardi di euro, allo scenario di 100 dollari/barile di brent (rispetto alla previsione iniziale di 20 miliardi nello scenario di 105 dollari/barile), assumendo nessuna significativa interruzione nei flussi di gas dalla Russia. I capex organici sono previsti a 8,3 miliardi di euro, in linea con la guidance precedente. La produzione di idrocarburi per l’anno è indicata a circa 1,63 milioni di boe/giorno, in linea con la precedente indicazione di 1,67 milioni.

Il Cane a sei zampe stima inoltre circa 750 milioni di boe di nuove risorse esplorative attese nel 2022, in aumento rispetto al precedente target di 700 milioni di boe. Fronte buy back, ieri ENI ha comunicato di aver concluso il programma di acquisto di azioni proprie: tra il 28 e il 29 novembre 2022 la società ha acquistato n 4.322.849 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 14,0850 euro per azione, per un controvalore complessivo di 60.887.377,41 euro.

Con questi acquisti si è concluso il programma di acquisto di azioni proprie per il 2022. Nel dettaglio, il programma era stato avviato il 30 maggio scorso e il 29 luglio il gruppo aveva comunicato al mercato l’aumento dell’impegno per il buy back a 2,4 miliardi di euro. Alla luce di ciò, ad attirare la nostra attenzione è stato il Discount Certificate di Société Générale con ISIN DE000SQ05EN7 che ha come sottostante proprio ENI. Vediamo cosa dice l’analisi tecnica sulla big cap di Piazza Affari.

 

Azioni ENI: l’analisi tecnica

Il quadro tecnico di ENI rimane impostato al rialzo nonostante la recente flessione dei prezzi vista dai massimi del 16 novembre 2022. I corsi rimangono all’interno di un trend ascendente dopo aver rimbalzato in area 10,40 euro a fine settembre scorso. Visto il recente movimento correttivo, si potrebbero attendere segnali di forza in prossimità dei vicini supporti orizzontali prima di implementare strategie di matrice rialzista.

A tal proposito è bene evidenziare il sostegno statico a 12,80 euro, livello lasciato in eredità dai minimi registrati ad aprile scorso. Una ripartenza dei corsi da quest’area di concentrazione di domanda potrebbe permettere nuovi acquisti in linea con il trend dominante. Il tal caso, l’obiettivo di profitto dei compratori sarebbe localizzabile in area 14 euro, dove al momento transita la linea di tendenza discendente che collega i massimi registrati a marzo e giugno 2022.

 

Investire sulle azioni ENI con i Certificati

La situazione descritta sinora su ENI è particolarmente interessante se si guarda al Discount Certificate di Société Générale con ISIN DE000SQ05EN7. Questo prodotto è quotato dal 30 settembre 2022 sul mercato SeDeX di Borsa Italiana a un prezzo di emissione di 9,15 euro. Questo strumento offre un’esposizione all’andamento del prezzo dell’azione sottostante fino ad un determinato livello (Cap) a fronte di un prezzo di emissione inferiore al prezzo dell’azione stessa, da qui il nome “Discount” (“sconto” in italiano).

Il prezzo di mercato durante la vita del prodotto sarà inferiore o uguale al prezzo dell’azione sottostante. I Discount Certificate sono prodotti che permettono di puntare sull’eventuale rialzo del sottostante, garantendosi un margine al ribasso in caso di andamento negativo dei corsi, grazie proprio allo “sconto” nel prezzo d’acquisto, a fronte però di un limite all’eventuale guadagno.

A scadenza, questo strumento prevede un rimborso pari al Prezzo di Riferimento dell’azione sottostante alla Data di Valutazione (14 dicembre 2023), fino ad un livello massimo pari al Cap fissato al momento dell’emissione, in questo caso a 12 euro. A scadenza questo strumento prevede due possibili scenari di rimborso:

1) Se alla Data di Valutazione il prezzo di ENI sarà uguale o superiore al Cap (12 euro), verrà corrisposto un Importo di Rimborso pari al Cap moltiplicato per il Multiplo (1:1) (Importo massimo = 12 euro).

2) Se invece alla Data di Valutazione il prezzo di ENI sarà inferiore al Cap (12 euro), verrà corrisposto un Importo di Rimborso pari al Prezzo di Riferimento del Sottostante alla Data di Valutazione moltiplicato per il Multiplo (1:1). In questo scenario è possibile incorrere in una perdita del capitale investito nel caso in cui l’Importo di Rimborso sia inferiore al prezzo di acquisto del prodotto.

Al momento della scrittura il Certificato quota ad un prezzo ask di 10,69 euro, a sconto di 2,781 euro rispetto all’attuale valore di Borsa di ENI, presentando dunque un rendimento massimo del 12,25%. Per scoprire l’intera gamma con tutti i sottostanti disponibili clicca qui.

 

 

 

 

 

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