Tempo di bilanci per le due criptovalute più capitalizzate e diffuse anche a livello finanziario dopo il lancio di numerosi ETF ed ETN che replicano l’andamento di Bitcoin ed Ethereum. Non un trimestre certamente positivo con il dato in dollari che segnala un bear market per entrambe visti i ribassi superiori al 20% in questo primo scampolo di 2026. Un contesto quindi ancora negativo dopo la batosta del 2025.
Evidente che Bitcoin è maturato. La sua volatilità anche durante le recenti fasi di mercato è stata relativamente contenuta rispetto agli standard a cui ci aveva abituato. Ma altrettanto evidente che Bitcoin non è un porto sicuro verso cui convergere, non è una riserva di valore e nemmeno un asset in grado di proteggere dall’inflazione. Come Ethereum è molto più semplicemente da considerare come un asset speculativo.
La dimostrazione è arrivata proprio da gennaio 2025 in avanti, ovvero da quando Trump si è insediato alla Casa Bianca. Al tempo Bitcoin, gonfio di speranze elettorali fatte dal tycoon, quotava sui massimi di 105 mila euro, oggi siamo sotto 60 mila. La spike del petrolio che sta abbattendo il mercato dei bond a causa di maggiori aspettative di inflazione, non ha trovato in Bitcoin una sponda. Stesso discorso vale nel rapporto di forza con l’oro con la crypto decisamente perdente negli ultimi tempi.
Bitcoin ed Ethereum: non ci sono segnali di ripresa
Ma quale è la condizione tecnica di Bitcoin. Analizzando il grafico in dollari, la soglia di 60 mila a fatica sta tenendo, ma il flebile rimbalzo fa temere per un nuovo tentativo di sfondamento verso il basso. Se diamo per buona la formalizzazione della figura di testa e spalla ribassista, con la rottura di 86k gli obiettivi ribassisti fanno tremare i polsi e vedono sotto 40k un target teoricamente raggiungibile. Probabile che area 50/52 (minimi dell’estate 2024) riesca ad arginare questa fase negativa, ma per il momento pensare ad un recupero di Bitcoin è idea abbastanza difficile da assecondare.

Anche Ethereum poggia su un terreno tecnico fragile. La linea di supporto che sosteneva il bull market dai tempi del Covid, dopo un tentativo poi rimarginato nel 2025, è di nuovo sotto attacco con la definitiva perdita di 1.400 USD che sancirebbe la capitolazione di ETH a quel punto destinato al supporto psicologico di quota 1.000.

Anche per Ethereum la discesa è stata impressionante con i massimi storici vicini a 5.000 dollari solo ad agosto 2025. Oggi, dopo appena sette mesi, siamo 3 mila dollari sotto a conferma che tante delle attese sognate dai crypto investitori sono andate deluse. E per ora all’orizzonte non si vedono segnali tecnici di ripresa.