Inutile girarci intorno: il crollo delle criptovalute e, in particolare, di Bitcoin sta scuotendo profondamente l’universo di trader e piccoli investitori che avevano riposto grandi aspettative nel nuovo ciclo rialzista, alimentato anche dal lancio degli ETF spot da parte di iShares e degli altri emittenti.
Da inizio anno il ribasso di Bitcoin sfiora ora il 30%, mentre Ethereum perde circa il 50%. In questo contesto, anche dal punto di vista grafico, diventa complesso individuare nel breve un rimbalzo convincente, che tuttavia appare tecnicamente necessario.
Il rendimento per chi ha investito su Bitcoin attraverso il primo ETF di iShares (IBIT) resta ancora positivo (+35% da gennaio 2024). Tuttavia, rispetto ai massimi di ottobre 2025, il prezzo si è più che dimezzato. È plausibile che proprio la pressione di vendite da parte di investitori più deboli, entrati sul trend rialzista e usciti durante la fase di correzione, abbia contribuito ad accelerare la discesa.
Bitcoin, fattori macro e narrativi: energia, AI e tassi
Diversi elementi hanno probabilmente pesato sul settore. Le aspettative legate alle promesse politiche di Donald Trump sullo sviluppo del comparto non si sono concretizzate.
A questo si aggiungono costi energetici più elevati e la crescente competizione con il settore dell’intelligenza artificiale, sempre più energivoro e capital-intensive, che potrebbe aver sottratto risorse e attenzione al mining e alla blockchain.
Sul fronte macro, il rendimento reale positivo dei Treasury, con tassi nominali vicini al 5%, rappresenta un’alternativa più attrattiva rispetto agli asset risk-on. Questo contesto ha contribuito anche a prese di profitto sull’oro.
Nel complesso, la perdita della correlazione tradizionale con l’azionario e l’erosione delle narrative rialziste hanno indebolito il sentiment, aprendo però spazio a possibili approcci contrarian.
Bitcoin: supporti chiave e livelli di ritracciamento
Nel precedente aggiornamento di metà maggio si osservava come il movimento rialzista potesse aver già espresso gran parte del proprio potenziale, indicando area 85.000 dollari come possibile zona di alleggerimento delle posizioni long. Il mercato si è poi spinto fino a 83.000 dollari prima della successiva fase di ribasso, che ha portato alla rottura anche dei minimi di febbraio.
Un elemento tecnico rilevante è la presenza del ritracciamento di Fibonacci al 61,8% dell’intero rialzo iniziato nel 2022, collocato poco sotto area 60.000 dollari. Inoltre, l’RSI settimanale si trova in area di ipervenduto, mentre gli stessi livelli coincidono con precedenti minimi rilevanti del 2024.
Lo scenario negativo non è trascurabile. Una possibile proiezione tecnica di una figura di testa e spalle, una volta completata, non esclude estensioni fino all’area 40.000 dollari. Una variante più moderata del conteggio indica invece 50.000 dollari, derivata da un approccio proporzionale sulla struttura del movimento.
Bitcoin a rischio bear market
I livelli di supporto risultano attualmente sotto forte pressione. In assenza di una reazione significativa, un ulteriore ribasso nell’ordine del 20% non può essere escluso. Uno scenario che, se confermato, riporterebbe Bitcoin in linea con dinamiche tipiche dei bear market successivi agli halving, storicamente caratterizzati da fasi correttive profonde prima di nuovi cicli rialzisti.