Il Bitcoin arretra sotto la soglia dei 76.000 dollari dopo che l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha interrotto il rally del weekend, riportando volatilità sui mercati finanziari globali. La principale criptovaluta aveva toccato un massimo vicino ai 78.300 dollari venerdì, sui livelli più elevati da inizio febbraio, ma il clima è rapidamente cambiato nel fine settimana.
Escalation nello Stretto di Hormuz: tensioni geopolitiche pesano sugli asset rischiosi
Le minacce di Teheran di chiudere rotte marittime strategiche nello Stretto di Hormuz e, successivamente, l’intervento della marina statunitense con il sequestro di una nave cargo iraniana hanno innescato una fase di avversione al rischio.
Secondo le autorità iraniane, l’azione militare rappresenterebbe una violazione del cessate il fuoco, già sotto pressione e in scadenza nei prossimi giorni. Teheran avrebbe inoltre deciso di ritirarsi da un nuovo round di negoziati, giudicando eccessive le richieste di Washington e lasciando presagire un possibile deterioramento del quadro diplomatico.
Il peggioramento del contesto geopolitico ha avuto ripercussioni su tutti gli asset rischiosi. I futures sugli indici statunitensi hanno registrato cali generalizzati, mentre il comparto energetico ha reagito in senso opposto: i prezzi del petrolio sono balzati, riflettendo i timori di un’interruzione prolungata delle forniture in una regione che rappresenta circa un quinto del traffico globale di greggio.
ETF su Bitcoin: afflussi ancora solidi
Nonostante l’aumento della volatilità, il segmento degli ETF spot su Bitcoin continua a mostrare segnali di forza. Nella settimana tra il 13 e il 17 aprile, i flussi netti hanno raggiunto 996 milioni di dollari, segnando la terza settimana consecutiva di afflussi.
Il contributo principale è arrivato dall’IBIT di BlackRock, con ingressi per oltre 900 milioni di dollari, seguito dall’ETF ARKB di Ark & 21Shares. Sul fronte opposto, il fondo FBTC di Fidelity ha registrato deflussi per circa 104 milioni.
Il patrimonio complessivo degli ETF spot su Bitcoin si attesta intorno ai 101 miliardi di dollari, pari a circa il 6,5% della capitalizzazione totale della criptovaluta, confermando un interesse strutturale da parte degli investitori istituzionali anche in un contesto di elevata incertezza.
Criptovalute, Bitcoin: cosa dice il Forecaster

Le quotazioni del Bitcoin rimangono impostate al rialzo nel breve termine, grazie al recupero registrato da fine marzo. Il quadro grafico si confermerebbe orientato al rialzo con il superamento della resistenza a 75.990 dollari, che rappresenta la parte superiore del trading range in atto da febbraio.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase di rialzo fino alla fine della prima decade di maggio, seguita da una possibile fase ribassista che potrebbe estendersi fino alla terza decade di maggio.


Il tool “Pattern” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a 1 mese, evidenzia scenari contrastanti. Nello scenario “best match” (linea blu) si stima un iniziale rialzo verso area 79.060 dollari, seguito da uno storno in area 68.510 dollari, mentre nello scenario “long” (linea verde) il modello stima un iniziale ribasso verso area 70.000 dollari, seguito da un possibile rialzo verso gli 87.510 dollari (guarda come funziona il tool “Pattern” di Forecaster Terminal).

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