Wall Street ha archiviato la seduta di martedì in rialzo, sostenuta soprattutto dai titoli dei semiconduttori e da un allentamento delle tensioni sul mercato obbligazionario. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,3%, mettendo a segno la terza seduta positiva consecutiva, mentre lo S&P 500 è avanzato dello 0,32% e il Nasdaq Composite dello 0,66%. La tecnologia ha così recuperato parte del terreno perduto nelle ultime settimane, con l’iShares Semiconductor ETF salito dell’1,6% alla vigilia della trimestrale di Nvidia.
A favorire il clima sulle Borse USA è stato anche il ripiegamento dei rendimenti dei Treasury dopo le tensioni della scorsa settimana. Il rendimento del decennale statunitense ieri ha perso quasi 8 punti base, dopo che nei giorni precedenti il tratto lungo della curva aveva raggiunto livelli pluriennali e il trentennale si era spinto su valori che non si vedevano da quasi vent’anni. Un movimento che ha restituito un po’ di respiro ai comparti maggiormente sensibili ai tassi, pur senza cancellare le inquietudini sul fronte fiscale statunitense e sulla tenuta del mercato obbligazionario.
Sul versante delle materie prime, il petrolio ha continuato a perdere terreno dopo i segnali di distensione sullo Stretto di Hormuz. Iran e Oman hanno riferito di essere vicini a un’intesa per garantire un corridoio temporaneo di navigazione e avviare un progetto congiunto per la rimozione delle mine.
Il Brent è sceso sotto quota 90 dollari al barile, mentre Washington ha finora evitato un’estensione significativa delle sanzioni secondarie verso i Paesi che commerciano con Teheran. In questo quadro, il ritorno dell’appetito per il rischio ha coinvolto anche Bitcoin, che non è riuscito a mantenersi sopra gli 80.000 dollari ma ha comunque raggiunto la chiusura più elevata da maggio.
Il fulcro della seduta è stato tuttavia il comparto tecnologico. Luke Lango, senior investment analyst di InvestorPlace, ha osservato che i principali benchmark legati all’intelligenza artificiale si trovano sostanzialmente sugli stessi livelli di tre mesi e mezzo fa, interpretando questa fase come "un consolidamento prima di un breakout, non prima di una rottura al ribasso". In questa aporìa tra ripartenza e nuova debolezza, la trimestrale di Nvidia rappresenta il passaggio più rilevante.
Azioni Wall Street: future misti con PCE e conti Nvidia
La seduta odierna si apre con indicazioni contrastanti dai derivati sugli indici. Nel pre-market il future sul Dow Jones registra un rialzo dello 0,07%, il contratto sullo S&P 500 cede lo 0,04%, mentre il derivato sul Nasdaq 100 arretra dello 0,14%. Movimenti contenuti, coerenti con l’attesa per due appuntamenti capaci di orientare le prossime sedute: il dato sull’inflazione PCE e la trimestrale di Nvidia.
L’indice dei prezzi delle spese per consumi personali a luglio, la misura dell’inflazione maggiormente osservata dalla Federal Reserve, si è confermato al +3,7% annuo. Il dato è risultato sostanzialmente in linea con le stime.
Il mercato obbligazionario resta infatti uno dei nodi della giornata. Le tensioni sul tratto lungo della curva hanno alimentato la diatriba sull’intervento del Tesoro statunitense attraverso il programma di buyback. Stanley Druckenmiller ha criticato l’aumento degli acquisti sul lungo termine, sostenendo che il solo percorso durevole per comprimere i rendimenti passi attraverso una riduzione del deficit e non tramite operazioni di gestione della liquidità. Per gli investitori, la dinamica dei Treasury resta quindi un fattore cogente nella valutazione delle Borse USA.
Sul fronte geopolitico, gli operatori seguono gli sviluppi in Medio Oriente e il negoziato tra Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz. Il calo del petrolio riduce per il momento uno dei principali rischi inflazionistici, anche se il traffico nello Stretto rimane nettamente inferiore alla media precedente al conflitto. A questo si aggiunge una nuova frizione commerciale tra Stati Uniti e Canada: Ottawa ha annunciato controdazi su 27,6 miliardi di dollari di beni americani, con aliquote fino al 50% e applicazione dal prossimo 8 settembre, dopo il fallimento delle trattative commerciali con Washington.
L’attenzione resta però concentrata sulla tecnologia, visto che Nvidia pubblicherà i risultati del secondo trimestre dopo la chiusura di Wall Street. Il gruppo, che vale oltre 5.000 miliardi di dollari ed è il maggiore componente dello S&P 500, rappresenta un barometro per l’intera filiera dell’intelligenza artificiale. Il mercato cerca non soltanto una nuova crescita di utili e ricavi, ma indicazioni che confermino la solidità degli investimenti nell’AI. "Siamo a un bivio e questo rende il trimestre particolarmente importante", ha osservato Jay Woods di Freedom Capital Markets, sottolineando come il titolo debba ancora scegliere una direzione più definita dopo mesi di andamento laterale.
In prospettiva, gli investitori guardano inoltre all’intervento di venerdì del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole. Piper Sandler ritiene improbabile un’analisi dettagliata delle prossime mosse di politica monetaria, ipotizzando invece un discorso maggiormente concentrato sui temi strutturali e sul lato dell’offerta.
Wall Street Oggi: Nvidia, Intuit e Zoom tra i titoli da seguire
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Nvidia: nel pre-market il titolo registra +0,36%. Il gruppo pubblicherà i risultati del secondo trimestre dopo la chiusura. Wall Street prevede un utile per azione di 2,09 dollari su ricavi per 92,28 miliardi. Dopo quattro trimestri consecutivi nei quali le azioni hanno perso terreno in seguito ai risultati, l’attenzione sarà rivolta soprattutto alle prospettive sulla domanda di chip per l’intelligenza artificiale e alla capacità del management di confermare un quadro di crescita. Il titolo è salito di circa il 15% dall’inizio del 2026 (Trimestrale Nvidia: le attese e cosa scontano le opzioni).
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Intuit: nel pre-market le azioni cedono oltre l’11%. La società di software fiscale e contabile ha previsto un rallentamento della crescita delle vendite nel nuovo esercizio, in un contesto segnato dalla flessione dell’attività legata ai prodotti desktop. Le indicazioni hanno prevalso sui risultati e innescato vendite sul titolo.
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Zoom Communications: nel pre-market il titolo perde oltre il 5%. Nel secondo trimestre i ricavi sono aumentati e il business enterprise ha registrato la crescita più forte degli ultimi anni, ma la guidance per il terzo trimestre ha deluso le aspettative. La società prevede un utile per azione compreso tra 1,46 e 1,48 dollari, contro gli 1,50 dollari attesi da FactSet. I ricavi sono stimati tra 1,275 e 1,28 miliardi, a fronte di attese pari a 1,28 miliardi.
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Meta Platforms: +1,52% prima dell'avvio. Secondo Bloomberg, il gruppo e i procuratori generali di alcuni Stati americani avrebbero discusso la possibilità di raggiungere un accordo durante il processo che accusa Meta di aver reso Facebook e Instagram capaci di generare dipendenza tra gli utenti più giovani.
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Salesforce, CrowdStrike e HP: -2%, -0,35% e parità in attesa dei risultati (Azioni CrowdStrike: stasera la trimestrale, cosa aspettarsi).