Wall Street ha chiuso la seduta di ieri in rialzo, con lo S&P 500 a +0,58%, il Nasdaq a +0,45% e il Dow Jones a +0,49%. Per lo S&P 500 e il listino tecnologico si è trattato di nuovi massimi storici di chiusura.
A riaprire la strada agli acquisti è stata soprattutto la temporanea distensione sul fronte obbligazionario ed energetico. Il rendimento del Treasury decennale è sceso al 5,27% mentre il petrolio ha frenato, alleggerendo almeno per una seduta il timore che il rincaro dell’energia possa alimentare una nuova fase di pressione inflazionistica. In questo contesto gli investitori sono tornati sul tema dominante del 2026: l’intelligenza artificiale. Sei delle Magnificent Seven hanno chiuso in rialzo e il comparto dei semiconduttori ha sostenuto il Nasdaq.
Il movimento, tuttavia, continua a mostrare una dicotomia significativa. Lo S&P 500 e il Nasdaq aggiornano i record grazie soprattutto alla tecnologia e ai titoli legati all’AI, ma il Russell 2000 ha perso lo 0,6% e il Dow resta oltre il 5% sotto il massimo di agosto. La propensione al rischio quindi resiste, ma il rally rimane molto più concentrato di quanto suggeriscano i nuovi massimi degli indici principali.
Wall Street Oggi: Treasury e petrolio sfidano ancora il rally
Il quadro cambia nel pre-market di mercoledì. Il future sul Dow Jones cede circa lo 0,6%, il contratto sullo S&P 500 arretra dello 0,3% e il derivato sul Nasdaq perde circa lo 0,7%. Il rendimento del Treasury decennale è tornato in area 5,3%, con il trentennale salito fino al 5,72%, massimo dal 2002. Anche il Brent è risalito sopra i 100 dollari al barile.
È questa la tensione centrale della giornata: Wall Street continua a prezzare una crescita degli utili molto robusta e a premiare l’AI, ma deve contemporaneamente convivere con un costo del capitale sempre più elevato. Il rialzo simultaneo di petrolio e rendimenti riporta quindi l’attenzione sul rischio inflazione e sulla capacità delle valutazioni azionarie, soprattutto quelle a maggiore duration, di assorbire tassi lunghi su questi livelli.
Focus alle 20 italiane sui verbali della riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre, conclusa con un rialzo dei tassi. Il mercato cercherà soprattutto indicazioni sulla disponibilità del FOMC a proseguire la stretta monetaria. Il pricing assegna appena il 20,5% di probabilità a un nuovo aumento in ottobre, ma porta all’84,5% la possibilità di un rialzo entro dicembre.
La lettura delle minute sarà ancora più importante alla luce del recente indeobolimento del mercato del lavoro e della contemporanea persistenza delle pressioni inflazionistiche. Un FOMC più "hawkish" delle attese potrebbe alimentare un nuovo rialzo dei rendimenti e mettere alla prova soprattutto il comparto growth. Indicazioni più prudenti rafforzerebbero invece l’ipotesi di una pausa a fine ottobre.
Sul mercato obbligazionario arriverà inoltre l’asta da 39 miliardi di dollari di Treasury a dieci anni. Dopo le recenti tensioni sulla parte lunga della curva, la domanda degli investitori offrirà un ulteriore test sulla sostenibilità degli attuali livelli dei rendimenti.
Azioni USA: SpaceX, Constellation Brands e Intel sotto i riflettori
-
SpaceX: cede circa l’1,9% nel pre-market dopo le indiscrezioni secondo cui la società starebbe preparando un finanziamento da 40 miliardi di dollari per acquistare chip Nvidia destinati alla propria infrastruttura AI. L’operazione prevederebbe circa 10 miliardi di prestiti bancari e 30 miliardi di debito investment grade. La dimensione del finanziamento riporta in primo piano un tema sempre più importante per l’AI trade: l’enorme fabbisogno di capitale necessario per sostenere gli investimenti infrastrutturali.
-
Constellation Brands: perde circa l'1% nel pre-market nonostante ricavi e utili trimestrali superiori alle attese. Le vendite nette sono cresciute del 6% a 2,63 miliardi di dollari e l’EPS rettificato si è attestato a 3,74 dollari, ma il mercato guarda alla debolezza dei volumi della birra e a una guidance annuale meno brillante delle aspettative. Il movimento mostra come, con valutazioni elevate, battere il consensus non sia sufficiente se le indicazioni sulla domanda deludono.
-
Intel: Elon Musk ha precisato che TSMC non gestirà il progetto Terafab. Tesla e SpaceX costruiranno e opereranno direttamente il complesso, con un eventuale ruolo di TSMC limitato a parte del sito. La precisazione riduce il rischio che Intel venga marginalizzata nel progetto e riporta l’attenzione sul valore strategico della tecnologia 14A per le ambizioni foundry del gruppo. INTC prima dell'avvio segna un -0,3%.
-
Penguin Solutions: sale di oltre il 4% nel pre-market dopo risultati trimestrali superiori alle attese e il miglioramento dell’outlook per l’esercizio 2027. I ricavi del quarto trimestre sono aumentati del 68% a 567 milioni di dollari, sostenuti dalla domanda di infrastrutture e memoria per data center AI. Il dato rafforza la tesi secondo cui la spesa per intelligenza artificiale continua a propagarsi oltre i grandi produttori di chip.
-
AMD: il titolo risente insieme agli altri semiconduttori del ritorno delle pressioni sui rendimenti obbligazionari dopo la forte performance della vigilia. Il passaggio è significativo perché il comparto chip è stato uno dei principali motori dei recenti record del Nasdaq e resta quindi particolarmente sensibile a un ulteriore aumento del costo del capitale. -2%.
- Sigma Lithium: guadagna circa il 5,9% nel pre-market dopo che una Corte federale d’appello brasiliana ha concesso una sospensiva che conferma le licenze ambientali e permette la piena ripresa delle attività nel complesso Grota do Cirilo. La decisione rimuove un rischio operativo che aveva pesato sul titolo nelle ultime settimane e riporta il focus sulla capacità produttiva della società.