Wall Street ha chiuso in calo la seduta di martedì, incapace di scrollarsi di dosso la pressione proveniente dal mercato obbligazionario. Il Dow Jones ha perso lo 0,3%, lo S&P 500 lo 0,2% e il Nsasdaq Composite lo 0,1%, dopo flessioni più marcate registrate durante la giornata.
Il tentativo di recupero è arrivato dopo le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve di New York John Williams, interpretate dagli investitori in senso più accomodante. Insieme ai dati sul mercato del lavoro più deboli delle attese, le parole del banchiere centrale hanno ridotto al 42% le probabilità attribuite a un rialzo dei tassi alla riunione Fed di ottobre, dal 51% del giorno precedente (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026). Anche il rendimento del Treasury a 2 anni, più sensibile alle aspettative sulla politica monetaria, è sceso.
Nemmeno questo, tuttavia, è bastato a riportare stabilmente il risk appetite. Il rendimento del Treasury trentennale ha raggiunto il 5,623%, massimo intraday dal 2002, con il decennale vicino al 5,3%. È questa la variabile che continua a pesare sulle Borse USA: rendimenti così elevati aumentano il costo del capitale e rendono più severo il confronto tra valutazioni azionarie e alternativa obbligazionaria.
Luke Lango, analista di Innovation Investor, ha definito questi livelli dei rendimenti "una quantità realmente preoccupante di tightening finanziario", tale da poter provocare, in condizioni normali, una forte correzione o persino una recessione.
Wall Street Oggi: rendimenti e Fed restano il vero test del mercato
La seduta odierna parte quindi con una gerarchia dei driver piuttosto chiara: il future sul Dow Jones segna +0,06%, il contratto sullo S&P 500 +0,04% e il derivato sul Nasdaq -0,07%.
Il punto centrale resta il mercato dei Treasury. Martedì Wall Street ha mostrato una certa capacità di assorbire rendimenti molto elevati, recuperando parte delle perdite intraday, ma la resilienza degli indici convive con condizioni finanziarie sempre più restrittive.
Finché il decennale resterà nei pressi del 5,3% e il trentennale in quota 5,6%, ogni segnale più accomodante dalla Fed rischia di produrre soltanto un sollievo contingente.
Azioni USA: Boeing, Robinhood e Micron sotto i riflettori
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Boeing: sale di oltre il 3% nel pre-market dopo essersi aggiudicata un contratto da oltre 20 miliardi di dollari della US Navy per sviluppare il caccia stealth F/A-XX di nuova generazione.
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Northrop Grumman: perde quasi il 4%. La società era l'altro concorrente per il contratto F/A-XX assegnato a Boeing e il movimento riflette quindi l'esito negativo della gara.
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Robinhood: guadagna oltre il 2% nel pre-market dopo aver presentato una serie di nuovi prodotti e servizi al HOOD Summit, tra cui trading azionario 24/7 anche nel weekend, strumenti basati sull'intelligenza artificiale, perpetual futures e nuove funzionalità legate agli earnings.
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Fair Isaac: dopo il -26,5% di ieri, prima dell'avvio segna un -1,3%. La FHFA punta ad ampliare l'utilizzo di VantageScore nei mutui garantiti da Fannie Mae e Freddie Mac e Rocket Mortgage ha indicato VantageScore come modello preferenziale per alcuni prestiti.
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Micron Technology: segna un +0,45% nel pre-market in attesa dei risultati trimestrali previsti dopo la chiusura. L'attenzione sarà soprattutto sulle indicazioni relative alle memorie HBM, sull'andamento dei prezzi e sulla sostenibilità della domanda legata all'AI, dopo il forte rally accumulato dal titolo nel 2026.
- Concentrix: perde circa il 9% nel pre-market dopo risultati contrastanti. L'EPS adjusted ha superato le attese, ma i ricavi sono risultati leggermente inferiori e sul sentiment pesano gli elevati costi legati alla trasformazione verso servizi di customer care basati sull'AI.
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Apple: secondo indiscrezioni, il nuovo CEO John Ternus starebbe valutando una profonda revisione dell'organizzazione e della strategia del gruppo, con cicli di lancio meno rigidi, meno livelli manageriali, sviluppo dei prodotti più rapido, maggiore sperimentazione, contenimento dei costi e nuove fonti di ricavo. Sullo sfondo ci sarebbe un 2027 particolarmente ricco di nuovi prodotti, tra AirPods con fotocamera, smart glasses e l'iPhone del ventesimo anniversario. Titolo piatto.
- Oura: ha rinviato il proprio debutto sul mercato. La società ha motivato la decisione con l'incertezza del mercato delle IPO nonostante una domanda definita forte. Tra giugno 2025 e giugno 2026 Oura ha generato ricavi per 1,4 miliardi di dollari e un utile netto di 59 milioni.