Juventus, rosso a 66 mln e nuova ricapitalizzazione: azioni a picco | Investire.biz

Juventus, rosso a 66 mln e nuova ricapitalizzazione: azioni a picco

30 set 2026 - 10:31

30 set 2026 - 10:41

Le azioni Juventus scontano la perdita 2025/26 da 66 milioni e la delega per un aumento fino a 250 milioni. Exor versa subito 60 milioni e apre all'inoptato

Le Borse europee provano a rifiatare dopo una partenza di settimana dominata dalle vendite sul reddito fisso. A circa un'ora dall'avvio degli scambi, il FTSE Mib sale dello 0,6%, il DAX guadagna lo 0,67% ed il Cac40 avanza di un quarto di punto percentuale.

Sullo sfondo restano la fiducia dei consumatori americani, crollata ai minimi dal 2014, e la guerra tra Stati Uniti e Iran, che tiene alti i timori sull'inflazione e i rendimenti dei Treasury.

Il caso di giornata è però rappresentato dalle azioni Juventus. Il titolo al momento passa di mano a 1,741 euro, -6,65% rispetto al dato precedente. 

 

 

Azioni Juventus: ricavi in calo e cassa quasi azzerata

L'esercizio al 30 giugno 2026 si è chiuso con un'ultima riga di conto economico a -66 milioni, contro i -58,1 milioni dell'anno precedente. Il dato è in linea con le stime diffuse con la semestrale. Il totale di ricavi e proventi è sceso del 10,4% a 474,7 milioni. A pesare sono stati il calo dei proventi da gestione dei diritti dei calciatori (-51,9 milioni) e i diritti media, arretrati di 31,9 milioni.

Su questa voce incidono anche i 27 milioni incassati un anno prima dal Mondiale per club Fifa. In controtendenza le sponsorizzazioni, salite a 126 milioni trainate dagli accordi di maglia siglati da Stellantis Europe e Visit Detroit.

La cura sui costi c'è stata. I costi operativi sono calati di 42,1 milioni a 363,6 milioni, con il monte ingaggi dei tesserati passato da 220,3 a 209,8 milioni. Il risultato operativo è però peggiorato a -39,4 milioni. Sul conto hanno pesato gli oneri per l'esonero dell'allenatore a ottobre, l'uscita dell'Amministratore delegato a giugno, svalutazioni sulla rosa e la sanzione Uefa.

Il nodo è la struttura finanziaria. L'indebitamento netto post Ifrs 16 è salito a 331,1 milioni dai 280,2 di giugno 2025. La crescita è legata a 102,4 milioni di esborsi per il mercato e a 35,2 milioni di investimenti, tra cui l'immobile del J|hotel. La liquidità è scesa a 5,5 milioni da 36,6 milioni e il patrimonio netto consolidato si è ridotto a 11,5 milioni. Il club ricorda che 190,3 milioni di debito sono coperti da immobili di proprietà e che restano inutilizzati 298,6 milioni di linee bancarie.

 

 

Guidance in rosso, la delega da 250 milioni

Le previsioni del Cda non concedono sconti. Il 2026/27 è atteso in perdita sia a livello di risultato sia di cash flow, per il minor gettito dell'Europa League rispetto alla Champions. Per i due esercizi successivi il management prevede un miglioramento graduale. Il miglioramento diventerebbe significativo dal 2027/28 solo con un ritorno ai risultati sportivi della media storica.

Da qui la richiesta ai soci. L'assemblea del 3 novembre voterà una delega al Consiglio per aumentare il capitale fino a 250 milioni, sovrapprezzo incluso. L'obiettivo è lanciare un'offerta in opzione entro fine anno "a sostegno del rafforzamento della struttura patrimoniale e della competitività sportiva, di possibili upgrade degli asset immobiliari strategici (in primis, l’Allianz Stadium), della valorizzazione del brand e della sostenibilità economico-finanziaria".

Fonte: Elaborazione Investire.biz

 

Secondo la società il fabbisogno effettivo per l'esercizio in corso e, in parte, per il successivo vale circa il 45-50% della delega, cioè tra 112,5 e 125 milioni. Exor, che controlla il 65,4%, sottoscriverà la propria quota e si è detta disponibile a garantire l'eventuale inoptato. Verserà inoltre subito 60 milioni in conto futuro aumento "a ulteriore conferma del suo impegno di lungo termine nei confronti di Juventus e della fiducia nel valore intrinseco del club".

La prima fase del mercato estivo, intanto, ha già prodotto un effetto finanziario netto negativo per 93,8 milioni. E dal termine del 2026/27 scatterà il nuovo parametro Figc sul pareggio di bilancio.

 

 

Forecaster: fair value azioni a 2,27 euro, solidità sotto la lente

I numeri raccolti sulla piattaforma Forecaster.biz raccontano di un'azione Juventus in estrema difficoltà: -19,5% nell'ultimo mese e -42,2% da inizio anno. La capitalizzazione indicata è di 778 milioni: la delega pesa quindi circa un terzo del valore di Borsa delle azioni Juventus.

Il fair value medio stimato da Forecaster è di 2,27 euro, oltre 30 punti percentuali rispetto ai livelli attuali. La stima poggia però su un solo metodo, il rapporto EV/Sales, perché i modelli basati su flussi di cassa e utili risultano non applicabili. Sui dati semestrali il margine operativo al 31 dicembre 2025 è stato di -8,91%, contro il +10,77% dello stesso periodo del 2024, con un ROE a -5,39%. L'Altman Z-Score si ferma a 0,61, nella fascia che il modello associa a un rischio elevato.

 

Due incognite: Tether e prezzo di emissione

Per gli azionisti di minoranza il conto è noto. Negli ultimi sette anni i soci hanno immesso nel club circa un miliardo e l'ultimo utile annuale risale al 2016/17. Il mercato dovrà capire anche come si muoverà Tether, che nell'operazione di novembre - quando venne messo in campo un collocamento a 2,58 euro per azione - aveva sottoscritto pro quota con circa l'11,5% del capitale (azionariato Juventus).

L'appuntamento è quindi fissato per il 3 novembre 2026 all’Allianz Stadium per l’Assemblea degli azionisti. Tra l'Assemblea e la fine dell'anno le azioni Juventus avranno un solo riferimento: le condizioni dell'offerta. Il Consiglio potrà usare la delega in più tranche, e il fabbisogno dichiarato vale al massimo la metà del plafond.

Resta da capire quale sconto servirà per collocare le nuove azioni Juventus, con il prezzo già sotto quello dell'ultimo aumento. Da quel numero dipenderà quanto costerà agli azionisti di minoranza restare nel capitale.

 

 

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