Wall Street Oggi: utile JP Morgan a 15,3 mld, Nasdaq sotto pressione | Investire.biz

Wall Street Oggi: utile JP Morgan a 15,3 mld, Nasdaq sotto pressione

13 ott 2026 - 13:20

13 ott 2026 - 15:44

Wall Street Oggi si prepara a una seduta prudente: i future sul Nasdaq risentono delle vendite sui semiconduttori. Riflettori su JP Morgan dopo la trimestrale

La seduta di ieri si è conclusa con un andamento contrastato per le Borse USA. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,38%, lo S&P 500 ha ceduto lo 0,06% e il Nasdaq Composite ha perso lo 0,44%. Una divergenza che riflette il progressivo riposizionamento degli investitori in vista dell'avvio della stagione delle trimestrali e della pubblicazione dei dati americani sull'inflazione.

A pesare sul sentiment è stato soprattutto il rialzo del petrolio, con il Brent tornato sopra i 106 dollari al barile in seguito all'intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente. Le preoccupazioni per la sicurezza delle infrastrutture energetiche saudite hanno riportato al centro dell'attenzione il rischio di nuove pressioni inflazionistiche, complicando ulteriormente le prospettive della politica monetaria americana.

La debolezza dei semiconduttori ha penalizzato il Nasdaq, evidenziando una crescente selettività nei confronti delle società maggiormente esposte agli investimenti nell'intelligenza artificiale. Il Dow Jones ha invece beneficiato della maggiore tenuta dei comparti tradizionali. Il settore energetico ha guadagnato terreno grazie alla forza del greggio, a differenza della tecnologia, che ha registrato una performance negativa.

Il movimento suggerisce una fase di de-risking selettivo più che un abbandono generalizzato dell'azionario. Gli investitori continuano a privilegiare le società capaci di offrire visibilità sugli utili e generazione di cassa, riducendo l'esposizione ai segmenti caratterizzati dalle valutazioni più impegnative.

 

 

Wall Street Oggi: semiconduttori sotto pressione, arrivano le trimestrali bancarie

La giornata di oggi si apre all'insegna della cautela. I future sullo S&P 500 oscillano intorno alla parità (-0,03%), il derivato sul Nasdaq mostra maggiore debolezza (-0,6%) e il future sul Dow Jones evidenzia una migliore tenuta relativa (+0,18%). Il mercato si trova a gestire contemporaneamente tre variabili: la correzione dei semiconduttori, l'avvio delle trimestrali bancarie e l'avvicinarsi del CPI americano.

Il driver dominante è il deterioramento del sentiment sull'intelligenza artificiale. Le dichiarazioni dell'Amministratore delegato di Broadcom, Hock Tan, sui rischi di un'eccessiva speculazione negli investimenti AI hanno contribuito ad alimentare i dubbi sulla sostenibilità degli attuali livelli di spesa. A queste preoccupazioni si aggiungono i progressi tecnologici annunciati dalla cinese ChangXin Memory Technologies, che potrebbero intensificare la concorrenza nel mercato delle memorie.

La pressione ha assunto dimensioni globali, coinvolgendo i produttori asiatici di semiconduttori e propagandosi alle società americane del settore. Il nodo non riguarda soltanto la crescita della domanda di capacità di calcolo, ancora sostenuta, ma soprattutto la capacità delle aziende di trasformare gli investimenti infrastrutturali in rendimenti adeguati sul capitale.

Un secondo elemento di attenzione riguarda i Treasury. Dopo i recenti massimi pluridecennali, i rendimenti americani mostrano segnali di flessione, favoriti dalla ricerca di sicurezza e dal ridimensionamento delle quotazioni petrolifere. La diminuzione dei rendimenti non si sta tuttavia traducendo automaticamente in un recupero dei titoli growth: una dicotomia che segnala come le preoccupazioni sulle valutazioni tecnologiche stiano acquisendo una propria autonomia rispetto alle aspettative sui tassi.

Sul fronte macroeconomico, l'appuntamento decisivo resta quello di mercoledì 14 ottobre, quando alle 14:30 italiane sarà pubblicato il CPI statunitense di settembre. La lettura contribuirà a definire il pricing della politica monetaria in vista della riunione della Federal Reserve del 27-28 ottobre. Al momento, lo scenario prevalente rimane quello di tassi invariati nel prossimo meeting, ma la possibilità di un ulteriore intervento restrittivo nei mesi successivi non è da escludere.

A fare da contrappeso alle incertezze macroeconomiche sarà soprattutto la stagione degli utili. Nei bilanci delle banche USA il mercato guarderà ai margini di interesse, all'andamento del credito, ai ricavi da trading e alle eventuali svalutazioni dei portafogli titoli (Trimestrali Banche USA, oggi la resa dei conti dopo gli ultimi ribassi). Risultati superiori alle attese potrebbero offrire un sostegno agli indici, ma una guidance prudente rischierebbe di rafforzare la rotazione verso settori meno sensibili al ciclo economico.

 

 

Azioni USA: JP Morgan, UnitedHealth e Micron sotto i riflettori

  • JP Morgan Chase: la banca ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto in crescita a 15,3 miliardi di dollari, trainato dal balzo del 15% nei ricavi del trading e del 14% nell'investment banking. La forte volatilità dei mercati e le operazioni legate ai finanziamenti per l'intelligenza artificiale hanno permesso alla banca di confermarsi leader del settore. Il titolo nel pre-market sale dell'1,4%. 
  • UnitedHealth Group: guadagna circa il 2% nel pre-market dopo risultati superiori alle attese e il miglioramento della guidance annuale. L'utile rettificato trimestrale ha raggiunto 4,69 dollari per azione, contro un consensus di 4,14 dollari. Il gruppo prevede ora un utile rettificato 2026 di almeno 20,50 dollari per azione, sostenuto dal miglioramento dei margini e dal contenimento dei costi sanitari.
  • Micron Technology: perde oltre il 2% nel pre-market, risentendo della pressione internazionale sui produttori di memorie. I progressi tecnologici annunciati dalla cinese CXMT alimentano i timori di maggiore concorrenza e di una possibile compressione dei margini. 
  • Goldman Sachs: arretra di mezzo punto percentuale in vista della pubblicazione dei conti trimestrali. Gli investitori guardano soprattutto ai ricavi dell'investment banking e del trading, due attività particolarmente sensibili all'andamento dei mercati finanziari. Le indicazioni sulle operazioni di fusione e acquisizione saranno importanti per valutare la ripresa dell'attività finanziaria delle imprese.
  • Wells Fargo: perde lo 0,45% dopo una trimestrale contrastata. L'utile per azione di 1,87 dollari ha superato leggermente le attese di 1,85 dollari, ma i ricavi di 21,9 miliardi sono risultati inferiori al consensus di 22,3 miliardi. 
  • Citigroup: mostra un rosso di circa lo 0,3% in attesa della trimestrale. L'attenzione si concentra sull'evoluzione dei costi operativi, sulla redditività del capitale e sull'efficacia del processo di riorganizzazione. Le indicazioni sui ricavi e sulle prospettive del credito potrebbero incidere sul giudizio degli investitori riguardo alla capacità della banca di migliorare strutturalmente i propri risultati.
  • Applied Materials: cede circa l'1,4% nel pre-market nonostante l'annuncio di un progetto da 5 miliardi di dollari destinato ad accelerare lo sviluppo di semiconduttori per l'intelligenza artificiale. 

 

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