La seduta di ieri a Wall Street ha registrato un peggioramento del sentiment dopo le dichiarazioni del presidente Trump, che al summit NATO di Ankara ha definito conclusa la tregua con l'Iran, minacciando nuovi attacchi.
Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in calo dell'1,09%, penalizzato dalla vendita sui titoli legati ai consumi e ai viaggi. Anche lo S&P 500 ha ceduto terreno, con una flessione dello 0,3% mentre il Nasdaq Composite ha archiviato con un +0,2%.
A pesare sul clima generale hanno contribuito anche i verbali della riunione Fed del 16 e 17 giugno, primo incontro guidato dal nuovo presidente Kevin Warsh, che hanno rivelato una diaspora di opinioni interna al board: alcuni membri erano favorevoli a un rialzo immediato dei tassi, altri ritenevano necessaria una stretta nei prossimi mesi qualora l'inflazione restasse elevata. Il voto finale è stato comunque unanime per il mantenimento del range 3,50%-3,75%.
Azioni Wall Street: i futures provano il rimbalzo
La giornata odierna si apre all'insegna della cautela, con gli investitori impegnati a valutare l'evoluzione dello scontro tra Washington e Teheran dopo che Trump ha riferito di una telefonata da parte iraniana per riaprire il negoziato.
Il contratto sul Dow Jones si muove sulla parità, il derivato sullo S&P 500 avanza dello 0,20% mentre l'andamento dei semiconduttori (+1,8% per l'ETF VanEck Semiconductor) permette al contratto sul Nasdaq di evidenziare un +0,6%.
Gli analisti di Wells Fargo Investment Institute segnalano che l'ipotesi di un rapido ritorno alla normalità nelle esportazioni del Golfo Persico appare oggi meno scontata, con il rischio che la riduzione dei margini di scorta globali amplifichi il premio geopolitico incorporato nei prezzi del petrolio.
"Continuiamo a raccomandare un sovrappeso sul settore energetico dello S&P 500 come copertura contro l'aumento del rischio geopolitico in Medio Oriente", ha scritto Yardeni Research in una nota ai clienti.
Wall Street Oggi: AstraZeneca e Levi Strauss sotto pressione, tutti vogliono SK Hynix
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AstraZeneca: il titolo crolla dell'8,5% prima dell'avvio dopo che il farmaco Wainua per le patologie cardiache non ha raggiunto l'obiettivo primario in uno studio avanzato. Ionis Pharmaceuticals, partner nello sviluppo, cede il 20,7%.
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Levi Strauss: le azioni scendono del 5,95% prima dell'avvio, nonostante il colosso del denim abbia superato le stime di utili e ricavi del secondo trimestre e alzato previsioni e dividendo.
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SK Hynix: la domanda per la quotazione statunitense del produttore sudcoreano di chip di memoria risulta coperta per oltre 7 volte, secondo fonti citate da Reuters. Le ADR debutteranno venerdì.
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AZZ Inc: il titolo del fornitore di soluzioni di rivestimento metallico sale del 6,6% dopo un utile per azione di 1,85 dollari, contro attese di 1,69 dollari, e ricavi per 448,5 milioni di dollari rispetto ai 434,6 milioni stimati.
- In agenda i conti trimestrali di PepsiCo (-1,44%) e Aritzia (-1%).