La seduta di ieri si è conclusa all'insegna di un cauto ottimismo, alimentata dalla speranza diffusa che l'amministrazione statunitense fosse orientata verso una rapida risoluzione delle operazioni militari in Medio Oriente. Un supporto è arrivato anche dai dati macro, che hanno confermato la resilienza della spesa dei consumatori e la robustezza del mercato del lavoro.
Questo clima costruttivo ha permesso alle Borse USA di chiudere in positivo: il Dow Jones ha registrato un rialzo dello 0,48%, l'S&P 500 ha chiuso la sessione con un progresso dello 0,72%, sostenuto dai flussi in entrata sui comparti strategici. La performance migliore è stata registrata dal Nasdaq, che ha messo a segno un avanzamento dell'1,16%, trainato proprio dall'entusiasmo speculativo per le società legate all'archiviazione dati.
Nessuno di questi movimenti lasciava presagire la netta inversione di rotta che avrebbe colpito le piazze finanziarie a mercati chiusi, quando le precedenti certezze sono venute improvvisamente meno.
Azioni Wall Street: escalation geopolitica e derivati in rosso
Il sentiment dominante nella seduta odierna ruota interamente attorno al drastico inasprimento della retorica governativa. Le dichiarazioni del Presidente sull'estensione delle manovre in Iran per ulteriori due o tre settimane hanno innescato una massiccia ondata di vendite (Trump: discorso alla nazione sull'Iran e impatto sui mercati).
L'avversione al rischio risulta evidente osservando i principali parametri: il contratto sul Dow Jones registra un calo dell'1,1%, il derivato legato all'S&P 500 perde l'1,3% mentre il future del Nasdaq arretra dell'1,7%.
Il timore che le ostilità blocchino il transito attraverso lo Stretto di Hormuz ancora per parecchio tempo ha scatenato acquisti sul greggio, rinvigorendo lo spettro di un'inflazione persistente.
A tal proposito, Sebastien Page di T. Rowe Price osserva: "non sappiamo quanto durerà, ma come operatori di mercato dobbiamo comprendere i danni che sono già stati fatti. Non credo che si tornerà rapidamente ai normali livelli di inflazione". Gli fa eco Chetan Seth di Nomura: "più a lungo dura questa guerra, maggiore sarà il rischio di prezzi dell'energia elevati".
L'agenda macroeconomica prevede le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione (le attese degli analisti indicano 212 mila unità, dalle 210 mila della precedente rilevazione) e l'aggiornamento sulla bilancia commerciale (deficit stimato in aumento da 54,5 a 60,5 miliardi).
Wall Street Oggi: vettori aerei in sofferenza, Amazon in rosso
- Delta Air Lines e United Airlines: -3,4% e -4,7% prima dell'avvio a causa della prospettiva di un conflitto prolungato e dell'inevitabile impatto del carburante sui margini.
- General Motors: scivola dopo aver riportato un forte calo nelle vendite del primo trimestre, il titolo prima dell'avvio segna un -0,9%.
- Exxon Mobil: agisce da scudo contro le turbolenze, catalizzando gli acquisti diretti sulla scia dei rincari petroliferi. +3,4%.
- Visa: -1,23% nonostante il recente annuncio di strumenti di intelligenza artificiale per gestire le controversie.
- SpaceX si sta preparando per l’evento tanto atteso dagli investitori di tutto il mondo: il debutto a Wall Street. La società aerospaziale ha presentato in via confidenziale la documentazione alla Securities and Exchange Commission per un’offerta pubblica iniziale (IPO SpaceX: la quotazione da record che può cambiare Wall Street).
- Amazon: -2% prima dell'avvio dopo i rumor su una possibile acquisizione di Globalstar, un'operazione che rafforzerebbe la strategia del gruppo nel segmento delle telecomunicazioni spaziali (Amazon accelera sui satelliti e sfida Musk con Globalstar).