La seduta di mercoledì si è chiusa con il segno più per i principali indici, in un clima reso più sereno dal raffreddamento dei prezzi alla produzione statunitensi (che hanno fatto il paio con i dati arrivati dall'inflazione).
Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato lo 0,29%, lo S&P 500 ha messo a segno un progresso dello 0,38% ed il Nasdaq Composite, sospinto dal comparto tecnologico, ha chiuso in rialzo dello 0,62%.
A sostenere il sentiment ha contribuito anche la stagione delle trimestrali bancarie, con risultati robusti che hanno rassicurato il mercato sulla tenuta degli utili.
Azioni Wall Street: i future arretrano e i chip finiscono sotto pressione
I contratti future segnalano una apertura contrastata. Il derivato sullo S&P 500 cede lo 0,10%, quello sul Nasdaq 100 arretra dello 0,50% zavorrato dai semiconduttori, mentre il future sul Dow Jones avanza dello 0,30% grazie al balzo di UnitedHealth.
Sullo sfondo resta la tensione in Medio Oriente, con l'Iran che minaccia di chiudere ulteriori rotte petrolifere dopo i nuovi raid statunitensi su Bandar Abbas e altri obiettivi militari.
Sul fronte macro l'attenzione è puntata sulle vendite al dettaglio e sulle richieste di sussidio di disoccupazione, in pubblicazione alle 8:30 ora di New York.
Gli analisti si interrogano anche sulle prossime mosse della Federal Reserve dopo le parole di John Williams, presidente della Fed di New York, secondo cui l'inflazione avrebbe già raggiunto il proprio apice e dovrebbe scendere verso il 3,25% entro fine anno. Michael Kantrowitz di Piper Sandler ha osservato che perché il rialzo si allarghi oltre i soliti nomi occorre che i tassi restino stabili o scendano.
Il mercato continua però a prezzare un rialzo dei tassi entro settembre, in aperta dicotomia con la lettura più ottimistica di Williams, mentre colleghi come Beth Hammack e Neel Kashkari restano più cauti sui rischi legati alla domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale.
Wall Street Oggi: UnitedHealth, TSMC e PayPal catalizzano l'attenzione
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UnitedHealth: il colosso assicurativo sale oltre il 7% nel pre-market dopo aver diffuso utili trimestrali ben superiori alle attese e aver alzato la guidance 2026 a un intervallo tra 19,50 e 20 dollari per azione, merito anche del contenimento dei costi sanitari e degli investimenti nell'intelligenza artificiale.
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Taiwan Semiconductor: il gigante taiwanese dei chip ha registrato un balzo del 77,40% dell'utile netto trimestrale e annunciato un ulteriore investimento da 100 miliardi di dollari in Arizona, portando il totale dei propri impegni nello stato a 265 miliardi di dollari.
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PayPal: il titolo, reduce da un progresso del 17,2% nella seduta di mercoledì, resta al centro delle indiscrezioni su un'offerta di acquisizione da parte di Stripe e Advent International a 60,50 dollari per azione. Prima dell'avvio PYPL segna un -0,6%.
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Apple: le azioni ieri hanno segnato un +4,0% (+0,3% prima dell'avvio) dopo il via libera delle autorità cinesi ad Apple Intelligence, che in Cina sarà alimentata dal modello Qwen di Alibaba (Alibaba e Baidu: partnership con Apple, azioni in rialzo).
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Atai Beckley: il titolo della biotech impegnata nello sviluppo di terapie psichedeliche schizza del 33% nel pre-market sulle indiscrezioni di una imminente acquisizione da parte di Eli Lilly (+0,2%).
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JP Morgan Chase: la banca si avvicina alla soglia simbolica dei 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione (929,55 miliardi) dopo aver riportato l'utile trimestrale più alto nella storia bancaria statunitense. Le azioni ieri hanno evidenziato un +1,2% mentre nel pre-mercato segnano un +0,2%.
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United Airlines: il vettore cede oltre il 3% nel pre-market nonostante utili superiori alle attese, penalizzato da una guidance sul terzo trimestre giudicata prudente.
- A un mese dal debutto, il titolo SpaceX ieri è sceso in intraday fino a 132,15 dollari, sotto il prezzo di collocamento fissato a 135 dollari. Dopo una chiusura a 135,27 dollari, il titolo prima dell'avvio perde lo 0,6% (SpaceX sotto il prezzo IPO: flottante e lock-up sotto accusa).