Wall Street ha chiuso l'ultima seduta della scorsa settimana in rialzo nonostante un dato sull’inflazione che ha rafforzato in modo netto il pricing di una stretta monetaria della Federal Reserve. Il Dow Jones ed il Nasdaq hanno evidenziato un rialzo dell’1% mentre lo S&P 500 è salito dello 0,9%.
Il CPI di agosto è salito dello 0,4% su base mensile e del 3,4% annuo, mentre il dato core ha registrato un +0,3% mensile, un decimo oltre le attese. La reazione più evidente si è vista nelle aspettative sui tassi: venerdì la probabilità di un rialzo di 25 punti base in occasione della riunione del 16 settembre è arrivata fino al 90%, dal 72% circa del giorno precedente (Riunione Fed, il mercato ha deciso: ora Warsh deve sfidare Trump).
La resilienza dell’azionario segnala una dicotomia interessante. Rendimenti elevati e una Fed più restrittiva rappresentano un ostacolo per le valutazioni, soprattutto growth, ma la riduzione dell’incertezza sulla prossima mossa della Banca centrale ha consentito agli acquisti di riemergere. Il Treasury decennale ha terminato venerdì al 4,91%, dopo essersi avvicinato alla soglia del 5%.
Azioni Wall Street: AI in frenata, future USA in rosso
Il quadro cambia sensibilmente all’avvio della nuova settimana. Il future sul Dow Jones cede lo 0,27%, il contratto sullo S&P 500 perde lo 0,8% e il derivato sul Nasdaq-100 arretra dell’1,81%. Il de-risking è concentrato soprattutto sulla tecnologia e nasce da un tema che fino a poche sedute fa sarebbe apparso quasi controintuitivo: la possibilità che la corsa all’intelligenza artificiale venga deliberatamente rallentata.
Il CEO di Anthropic Dario Amodei ha chiesto di ridurre il ritmo di sviluppo dei modelli più avanzati per ragioni di sicurezza. Sam Altman ha parallelamente definito "sconsigliabile" un’IPO di OpenAI quest’anno, mentre all’interno del settore sono aumentate le richieste di coordinamento sulla velocità di sviluppo dell’AI.
Per Wall Street il tema non è soltanto regolatorio o tecnologico: un rallentamento strutturale potrebbe modificare le aspettative sulla domanda di chip, infrastrutture e capacità di calcolo, proprio il motore che ha sostenuto una parte rilevante del comparto tech (Nvidia e il freno all'AI: cosa cambia dopo l'allarme di Amodei).
A complicare il quadro torna il petrolio, in rialzo di oltre il 2% dopo la chiusura da parte dell’Arabia Saudita di un importante oleodotto alternativo allo Stretto di Hormuz. Con il greggio nuovamente sopra i 100 dollari e la riunione della Fed in arrivo, energia e inflazione restano quindi l’altro fronte da monitorare.
Wall Street oggi: Nvidia, Oracle ed Exxon sotto i riflettori
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Nvidia: cede il 2,4% nel pre-market. Il titolo risente direttamente dei dubbi sulle conseguenze di un eventuale rallentamento nello sviluppo dell’AI, che potrebbe modificare le aspettative sulla domanda di chip.
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Intel: perde il 5,6% nel pre-market, inserendosi nel sell-off che coinvolge il settore dei semiconduttori. La pressione riflette il riposizionamento degli investitori rispetto alla velocità futura degli investimenti legati all’intelligenza artificiale.
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Marvell Technology: arretra del 7% nel pre-market, mostrando una delle flessioni più marcate tra i titoli USA legati all’infrastruttura tecnologica. Anche in questo caso il mercato sta rivalutando l’esposizione al ciclo di spesa AI.
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Oracle: scende del 3,5% nel pre-market. Larry Ellison, co-fondatore, presidente esecutivo e Chief Technology Officer (CTO) della società, ha cancellato nel fine settimana il piano precedentemente annunciato per vendere fino a 7,5 miliardi di dollari di azioni Oracle, senza fornire motivazioni. Il titolo resta tuttavia coinvolto nella più ampia debolezza del comparto tecnologico.
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CrowdStrike: sale del 5,4% nel pre-market. I titoli della cybersecurity e del software beneficiano del rovescio della medaglia della frenata sull’AI: diverse società del comparto erano state penalizzate dalla convinzione che nuovi modelli potessero sostituire parte dei loro servizi.
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Exxon Mobil: avanza dell'1,3 prima dell'avvio insieme al petrolio. Il rialzo del greggio riporta l’energia tra i pochi comparti sostenuti nella seduta e offre un elemento di diversificazione rispetto alla debolezza del tech.