La Borsa di Shanghai ha accolto Enflame con una seduta che fotografa la febbre per i chip AI cinesi. Il titolo ha aperto a 410 yuan contro i 142,18 yuan fissati per l'IPO, è salito fino a 475 yuan e ha chiuso a circa 397 yuan, con un rialzo del 179,22%. Al termine della prima giornata la capitalizzazione si è portata vicino a 171 miliardi di yuan, rispetto ai 61,2 miliardi impliciti nel prezzo di collocamento.
Enflame ha raccolto 6,12 miliardi di yuan collocando 43,04 milioni di nuove azioni, pari al 10% del capitale post-offerta. L'interesse degli investitori retail è stato eccezionale: la domanda online ha superato di oltre 6.100 volte la quota inizialmente disponibile e il tasso finale di assegnazione si è fermato allo 0,025%. Al debutto erano liberamente negoziabili circa 17,9 milioni di titoli, il 4,16% del capitale. Tencent resta il principale azionista con il 17,95% dopo l'IPO e rappresenta anche il cliente dominante del gruppo.
Enflame: cosa fa l'azienda cinese che sfida Nvidia
Enflame Technology è un'azienda con sede a Shanghai specializzata nella progettazione e produzione di chip GPGPU (General-Purpose Graphics Processing Unit) destinati all'intelligenza artificiale e al cloud computing. Fondata nel 2018 da ex ingegneri AMD e supportata da ingenti capitali di colossi tech come Tencent, Enflame sviluppa processori avanzati per l'addestramento e l'inferenza dei modelli di AI.
Nel contesto delle restrizioni statunitensi sulle esportazioni di semiconduttori, l'azienda si è affermata come una delle principali alternative domestiche per sostituire l'hardware di Nvidia in Cina, arrivando a progettare infrastrutture enormi, tra cui un recente piano per un cluster da 100.000 GPU.
Ricavi in accelerazione, profitti ancora da conquistare
Nel 2025 Enflame ha registrato ricavi per 990,2 milioni di yuan, +37% su base annua, riducendo la perdita netta a circa 1,16 miliardi da 1,51 miliardi. Il primo trimestre 2026 aveva già mostrato un'accelerazione: fatturato vicino a 287 milioni di yuan, +1.475% su base annua, e perdita netta scesa a circa 444 milioni.
Per i primi nove mesi del 2026 la società prevede vendite comprese tra 2,3 e 3 miliardi di yuan, con una crescita tra il 326% e il 455%, e una perdita netta tra 700 e 860 milioni. Il management indica il pareggio o il passaggio all'utile tra il 2026 e il 2027. Resta molto elevata la concentrazione commerciale: nel 2025 l'83,79% dei ricavi era legato a Tencent.
Gran parte dei proventi dell'IPO sarà destinata allo sviluppo dei chip AI di quinta e sesta generazione, oltre a software e sistemi di calcolo su larga scala. Enflame, fondata nel 2018, punta soprattutto sui carichi di lavoro per data center e inferenza, uno dei segmenti su cui Pechino vuole ridurre la dipendenza tecnologica dall'estero.
La partita con Nvidia entra in una nuova fase
Enflame è l'ultima dei cosiddetti "quattro piccoli draghi" cinesi dei chip AI ad arrivare sul mercato. Prima di lei MetaX aveva chiuso la prima seduta con un balzo vicino al 700%, Moore Threads aveva guadagnato oltre il 400% al debutto e Biren il 76% a Hong Kong. La corsa riflette un cambiamento del mercato: secondo dati IDC riportati da Reuters, i produttori cinesi hanno conquistato circa il 41% del segmento domestico dei server con acceleratori AI nel 2025. Reuters Breakingviews stima attorno al 55% la quota di Nvidia in Cina dopo anni di dominio quasi totale.
Le restrizioni statunitensi sull'export e la spinta di Pechino verso una filiera autonoma stanno aprendo spazio ai produttori locali. La corsa resta però costosa e tecnologicamente complessa. La scarsità di memorie HBM sta già spingendo alcuni produttori cinesi ad aumentare i prezzi degli acceleratori e il software resta un terreno decisivo per avvicinarsi all'ecosistema costruito da Nvidia attorno a CUDA.
Per Enflame il primo test dopo l'IPO sarà sui numeri: trasformare l'espansione dei ricavi in una riduzione delle perdite e allargare la base clienti oltre Tencent.