Le azioni UnitedHealth stanno sprofondando nelle contrattazioni pre-market di Wall Street. A pochi minuti dall’apertura della Borsa americana, il titolo della compagnia assicurativa e di servizi sanitari perde circa il 16%. La valanga di vendite è scattata dopo la presentazione dei dati del quarto trimestre 2025, in occasione della quale l’azienda ha previsto la prima contrazione annuale dei ricavi da oltre tre decenni. Si tratta di un colpo non indifferente per una fiducia degli investitori già minata dal forte tonfo dello scorso anno.
A inasprire ulteriormente il sentiment ha contribuito anche la notizia secondo cui il governo degli Stati Uniti ha proposto di mantenere invariati i pagamenti ai piani Medicare privati per il prossimo anno. La società ricava una parte significativa dei propri introiti da Medicare Advantage, cioè i piani assicurativi privati che integrano il programma pubblico Medicare negli Stati Uniti.
In sostanza, UnitedHealth riceve dallo Stato pagamenti che coprono i costi sanitari dei pazienti Medicare. Se tali pagamenti non aumentano, i ricavi dell’azienda restano piatti nonostante l’inflazione e l’aumento dei costi medici. In altri termini, UnitedHealth deve far fronte a costi più elevati a fronte degli stessi introiti, con un conseguente impatto negativo sui margini di profitto.
UnitedHealth: i numeri della trimestrale
Nei tre mesi terminati il 31 dicembre 2025, il colosso americano dell’assistenza sanitaria ha registrato ricavi complessivi per 113,22 miliardi di dollari, in crescita del 12,31% rispetto ai 100,81 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2024. Il dato, tuttavia, è risultato inferiore alle aspettative degli analisti, che stimavano ricavi per 113,82 miliardi di dollari.
Le entrate del segmento UnitedHealthcare - l’unità assicurativa del gruppo che fornisce coperture sanitarie e gestisce i rimborsi delle cure - sono ammontate a 87,11 miliardi di dollari, in aumento del 17,5% su base annua. Il fatturato della divisione Optum - che riunisce i servizi sanitari e tecnologici - si è attestato a 70,85 miliardi di dollari, in crescita dell’8,8% su base annua. Sono inoltre presenti operazioni infragruppo per 44,2 miliardi di dollari, che portano i ricavi netti complessivi a 113,82 miliardi di dollari.
Sul fronte della redditività, l’azienda ha registrato un margine operativo di 380 milioni di dollari, pari allo 0,33% del fatturato, in netto calo rispetto ai 7,77 miliardi di dollari dell’ultimo trimestre del 2024. L’utile netto si è fermato a 10 milioni di dollari, contro un profitto di 5,54 miliardi di dollari di un anno prima. Gli utili per azione rettificati sono stati pari a 2,11 dollari, leggermente superiori ai 2,10 dollari attesi dal consensus.
Un outlook deludente
L’outlook per il 2026 non ha convinto gli investitori. La stima di ricavi annui superiori a 439 miliardi di dollari implica una riduzione di circa due punti percentuali rispetto ai 447,57 miliardi di dollari del 2025 e rappresenterebbe la prima flessione annuale del fatturato dal 1989.
In particolare, è prevista una riduzione di circa il 5%, a poco più di 257,5 miliardi di dollari, per la divisione Optum. Optum Health, che negli ultimi anni è stato il motore della crescita dei profitti grazie all’acquisizione di studi medici, centri chirurgici e altre strutture sanitarie, sarà interessato da un significativo ridimensionamento. "I centri di cura e la base di iscritti di Optum Health si ridurranno di circa il 20%, pari a 550 sedi, con alcune strutture mediche che verranno chiuse o vendute a ospedali o altri operatori sanitari", ha dichiarato il direttore finanziario Wayne DeVeydt prima della pubblicazione dei conti.
La società ha inoltre precisato che, riducendo il numero di assicurati, dismettendo asset all’estero e ridimensionando la presenza negli Stati Uniti della divisione di erogazione dei servizi sanitari Optum Health, i ricavi sono destinati a diminuire sia nel segmento UnitedHealthcare sia nella divisione Optum.
Sul fronte degli utili, UnitedHealth prevede per il 2026 un utile rettificato di 17,75 dollari per azione, leggermente superiore ai 17,69 dollari stimati dagli analisti.