HSBC ha annunciato la ripresa dei riacquisti di azioni proprie, un piano fino a 1 miliardo di dollari che segna la fine di un digiuno iniziato con l'operazione di privatizzazione di Hang Seng Bank. La notizia arriva insieme a una trimestrale che ha superato le attese degli analisti, spingendo il titolo su un nuovo massimo a Hong Kong a 169,7 dollari. Più tiepida la reazione a Londra, dove le azioni HSBC segnano un -0,34% (+35% da inizio anno e +71% negli ultimi 12 mesi).
La trimestrale HSBC racconta di una banca che, dopo due anni di ristrutturazione sotto la guida di Georges Elhedery, comincia a raccogliere i frutti della semplificazione. L'utile ante imposte del secondo trimestre è balzato a 10,1 miliardi di dollari, con un incremento del 60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando il risultato era stato penalizzato da svalutazioni legate alla partecipazione in un istituto cinese e da costi di ristrutturazione per 500 milioni.
I ricavi si sono attestati a 19,1 miliardi di dollari, oltre il consensus di 18,6 miliardi e in progresso del 16% su base annua.
Risultati HSBC: crescita a due cifre per utile e fatturato
Sui sei mesi il quadro è altrettanto gagliardo: l'utile ante imposte semestrale ha raggiunto 19,5 miliardi, il 23% in più rispetto ai 15,8 miliardi dello stesso periodo 2025, ben oltre la stima di 18,9 miliardi. I ricavi del primo semestre sono cresciuti dell'11% a 37,7 miliardi, spinti da un impatto favorevole di 0,8 miliardi da componenti straordinarie e da un effetto cambio positivo per 0,7 miliardi.
Le divisioni Wealth hanno brillato: nel trimestre i ricavi sono cresciuti del 22% a 2,8 miliardi mentre il transaction banking wholesale ha guadagnato il 7% a 3 miliardi. Sul fronte del rischio, le rettifiche su crediti nel trimestre sono rimaste in linea con le attese a 1,1 miliardi, a cui si aggiungono 400 milioni accantonati per l'esposizione al settore immobiliare commerciale di Hong Kong.
Sui sei mesi le rettifiche complessive salgono a 2,4 miliardi, riflettendo anche un'esposizione cartolarizzata nel Regno Unito legata a una frode e accantonamenti collegati all'incertezza in Medio Oriente. Il coefficiente CET1 scende al 14,1%, in calo di 0,8 punti, per effetto della privatizzazione di Hang Seng e del pagamento dei dividendi.
Guidance più ambiziosa e nuova cedola
Elhedery ha parlato di una banca più solida, frutto dei primi due anni del suo mandato, indicando nella nuova fase l'obiettivo di mettere a frutto quella solidità. Il management ha alzato l'asticella sui risparmi attesi dalla ristrutturazione, da 1,5 a 2 miliardi annualizzati entro fine anno, dopo aver contabilizzato ulteriori 200 milioni di costi legati alla semplificazione nel trimestre. La banca ha anche rivisto al rialzo la guidance sul margine di interesse per il 2026, portandola da "circa" ad "almeno" 46 miliardi di dollari.
Confermato l'obiettivo di rendimento sul capitale tangibile al 17% o superiore per i prossimi tre anni mentre il dato annualizzato del trimestre, al netto delle componenti straordinarie, si è fermato al 19,1%. Sul fronte della remunerazione degli azionisti, il Consiglio ha approvato un secondo acconto sul dividendo di 0,1 dollari per azione, che si somma al pagamento di pari importo già distribuito a maggio. Il buyback da 1 miliardo dovrebbe completarsi entro la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre.
Il contesto competitivo
La traiettoria di HSBC si inserisce in una stagione di bilanci solidi per le grandi banche europee, reduci da oltre due anni di recupero sostenuto dal trading e da un margine di interesse resiliente nonostante il calo dei tassi delle Banche centrali. Anche la rivale Standard Chartered ha annunciato la settimana scorsa un utile semestrale superiore alle attese, trainato dalla crescita delle commissioni.
Sul piano strategico Elhedery prosegue l'opera di potatura del perimetro: nel trimestre sono state cedute l'attività ipotecaria e i prestiti al consumo in Australia, per 25,3 miliardi di dollari, alla galassia Blackstone, e il business assicurativo di Singapore ad Allianz per 2,1 miliardi, con una plusvalenza ante imposte attesa di 1,8 miliardi.
Il gruppo ha lasciato anche il retail in Egitto. Le posizioni manageriali di livello direttivo si sono ridotte del 15% tra ottobre 2024 e giugno 2026, segno di un percorso di semplificazione che i mercati sembrano premiare con fiducia crescente verso il titolo.