Riflettori puntati oggi sul titolo Prysmian alla Borsa di Milano, dopo che il leader mondiale nella produzione di cavi e sistemi per l'energia e le telecomunicazioni ha sottoscritto un accordo definitivo per l'acquisizione di Atkore, società americana operativa nello stesso settore.
Atkore è leader negli Stati Uniti nelle soluzioni elettriche e per le infrastrutture, ma opera anche a livello globale, orientandosi verso mercati in rapida crescita come data center, edilizia commerciale e industriale, utility, energie rinnovabili e trasporti. Lo scorso anno, l'azienda con sede a Harvey, in Illinois, ha registrato un fatturato di 2,85 miliardi di dollari e un EBITDA adjusted di 386 milioni di dollari.
Prysmian: i dettagli dell'acquisizione di Atkore
Secondo i termini dell'accordo, Prysmian pagherà 95 dollari per ogni azione Atkore, con un premio di circa il 23% rispetto al prezzo medio ponderato per i volumi dei 90 giorni precedenti a venerdì 31 luglio 2026 e con un sovrapprezzo di circa il 30% rispetto alla quotazione di chiusura di Wall Street dell'ultima seduta, pari a 72,96 dollari. Sulla base di questi numeri, Atkore viene valutata circa 3,8 miliardi di dollari, equivalenti a 9,8 volte il rapporto EV/EBITDA del 2025 e a 7,1 volte lo stesso rapporto considerando le sinergie.
L’acquisizione sarà finanziata in parte attraverso l'emissione di nuove azioni o l'utilizzo di azioni proprie e in parte facendo ricorso al debito. L'operazione è stata approvata dai Consigli di amministrazione di entrambe le società e dovrebbe concludersi entro la fine del 2026, una volta ottenuto il via libera degli azionisti di Atkore e delle autorità regolamentari. Nel frattempo, Prysmian rivedrà la guidance per l'esercizio in corso, annunciata il 30 luglio scorso, in modo da riflettere il contributo del consolidamento derivante dall'acquisizione in parola.
Prysmian-Atkore: cosa significa la fusione
Grazie alla fusione con Atkore - riporta il comunicato di Prysmian - la società italiana amplierà il proprio portafoglio in Nord America con prodotti per le infrastrutture elettriche altamente complementari ai cavi. Inoltre, accelererà l’evoluzione verso un modello integrato di soluzioni per le infrastrutture elettriche.
Il gruppo nascente sarà quindi leader mondiale nelle forniture di soluzioni per infrastrutture elettriche, rafforzando le relazioni con i clienti e la propria rete commerciale. Inoltre, verranno create nuove opportunità nell'ambito della ricerca e sviluppo attraverso la combinazione dei cavi con componenti complementari, per aumentare la produttività in cantiere, migliorare la sicurezza degli installatori e accrescere l’affidabilità complessiva delle infrastrutture elettriche.
Con la fusione sono previste sinergie annue a livello di EBITDA di circa 150 milioni di dollari entro tre anni dal closing. Considerando i risultati aggregati pro forma del 2025, il gruppo combinato avrebbe generato ricavi per circa 22,1 miliardi di euro e un EBITDA rettificato di circa 2,7 miliardi di euro. Dal comunicato si legge che le previsioni indicano un incremento dell'utile per azione nella fascia alta delle singole cifre percentuali nel primo esercizio completo successivo al closing, prima delle sinergie, e a doppia cifra una volta realizzate le sinergie a regime.
La reazione in Borsa
Nelle contrattazioni after-hours di Wall Street di venerdì scorso, le azioni Atkore sono balzate del 20%, avvicinandosi al prezzo di acquisizione di Prysmian. Da inizio anno, il titolo della società americana è salito finora del 15,35%. Per quanto riguarda Prysmian, le azioni sono in salita dell'1% nelle prime battute mentre nel 2026 hanno già guadagnato oltre il 39%.