Tesla: le spedizioni dalla Cina calano ancora, ecco cosa significa | Investire.biz

Tesla: le spedizioni dalla Cina calano ancora, ecco cosa significa

05 gen 2026 - 16:00

Le spedizioni dalla fabbrica cinese di Tesla sono scese per il secondo anno consecutivo. Quale significato attribuire ai dati? Scopriamolo

La Cina continua a essere un problema per Tesla. Secondo i dati preliminari diffusi dalla China Passenger Car Association, lo scorso anno le vendite della casa automobilistica americana dal suo stabilimento di Shanghai sono diminuite di circa il 7% su base annua a 851.732 veicoli. La maggior parte delle auto Tesla prodotte in Cina viene venduta sul mercato domestico, sebbene il comunicato dell’associazione industriale cinese, che rappresenta i produttori di autovetture e veicoli leggeri nel Paese, non abbia specificato la quota esportata.

Quello del 2025 è il secondo anno consecutivo di contrazione per la casa guidata da Elon Musk. Nel 2024, infatti, la fabbrica cinese aveva sfornato 916.700 unità, in calo rispetto alle 947.700 del 2023.

I dati mostrano inoltre che a dicembre le vendite all’ingrosso dei veicoli a nuova energia - elettrici e ibridi plug-in - sono salite del 4% su base annua, raggiungendo 1,57 milioni di unità. Ora si attendono i numeri definitivi dell’associazione, che verranno pubblicati entro la fine di gennaio.

 

Tesla: cosa rappresenta il rallentamento cinese

Nel terzo trimestre del 2025 Tesla aveva riportato un’impennata delle vendite, poiché i clienti si erano affrettati ad acquistare auto elettriche prima che il governo statunitense eliminasse i sussidi introdotti dall’amministrazione Biden. Ora, però, l’azienda si trova ad affrontare un banco di prova importante, tenuto conto che in molti Paesi il sostegno pubblico al settore è ancora in vigore. Tesla non può permettersi di perdere ulteriore terreno in Cina, il mercato automobilistico più grande al mondo sul fronte dell’elettrico, soprattutto alla luce di una concorrenza sempre più intensa.

Lo scorso anno Tesla ha già perso il trono di principale produttore mondiale di veicoli elettrici, cedendo la corona alla cinese BYD. Nel frattempo, Xiaomi sta lanciando nuovi modelli in grado di attirare i consumatori facendo leva su una tecnologia all’avanguardia. I dati del China Automotive and Technology Research Center e di Bloomberg Intelligence mostrano che a novembre il gigante degli smartphone con sede a Pechino ha venduto in Cina 33.591 unità del suo SUV YU7, avvicinandosi alle 33.935 immatricolazioni del Model Y di Tesla.

Il rallentamento di Tesla in Cina è quindi più di un semplice dato congiunturale: rappresenta un segnale strutturale che il gruppo di Elon Musk non può ignorare. Il mercato cinese dell’auto elettrica è ormai maturo, altamente competitivo e dominato da player locali sempre più forti, capaci di unire prezzi aggressivi, innovazione tecnologica e una profonda conoscenza dei gusti dei consumatori.

In questo contesto, Tesla non gode più del vantaggio del pioniere e deve difendere le proprie quote in un’arena in cui ogni mese arrivano nuovi modelli. La perdita della leadership globale a favore di BYD e l’avanzata di marchi come Xiaomi mostrano come l’equilibrio del settore stia rapidamente cambiando. Per restare centrale in Cina, Tesla dovrà rinnovare la propria offerta, rivedere le strategie commerciali e dimostrare di saper competere non solo sull’immagine, ma anche su prezzo, tecnologia e capacità di adattamento al mercato locale.

 

 

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