Fondata nel 2015 dall'ex calciatore professionista Tim Brown e dall'esperto di risorse rinnovabili Joey Zwillinger, Allbirds ha costruito il proprio marchio attorno a un'idea: creare calzature basate su materiali naturali, senza plastica né derivati del petrolio.
Datato 2016, il debutto è arrivato con una sneaker in lana merino ne aveva fatto un fenomeno tra i lavoratori della Silicon Valley, attratti dalla combinazione di comfort e sostenibilità. La quotazione al Nasdaq nel 2021, con una valutazione superiore a quattro miliardi di dollari, sembrava il coronamento di una storia imprenditoriale esemplare.
Il seguito è stato meno lusinghiero. Un piano di aperture troppo aggressivo, prodotti che non hanno incontrato il favore del mercato e costi di acquisizione clienti in costante aumento hanno eroso il fatturato: tra il 2022 e il 2025 le vendite sono crollate da 298 a 152 milioni di dollari.
A febbraio 2025 Allbirds ha chiuso tutti i negozi a prezzo pieno negli Stati Uniti. A fine aprile, la cessione della proprietà intellettuale e degli altri asset ad American Exchange Group - società che gestisce marchi come Ed Hardy e Aerosoles - per 39 milioni di dollari ha sancito la fine del capitolo calzature. Alla chiusura di martedì, la capitalizzazione di Borsa era ridotta a circa 21 milioni di dollari.
Ieri, il colpo di scena. Allbirds ha annunciato la trasformazione in una società di infrastrutture di calcolo per l'intelligenza artificiale. Il nuovo nome sarà NewBird AI, soggetto ad approvazione degli azionisti prevista il mese prossimo. La società ha comunicato un accordo per raccogliere fino a 50 milioni di dollari, con chiusura attesa nel secondo trimestre del 2026.
L'obiettivo è "acquisire hardware di calcolo AI ad alte prestazioni e bassa latenza, fornendo accesso tramite contratti di locazione a lungo termine e soddisfacendo una domanda che i mercati spot e gli hyperscaler non riescono a servire in modo affidabile".
Azioni Allbirds resuscitate: +582% in un giorno, ma i fondamentali non ci sono
La reazione del mercato è stata esplosiva. Le azioni Allbirds, che il giorno prima trattavano sotto i tre dollari, hanno toccato un massimo intraday superiore a 24 dollari, con un rialzo dell'876%. A fine seduta il titolo si è assestato intorno a 17 dollari (16,99$, +582,33%), portando la capitalizzazione a circa 148 milioni. In una sola giornata, Allbirds ha aggiunto 127 milioni di dollari di valore di mercato.
"È ridicolo", ha detto Jim Cramer, conduttore di "Mad Money" su CNBC. E in effetti le perplessità sono fondate. Allbirds non ha alcuna esperienza nel settore delle infrastrutture AI. I 50 milioni di dollari previsti dalla raccolta rappresentano una cifra irrisoria rispetto alle dimensioni del comparto: CoreWeave, operatore già affermato nel cloud computing per l'intelligenza artificiale, ha dichiarato di voler investire fino a 35 miliardi di dollari nel solo 2025 per potenziare le proprie operazioni.
L'infrastruttura AI è un business ad alta intensità di capitale, complesso e dominato da operatori con competenze tecniche consolidate. Nvidia, che controlla il mercato delle GPU, ha una capitalizzazione prossima ai cinquemila miliardi di dollari.
Pivot verso il settore del momento: un copione già visto
La storia dei mercati finanziari è ricca di precedenti. Se un secolo fa per essere "cool" ed attirare investitori bastava aggiungere "Radio" alla propria denominazione sociale, negli anni della bolla internet era sufficiente integrare ".com" o "net" al nome di un'azienda per vederne schizzare il titolo. Per fare un esempio possiamo restare in Italia dove, nel 1999, il gruppo torinese proprietario di Kappa, Robe di Kappa e Superga si ribattezzò "BasicNet" proprio per enfatizzare il modello di business "basato su internet".
Uno studio della Purdue University (A Rose.com by Any Other Name) durante la bolla dotcom dimostrò che le aziende che aggiungevano ".com" al nome ottenevano un rendimento anomalo medio del 74% nei 10 giorni successivi all'annuncio, indipendentemente dal fatto che avessero un reale business internet.
Durante il boom delle criptovalute, diverse società in difficoltà annunciarono collegamenti con la blockchain o si riconvertirono in aziende crypto per riaccendere l'interesse degli investitori. Uno dei casi più eclatanti è rappresentato da Long Island Iced Tea, diventata nel 2017 Long Blockchain Corporation. Parliamo di un'azienda che vendeva tè freddo, che cambiò nome annunciando un pivot verso la blockchain. Il titolo salì di circa il 200% in un giorno. La SEC successivamente indagò e alcuni dirigenti furono accusati di frode.
Kodak non cambiò il nome, ma nel gennaio 2018 annunciò il lancio di "KodakCoin", una criptovaluta per fotografi. Il titolo raddoppiò in pochi giorni e il progetto si dissolse nel nulla. Nuova denominazione anche per SkyPeople Juice International, un produttore cinese di succhi di frutta, che si reinventò come azienda fintech/blockchain con il nome Future FinTech Group.
Bioptix, un'azienda di biotecnologie veterinarie, cambiò nome in Riot Blockchain, annunciando un pivot verso il mining di criptovalute. Il titolo esplose al rialzo. Vapetek, un'azienda di sigarette elettroniche, si trasformò in società blockchain con il nome di Nodechain.
Quando Facebook si ribattezzò Meta, diverse aziende aggiunsero "meta" o "metaverse" al nome per cavalcare il trend. Stessa cosa per il settore della cannabis legale. Oggi il richiamo è l'intelligenza artificiale, e Allbirds non è un caso isolato: ex società di mining di criptovalute hanno riconvertito contratti energetici e strutture per servire le operazioni AI.
Questa volta è diverso?
La differenza, in questo ciclo, è che il business sottostante - l'infrastruttura di calcolo per l'AI - genera effettivamente ricavi e margini significativi per chi dispone di scala, competenze e capitali adeguati. La domanda è se una società che fino a ieri produceva sneaker in lana merino possa credibilmente competere in un mercato simile con un investimento iniziale di 50 milioni di dollari e zero track record nel settore.
L'entusiasmo per l'intelligenza artificiale è reale, ma gli investitori devono essere consapevoli che non è detto che ogni veicolo che si presenta come "AI company" merita la fiducia - e il capitale - del mercato. Il caso Allbirds, oggi NewBird AI, è destinato a diventare un caso di studio, nel bene o nel male.