JP Morgan Chase inaugura la stagione delle trimestrali a Wall Street presentando conti complessivamente superiori alle stime degli analisti. In particolare, l’unità di trading ha registrato risultati sopra le stime degli esperti, con i comparti azionario e obbligazionario in grande spolvero. Non sono mancate, tuttavia, alcune ombre: la divisione di investment banking ha visto un calo inaspettato delle commissioni, mancando le indicazioni fornite dallo stesso istituto il mese scorso.
Le azioni alla Borsa americana sono attese da una seduta probabilmente incerta. Nelle contrattazioni pre-market erano inizialmente salite al rilascio dei conti, per poi invertire rotta e collocarsi poco sotto la parità.
JP Morgan Chase: i numeri della trimestrale
Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, JP Morgan Chase ha conseguito entrate complessive (managed) per 46,77 miliardi di dollari, +6,93% rispetto ai 43,74 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2024. Il dato ha superato le stime degli analisti, che prevedevano introiti per 46,20 miliardi di dollari.
L’utile netto si è attestato a 13,02 miliardi di dollari, in calo del 7% su base annua, principalmente a causa di un accantonamento di 2,2 miliardi di dollari legato all’acquisizione del portafoglio prestiti Apple Card da Goldman Sachs. In versione rettificata, l'utile per azione si è attestato a 5,23 dollari, contro i 5 dollari previsti dal consensus.
È interessante analizzare il dettaglio delle singole unità di business nel trimestre.
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L’unità Consumer & Community Banking (CCB) ha registrato ricavi complessivi per 19,40 miliardi di dollari, in aumento di circa il 6% rispetto ai 18,36 miliardi di dollari del quarto trimestre 2024. Il reddito netto, invece, è sceso di circa il 19%, attestandosi a 3,64 miliardi di dollari.
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Il segmento Commercial & Investment Bank (CIB) ha attirato l’attenzione degli analisti, che si attendono un incremento significativo dell’attività di investment banking dei grandi istituti finanziari in questa stagione delle trimestrali. L’intera unità ha visto un incremento annuo dei ricavi netti del 10%, a 19,38 miliardi di dollari, mentre l’investment banking ha registrato un calo del 5%, a 2,35 miliardi di dollari. A dicembre, l’istituto aveva indicato di attendersi una crescita percentuale “a una cifra bassa”. Il risultato negativo deriva dal calo del 2% delle commissioni per l’emissione di debito, mentre gli analisti prevedevano un aumento del 19%. L’utile netto della divisione è però salito del 10%, attestandosi a 7,27 miliardi di dollari.
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L’unità Asset & Wealth Management (AWM) ha riportato ricavi per 6,52 miliardi di dollari, in crescita di circa il 13% su base annua. La banca ha dichiarato ricavi da trading pari a 8,24 miliardi di dollari. Il reddito netto è passato da 1,52 a 1,81 miliardi di dollari, segnando un aumento di circa il 19% nel periodo.
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Infine, il segmento Corporate - che gestisce liquidità, funding, rischi, costi centrali e voci non allocabili - ha registrato ricavi per 1,48 miliardi di dollari, in calo del 26% rispetto ai 2 miliardi del quarto trimestre 2024. L’utile netto dell’unità è crollato del 77% attestandosi a 307 milioni di dollari.
Le dichiarazioni di Dimon
Il messaggio dell’Amministratore delegato Jamie Dimon, che accompagna il comunicato stampa di JP Morgan, è stato pieno di soddisfazione per i risultati raggiunti, definiti “frutto di una forte esecuzione, anni di investimenti, un contesto di mercato favorevole e un impiego selettivo del capitale in eccesso”.
Guardando al futuro, Dimon ha dichiarato, "rimaniamo impegnati a investire il nostro capitale per guidare la crescita futura, e la Apple Card è un esempio di come impieghiamo con pazienza e attenzione il nostro capitale in opportunità attraenti”, ha aggiunto.
Dimon ha inoltre commentato lo stato dell’economia statunitense, a suo avviso “rimasta resiliente”, nonostante “il mercato del lavoro si sia leggermente raffreddato”. Inoltre, ha espresso ottimismo per il futuro, sottolineando che “i consumatori continuano a spendere e le imprese, in generale, restano in buona salute”. Queste condizioni, secondo Dimon, “potrebbero persistere ancora per qualche tempo, soprattutto grazie agli stimoli fiscali in corso, ai benefici della deregolamentazione e alla recente politica monetaria della Federal Reserve”.
Tuttavia, ha precisato che è importante rimanere vigili, poiché “i mercati sembrano sottovalutare i potenziali rischi, inclusi quelli derivanti da condizioni geopolitiche complesse, dal rischio di inflazione persistente e dai prezzi elevati degli asset”.