In occasione del Capital Markets Day, le azioni Fincantieri corrono alla Borsa di Milano dopo la presentazione del piano industriale 2026-2030 e la revisione al rialzo della guidance 2025. A metà seduta, le azioni del costruttore navale italiano salgono di circa 4 punti percentuali. L’azienda ha aumentato al 7,4% la previsione sul margine EBITDA per lo scorso anno, confermando ricavi per circa 9 miliardi di euro. L’utile netto è stato aggiornato a 110 milioni di euro.
Fincantieri: i quattro pilastri strategici del piano 2026-2030
Il nuovo piano industriale di Fincantieri si basa su quattro pilastri strategici:
- raddoppio della capacità produttiva nei cantieri italiani per la Difesa;
- riarticolazione del sistema produttivo a livello globale;
- crescita del segmento Underwater e sviluppo di soluzioni ad alto valore aggiunto;
- investimenti autofinanziati e accelerazione del deleveraging.
Il raddoppio della capacità produttiva nei cantieri italiani per la Difesa è finalizzato a riequilibrare un mercato in cui la domanda è in forte crescita. A questo proposito, l’azienda prevede nuovi contratti già a partire da quest’anno.
La riarticolazione del sistema produttivo a livello globale prevede il trasferimento di parte della produzione di navi da crociera in Romania, la riorganizzazione del segmento offshore e delle navi speciali, nonché il rafforzamento del business in Vietnam. L’obiettivo è migliorare l’efficienza operativa e la marginalità del gruppo.
La crescita del segmento Underwater e lo sviluppo di soluzioni ad alto valore aggiunto comportano un’ulteriore espansione attraverso lo sviluppo di soluzioni non convenzionali, oltre al rafforzamento delle sinergie con la Difesa e alla valutazione di opportunità strategiche.
Per quanto riguarda gli investimenti industriali previsti lungo tutto l’arco del piano, Fincantieri stima spese per circa 1,9 miliardi di dollari, che saranno finanziate dalla generazione di cassa operativa. Questa consentirà di accelerare il processo di deleveraging e di supportare la politica dei dividendi. Su questi ultimi, Fincantieri valuterà l’avvio di un piano di distribuzione a partire dal 2028, sulla base dei risultati dell’esercizio 2027 e previa approvazione del Consiglio di amministrazione.
"Con il piano industriale 2026-2030 Fincantieri compie un ulteriore e deciso passo in avanti nella propria traiettoria di crescita, confermando la solidità della visione strategica dello scorso triennio", ha commentato l’Amministratore delegato e direttore generale Pierroberto Folgiero. Una visione "combinata con un aumento della capacità produttiva per assecondare i macrotrend della domanda, dimostrando la capacità di generare valore in modo sostenibile nel tempo".
Il CEO ha inoltre aperto alla possibilità di operazioni di M&A. "Le acquisizioni sono sempre un’opzione dopo aver raggiunto i nostri obiettivi", ha dichiarato. "Dobbiamo capire cosa possiamo ottenere attraverso partnership e cosa attraverso un controllo diretto della produzione nel settore delle operazioni sottomarine non convenzionali, come la posa dei cavi. Siamo interessati sia al prodotto sia a chi lo produce".
Il piano industriale in cifre
Secondo quanto riportato nel comunicato aziendale, i ricavi di Fincantieri registreranno una crescita media annua dell’8% nel periodo 2026-2030. Nel dettaglio, nel 2026 ammonteranno a 9,2-9,3 miliardi di euro, per salire a 11 miliardi nel 2028 e a 12,5 miliardi nel 2030. A fine piano, il fatturato sarà cresciuto di circa il 40% rispetto al 2025.
L’EBITDA del 2026 sarà pari a 700 milioni di euro, con un margine del 7,5%, per aumentare a 930 milioni di euro nel 2028, con un margine dell’8,5%, e a 1,25 miliardi di euro nel 2030, con un margine del 10%. Nel complesso, l’incremento sarà di circa il 90% rispetto allo scorso anno.
L’azienda prevede inoltre un utile netto già nel 2026 superiore a quello del 2025, che raggiungerà 220 milioni di euro nel 2028 e 500 milioni di euro nel 2030.