Di guerre ne abbiamo già troppe, non ce ne serve un’altra. Il primo atto della guerra commerciale è andato in scena ieri dal giardino della Casa Bianca. Donald Trump ha annunciato tariffe di almeno il 10% per praticamente tutti i Paesi, che ora si apprestano ad applicare misure di ritorsione.
"Addebiteremo loro circa la metà di quanto stanno applicando e hanno applicato a noi", ha affermato Trump in una conferenza stampa dal White House Rose Garden. "Quindi, le tariffe non saranno completamente reciproche". Ad esempio, l'aliquota tariffaria effettiva per la Cina sarà ora del 54%, nel caso del Giappone parliamo del 24%, del Vietnam del 46% ed in quello dell'UE del 20% (Trump riscrive le regole del commercio mondiale).
"Se fosse arrivato solo un 10%, penso che i mercati sarebbero probabilmente saliti parecchio in questo momento", ha affermato Larry Tentarelli, Chief technical strategist presso il Blue Chip Trend Report. "Ma poiché i dazi sono stati più alti di quanto molti si aspettassero, penso che questo crei una maggiore volatilità al ribasso".
Dopo la chiusura positiva di ieri, forte segno meno per i future sulle Borse USA: a due ore dall’avvio degli scambi il future sul Dow Jones segna un -2,7%, il derivato sullo S&P 500 arretra del 3,35% ed il contratto sul Nasdaq lascia sul campo il 3,8%.
In agenda macro i dati sulla bilancia commerciale (notare il tempismo), l'aggiornamento sulle nuove richieste di sussidio e gli indici, calcolati da S&P Global e dall'Institute for Supply Management, sul sentiment dei direttori degli acquisti delle aziende dei servizi.
Le azioni a Wall Street: tonfo per Apple e Nike
Vediamo quali sono le azioni da tenere d’occhio a Wall Street nella seduta del 3 aprile 2025.
- Le azioni delle aziende che realizzano i loro prodotti e vendono fuori dagli States sono in forte sofferenza, Nike e Apple perdono rispettivamente il 9,5 ed il 7,5%, ma anche titoli di società che vendono i beni importati registrano cali particolarmente importanti, Dollar Tree scende del 10,9%, Walmart del 5% e Gap è in rosso del 10%.
- Ma attenzione anche al comparto hi-tech, che oltre ai dazi deve fare i conti con l’avversione al rischio: nel pre-mercato Nvidia perde il 4,5%, Alphabet il 3% e Meta il 4,3%. Per Dan Ives, analista di Wedbush,i titoli tecnologici "sono chiaramente sotto una forte pressione, poiché le preoccupazioni sulla distruzione della domanda, le catene di fornitura e in particolare la parte Cina/Taiwan delle tariffe".
- +5,33% ieri e -4,9% nel pre-mercato per Tesla. Ieri la performance è stata guidata dai rumor sulla fine del ruolo governativo per Elon Musk mentre oggi le azioni TSLA pagano pegno ai dati sulle consegne del primo trimestre, scese del 13% rispetto all'anno precedente.
- Calo più contenuto per Ford (-1,5%) che ha annunciato sconti su diversi modelli per compensare il ricarico dei dazi e difendere la domanda. Il programma, denominato “Dall'America per l'America", è reso possibile dal fatto che l'azienda guidata da Jim Farley costruisce l'80% dei suoi veicoli venduti negli Stati Uniti a livello nazionale, a fronte di circa il 50% di General Motors (-2,5%) e Stellantis (Ford taglia i prezzi, VW alza: ecco le risposte ai dazi di Trump).
- -6% per Amazon che, secondo quanto riportato dal New York Times, ha presentato un’offerta per acquistare le attività americane di TikTok. La società avrebbe manifestato il suo interesse attraverso una lettera indirizzata al vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance e al segretario al Commercio, Howard Lutnick. Il governo deve decidere entro il 5 aprile.