Il coinvolgimento della Germania nel Global Combat Air Programme (GCAP) potrebbe rallentare il grande progetto per la difesa a cui partecipa Leonardo, ma offrirebbe vantaggi nel lungo periodo. A sostenerlo è il nuovo Amministratore delegato del colosso italiano, Lorenzo Mariani, nominato un mese fa alla guida dell'azienda dal governo Meloni in sostituzione di Roberto Cingolani.
Il GCAP è il programma congiunto di Italia, Regno Unito e Giappone per sviluppare entro il 2035 un caccia di sesta generazione destinato a sostituire rispettivamente gli Eurofighter Typhoon e i Mitsubishi F-2. Il progetto è guidato industrialmente da Leonardo, BAE Systems e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. (JAIEC), con la partecipazione di aziende come Mitsubishi Heavy Industries, Rolls-Royce, IHI e MBDA.
Mariani ha spiegato che gli attuali partner del GCAP hanno già concordato la suddivisione dei lavori dopo difficili negoziati. L'ingresso della Germania potrebbe risultare "destabilizzante", ha sottolineato, ma nel lungo periodo "apporterebbe benefici". "Sarei felice se parte del complesso industriale tedesco si unisse alle nostre attività", ha dichiarato il top manager. "Questi programmi sono sempre molto impegnativi in termini di investimenti. Normalmente assorbono più risorse di quanto si preveda all'inizio. Quindi, avere un altro partner dotato sia di risorse finanziarie sia di competenze industriali sarebbe positivo".
Lo scetticismo del Giappone
La possibilità di un ritardo nel programma rende tuttavia il Giappone piuttosto riluttante ad ammettere nuovi partner, anche alla luce del fatto che Berlino si è ritirata da un progetto rivale con Francia e Spagna, il Future Combat Air System (FCAS), provocando il fallimento del programma da 100 miliardi di euro.
Per quanto riguarda il Regno Unito, questo avviene in un momento in cui il segretario alla Difesa, John Healey, si è dimesso, alimentando i dubbi sull'impegno finanziario del Paese nel progetto. Mariani, tuttavia, si è detto fiducioso sulla prosecuzione della partecipazione britannica, sottolineando come l'aviazione da combattimento rappresenti un settore prioritario per Londra. "È importante per la nazione, per la sua posizione geografica ed è importante per le sue competenze industriali", ha affermato.
Sul fallimento del FCAS, Mariani ha dichiarato di non essere sorpreso, citando le difficoltà industriali incontrate dal progetto nonostante la buona volontà dei leader politici. "Si può partire da una volontà politica, ma se l'industria non riesce a trovare obiettivi comuni, modalità condivise di lavoro e una corretta ripartizione delle attività, allora diventa davvero difficile", ha affermato.
Azioni Leonardo: vanno comprate?
Negli ultimi cinque anni le azioni Leonardo hanno intrapreso un rally straordinario, registrando un aumento di circa il 653% alla Borsa di Milano. Le guerre in Ucraina e in Medio Oriente hanno spinto molti Paesi ad aumentare gli investimenti negli armamenti, favorendo il business del leader italiano della difesa.
Tuttavia, alcuni segnali di distensione sul fronte geopolitico hanno fatto perdere slancio al titolo, che quest'anno ha guadagnato il 2,81%, sottoperformando il mercato nel suo complesso. Ciò non gli ha impedito di risultare ancora sopravvalutato, secondo il fair value elaborato da Forecaster.biz. Il "Fair Value" del titolo calcolato dalla piattaforma è infatti pari a 43,74 euro, ossia il 16,93% in meno rispetto al prezzo di mercato.
Per chi possiede già azioni Leonardo o intende acquistarle, vale la pena ricordare che oggi la società stacca un dividendo di 0,63 euro per azione, che sarà messo in pagamento il 24 giugno (Borsa Italiana: tutti i dividendi di lunedì 22 giugno 2026). La cedola offre un rendimento dell'1,2%, calcolato sull'ultimo prezzo di chiusura del titolo a Piazza Affari, pari a 52,66 euro.
Borsa Italiana: tutti i dividendi del 2026 a Piazza Affari